L'ECO di Fossato di Vico

 

N. 12 - 23 giugno 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Fossato di Vico


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DAL CENSIMENTO UN CONTENUTO AUMENTO DEI RESIDENTI

Forse decolla il mercato dell'edilizia privata e condominiale

di Ottavio Giombetti


Con l’inizio degli edifici che formano il comparto urbanistico della "Piazza di Osteria del Gatto" parte il primo intervento di edilizia condominiale di una certa dimensione, realizzato a Fossato da un’impresa privata. Riteniamo che sia un elemento particolarmente positivo perché con tale intervento inizia il mercato degli alloggi. Cioè la domanda/offerta degli appartamenti. Fino ad ora le imprese edili hanno agito quasi esclusivamente "su commessa" e solo in rarissimi casi hanno operato investimenti e comunque sempre di piccole dimensioni; oggi, gli alloggi, già costruiti, vengono immessi direttamente sul mercato per l’acquisto. Una notevole inversione di tendenza, perché chi vuole insediarsi a Fossato trova una disponibilità reale ed immediata, con notevoli benefici sulla crescita della popolazione. Infatti il vecchio metodo "su commessa", oltre le lungaggini burocratiche per gli atti amministrativi, ha causato la mancanza di offerta di abitazioni e di conseguenza ha impedito la crescita demografica; anzi molti cittadini di Fossato ed in particolare le giovani coppie, sono andati ad abitare altrove (la stragrande maggioranza a Gualdo Tadino), dove hanno trovato disponibilità immediate e costi agevolati. Così di fronte a tale fenomeno, ad uno sviluppo economico sostenuto è seguito un aumento demografico molto contenuto, che ha determinato la mancanza di risorse umane, tecniche, intellettuali e professionali, necessarie per l’espandersi delle attività economiche.

L’andamento demografico è comunque positivo ed anche in condizioni di assenza quasi totale del mercato edilizio gli abitanti aumentano. Infatti, secondo i dati del censimento 2001, la popolazione residente è di 2460 unità; + 3,89% rispetto al 1991. Circa un’ottantina di unità in più. In 10 anni non è molto: un recupero lento e costante. Tuttavia gli oltre 3000 abitanti del 1951 sono ancora molto lontani. E’ comunque la conferma di un trend positivo dopo i 2335 abitanti del 1971, che sono il punto più basso ed i 2348 dell’81, allorquando è iniziata l’inversione di tendenza. Se poi si vanno ad approfondire i contenuti, si scoprono inaspettati elementi positivi. La mortalità è nettamente superiore alle nascite, ma questo è compensato da una immigrazione consistente, ed anche giovanile, dalla quale consegue che Fossato di Vico torna ad essere considerata zona di attrazione demografica.

Sul fenomeno incide l’immigrazione extra comunitaria - circa una ottantina di residenti - ma in minor misura di quello che sembra ed invece non incide quasi affatto la ricostruzione del terremoto, in quanto i numerosi operatori "esterni" quasi mai hanno spostato la residenza. I motivi della ripresa sono la possibilità di un posto di lavoro abbastanza stabile ed anche una dimensione di vita ancora a misura d’uomo, in una comunità piccola, ma efficiente nei servizi e vivace dal punto di vista economico. E’ indubbio però che lo sviluppo demografico e di conseguenza edilizio stentano ancora, anche se non si escludono effetti di trascinamento del boom industriale, anche a breve scadenza: le premesse ci sono tutte.

C’è bisogno comunque di una grossa spinta, con investimenti che possono provenire soprattutto da imprese esterne e mettendo insieme le sinergie fra pubblico e privato. Fino ad oggi il mercato dell’edilizia si è limitato - a parte i rari interventi di edilizia pubblica ed agevolata - al soddisfacimento delle esigenze interne, con interventi destinati alla costruzione di abitazioni singole per lo più su commissione ed a carattere familiare. I vari piani di Fabbricazione e Regolatori non sono riusciti a "solleticare" gli interessi degli imprenditori con proposte di aree dove sviluppare piani di edilizia condominiale, a basso costo e ad alta concentrazione di servizi ed attirare investimenti. Senz’altro da questo punto di vista ha inciso l’immobilismo delle amministrazioni comunali, in particolare di sinistra, ma non solo, ed una concezione dei Piani Urbanistici tutta interna agli interessi locali, finalizzata ad interventi controllati e pilotati, teleguidati da un labirinto di vincoli, affatto sensibile ai temi dello sviluppo.

Con il Piano urbanistico coordinato della "Piazza di Osteria del Gatto" sembra che si cambi strada e forse è iniziata una nuova fase: il decollo dell’edilizia privata. Questi gli ingredienti: una buona dose di deregulation di fronte al dirigismo precedente, la partecipazione delle imprese in collaborazione con l’ente pubblico, in un contesto urbanistico e di servizi pianificato. Nella "Piazza di Osteria del Gatto" sono in corso di costruzione i primi due lotti di circa 24 appartamenti (pare la stragrande maggioranza venduti) a cui quasi sicuramente seguiranno altri 2 lotti. In totale una cinquantina di appartamenti, da lanciare sul mercato. Ma questo non è l’unico investimento: con caratteristiche e tipologie diverse è in corso di realizzazione la lottizzazione Pirrami ed un ulteriore intervento si avrà probabilmente in località Collina di Purello. Con il movimento di imprese che si è instaurato attraverso la ricostruzione del terremoto forse anche la nuova edilizia di Fossato di Vico trarrà benefici ed è una necessità impellente per continuare la crescita complessiva del comune e di tutto il territorio circostante.

 

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