L'ECO del Territorio |
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I Templari sul monte Cucco Ipotesi e testimonianze sulla presenza dei Templari nel territorio ricerca di Euro Puletti La presumibile presenza, già nel secolo XIV, dedifici assai importanti e costosi (e di plausibile, antica destinazione duso militare) alleremo di San Girolamo di Monte Cucco (Scheggia) ha fatto ipotizzare, allattuale priore, ed a chi scrive, che la costruzione delleremo potesse essere stata, in origine, "sponsorizzata" da qualche influente Ordine religioso medioevale, come, ad esempio, quello dei Templari, i quali erano presenti, con una mansione, o, meglio, una precettorìa, a Perticano (antico "insediamento di strada", a 398 m s.l.m., che risulta citato in alcuni documenti templari), uno stanziamento non meglio identificabile a Casalvento, e a Sigillo, nella Diocesi di Nocera Umbra. A Collina di Purello, ritroviamo, invece, la piccola chiesa rurale di Santa Croce di Culiano, sorgente, un tempo, nel territorio di giurisdizione del Castrum Sigilli. Essa recava il titolo di "S.Crucis Hierosolomit[anae]", vale a dire Gerosolimitana, perciò dei cavalieri Gerosolimitani (che furono altra cosa rispetto ai Templari), o di Gerusalemme, e, dunque, forse, almeno in origine, templare. Essa fu altrimenti, e posteriormente, detta "S. Crucis de Culiano Cruciferorum", cioè, forse, degli Ospitalieri di San Giovanni o dei Crociferi. Ledificio sacro costituisce, dunque, con una certa probabilità, una struttura dantica pertinenza del notissimo ordine monastico-cavalleresco dei Templari, o Militi del Tempio di Gerusalemme, ed è, unica fondazione templare nella pur vasta diocesi di Nocera, databile al XII secolo. Nel 1986, i terreni agricoli contornanti ledificio di culto hanno restituito ben tre cippi confinari, tutti recanti, incisa direttamente sulla pietra, una croce patente, di tipologia templare, e la data 1143 (taluno legge 1743), probabile anno di fondazione della commanderia. Le commanderie o commende agricole avevano spesso una domus. Nella località Colmartino di Costacciaro, già nellanno 1156, esisteva una Domus Berardelli, nella quale, il giorno otto di settembre, si riuniscono il vescovo di Foligno Anselmo, i monaci dellabbazia di Fonte Avellana e quelli di SantAndrea dellIsola dei Figli di Manfredo. Era questa, forse, una domus templare? Che parte hanno avuto i Templari (se qualcuna ne hanno pure avuta) nellampliamento dellabbazia di Fonte Avellana, dedicata alla Santa Croce? Non abbiamo, per ora, elementi sufficienti a rispondere a questi pur affascinanti quesiti storici. Sta di fatto che larcheologia dimostra come unaltra croce dapparente tipologia templare, incisa sulla roccia insieme ad un calice, esista sul muro di una rimessa agricola a Villa Scirca di Sigillo ed una croce degli Ospitalieri di San Giovanni sia stata trovata non lontano dai luoghi citati. Unaltra croce, ancora una volta dapparente iconografia templare, è incisa su di una stele funeraria, che fu inserita (forse nel secolo XIV), quale materiale lapideo di recupero, nel muro della torre dellabbazia di SantEmiliano in Congiùntoli. La precettorìa templare di Perticano fu colpita da mandato dinquisizione il 28 febbraio dellanno 1310. Talune poche notizie su di un Templare eugubino le apprendiamo da uno scritto dun nobile di Gubbio: "Battista Sforzolini, cavaliere del Tempio di Gerusalemme, fu uno dei più prodi guerrieri del suo tempo; fu sempre il primo in tutti i più pericolosi azardi; non si sottrasse mai ai pericoli, quasi sormontò co l valore, e co l senno, e nelle più spaventose mischie diede à vedere, che un cuore generoso non trova pericolo, che lo spaventi". Templare fu, probabilmente, anche un altro Sforzolini, il "Cavaliere di Rhodi" Guido Sforzolini. (Cfr. Bonaventura Tondi, Lesemplare della gloria; overo i fasti sacri politici e militari dellantichissima città di Gubbio, Brigonci, Venezia 1689, p. 47 [rist. anast. per i tipi della Arnaldo Forni Editore S.p.A., Bologna, aprile 1978]), il quale, però, potrebbe, essere stato anche Cavaliere di San Giovanni di Gerusalemme. Nel 1310, i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (detti anche "Ospitalieri di San Giovanni" o "Giovanniti") simpadronirono, infatti, di Rodi, riorganizzandone la flotta ed i commerci e ricevendo in dono, da Clemente V, parte dei beni del soppresso ordine dei Templari. (segue al prossimo numero)
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