L'ECO di Fossato di Vico

 

N. 12 - 23 giugno 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Fossato di Vico


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Calcio giovanile


Dai tempi dell'avv. C. A. Luzi la fascia appenninica non era rappresentata in seno alla F.I.G.C.,.C.R.U., L.N.D.; questa mancanza è stata sanata da Luciano Paccamonti, giovane imprenditore che il presidente Repace ha voluto nella sua squadra per le qualità umane e per la sua esperienza nel calcio giovanile. Suo infatti il merito di aver fatto sorgere dal nulla: prima la scuola calcio Montecucco e ora lo Sporting club Appennino, punto di riferimento di ogni bambino che in queste zone vuole avviarsi alla pratica della sport più bello di questo mondo. L. Paccamonti gentilmente ci ha tracciato un rendiconto della sua attività e degli scopi dello sporting club Appennino. "L'essere stato eletto consigliere regionale mi inorgoglisce; è gratificante rappresentare il nostro territorio, ma tengo a precisare che il mio compito è di lavorare insieme al presidente e agli altri per tutte le società umbre senza distinzione alcuna di zona o di blasone. La nostra fortuna è aver un presidente fuori dal comune che in soli 18 mesi ha fatto di tutto di più. La nostra regione era considerata quasi l'ultima ruota del carro, ora siamo d'esempio. Il CRU considera il suo ruolo di servizio sociale come parte della sua missione che si aggiunge allo sviluppo dell'attività agonistica ed ha impostato una pianificazione pluriennale, per sviluppare obiettivi che di per sé comportano e richiedono convolgimento di terzi. Riguardo la scuola calcio Appennino nel 1996, la sfida che abbiamo lanciato era di far concepire un nuovo modo di avvicinarsi al calcio. Quello dei giovani che non può essere il calcio dei miliardi, degli scudetti, della televisione, ma quello che contribuisce a far riscoprire i valori più profondi che hanno reso questo sport tra più popolari del mondo. Dare la possibilità a tutti di vivere lo sport calcio, sia essi che siano talenti o meno dotati, offrendo ai primi possibilità di affermarsi anche a grandi livelli ed agli altri quella di divertirsi e crescere senza traumi ed umiliazioni. La logica del risultato economico ed agonistico del "tutto subito" non può sposarsi con la logica di chi investe sui giovani. Con i ragazzi l'obiettivo è a lungo termine e non può prescindere dagli obiettivi educativi e formativi del giovane. Il mio consiglio è di non puntare sull'acquisto di giocatori immediatamente validi, ma puntare sulla preparazione di possibili talenti emergenti. Questa è la nostra carta vincente con 163 tesserati per le varie cat. 9 tecnici, 2 custodi, 1 autista e tanti dirigenti, amici e genitori. Le società come la nostra devono essere guidate dalla stessa spinta innovativa , dalla medesima volontà di migliorare il rapporto con la comunità in cui sono presenti". Nel ringraziare Paccamonti dell'intervista auguriamo a lui e al suo meraviglioso staff di raggiungere tutti gli obiettivi prefissi.

Marcello Bianchini

 

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