L'ECO del Territorio

 

N. 12 - 23 giugno 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Territorio

 

I Templari sul monte Cucco

Ipotesi e testimonianze sulla presenza dei Templari nel territorio

ricerca di Euro Puletti


La presumibile presenza, già nel secolo XIV, d’edifici assai importanti e costosi (e di plausibile, antica destinazione d’uso militare) all’eremo di San Girolamo di Monte Cucco (Scheggia) ha fatto ipotizzare, all’attuale priore, ed a chi scrive, che la costruzione dell’eremo potesse essere stata, in origine, "sponsorizzata" da qualche influente Ordine religioso medioevale, come, ad esempio, quello dei Templari, i quali erano presenti, con una mansione, o, meglio, una precettorìa, a Perticano (antico "insediamento di strada", a 398 m s.l.m., che risulta citato in alcuni documenti templari), uno stanziamento non meglio identificabile a Casalvento, e a Sigillo, nella Diocesi di Nocera Umbra.

A Collina di Purello, ritroviamo, invece, la piccola chiesa rurale di Santa Croce di Culiano, sorgente, un tempo, nel territorio di giurisdizione del Castrum Sigilli. Essa recava il titolo di "S.Crucis Hierosolomit[anae]", vale a dire Gerosolimitana, perciò ‘dei cavalieri Gerosolimitani’ (che furono altra cosa rispetto ai Templari), o ‘di Gerusalemme’, e, dunque, forse, almeno in origine, ‘templare’. Essa fu altrimenti, e posteriormente, detta "S. Crucis de Culiano Cruciferorum", cioè, forse, degli Ospitalieri di San Giovanni o dei Crociferi. L’edificio sacro costituisce, dunque, con una certa probabilità, una struttura d’antica pertinenza del notissimo ordine monastico-cavalleresco dei Templari, o Militi del Tempio di Gerusalemme, ed è, unica fondazione templare nella pur vasta diocesi di Nocera, databile al XII secolo.

Nel 1986, i terreni agricoli contornanti l’edificio di culto hanno restituito ben tre cippi confinari, tutti recanti, incisa direttamente sulla pietra, una croce patente, di tipologia templare, e la data 1143 (taluno legge 1743), probabile anno di fondazione della commanderia. Le commanderie o commende agricole avevano spesso una domus. Nella località Colmartino di Costacciaro, già nell’anno 1156, esisteva una Domus Berardelli, nella quale, il giorno otto di settembre, si riuniscono il vescovo di Foligno Anselmo, i monaci dell’abbazia di Fonte Avellana e quelli di Sant’Andrea dell’Isola dei Figli di Manfredo. Era questa, forse, una domus templare?

Che parte hanno avuto i Templari (se qualcuna ne hanno pure avuta) nell’ampliamento dell’abbazia di Fonte Avellana, dedicata alla Santa Croce? Non abbiamo, per ora, elementi sufficienti a rispondere a questi pur affascinanti quesiti storici. Sta di fatto che l’archeologia dimostra come un’altra croce d’apparente tipologia templare, incisa sulla roccia insieme ad un calice, esista sul muro di una rimessa agricola a Villa Scirca di Sigillo ed una croce degli Ospitalieri di San Giovanni sia stata trovata non lontano dai luoghi citati. Un’altra croce, ancora una volta d’apparente iconografia templare, è incisa su di una stele funeraria, che fu inserita (forse nel secolo XIV), quale materiale lapideo di recupero, nel muro della torre dell’abbazia di Sant’Emiliano in Congiùntoli.

La precettorìa templare di Perticano fu colpita da mandato d’inquisizione il 28 febbraio dell’anno 1310. Talune poche notizie su di un Templare eugubino le apprendiamo da uno scritto d’un nobile di Gubbio:

"Battista Sforzolini, cavaliere del Tempio di Gerusalemme, fu uno dei più prodi guerrieri del suo tempo; fu sempre il primo in tutti i più pericolosi azardi; non si sottrasse mai ai pericoli, quasi sormontò co’ l valore, e co’ l senno, e nelle più spaventose mischie diede à vedere, che un cuore generoso non trova pericolo, che lo spaventi". Templare fu, probabilmente, anche un altro Sforzolini, il "Cavaliere di Rhodi" Guido Sforzolini. (Cfr. Bonaventura Tondi, L’esemplare della gloria; overo i fasti sacri politici e militari dell’antichissima città di Gubbio, Brigonci, Venezia 1689, p. 47 [rist. anast. per i tipi della Arnaldo Forni Editore S.p.A., Bologna, aprile 1978]), il quale, però, potrebbe, essere stato anche Cavaliere di San Giovanni di Gerusalemme. Nel 1310, i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (detti anche "Ospitalieri di San Giovanni" o "Giovanniti") s’impadronirono, infatti, di Rodi, riorganizzandone la flotta ed i commerci e ricevendo in dono, da Clemente V, parte dei beni del soppresso ordine dei Templari.

(segue al prossimo numero)

 

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