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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (36)
Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia "Era il maggio odoroso ..." Finalmente, dopo anni di bizzarrie, un maggio esattamente nella media. Con solo una bizzarria
Non sono mancate certo le bizzarrie, tipiche, per altro, della primavera. Ne sia desempio quanto successo a Gualdo Tadino il giorno 11 maggio. Attorno alle 13, il cielo si fa improvvisamente scuro: su Gualdo si scarica una violenta grandinata che va avanti per almeno tre quarti dora. Cadono, complessivamente, quasi 30 millimetri di pioggia, ma è probabile che i dati - come abbiamo già detto unaltra volta - siano inferiori al reale. Ipotizziamo che la quantità totale di precipitazione ammonti a 40-45 mm in 45 minuti. Un vero nubifragio. Volete sapere la cosa incredibile? Mentre la nostra stazione meteo di Gualdo centro era sommersa da 30 cm di grandine, ebbene, a Palazzo Mancinelli - 2,4 km in linea daria - cera il sole. Niente grandine, niente nubifragio e solamente 2 mm di pioggia caduta. Incredibile? Non basta: venti minuti più tardi, a Costacciaro, si scaricano almeno altri 20 mm di pioggia piuttosto violenta. Il temporale investe anche Sigillo, ma qui non abbiamo strumenti che possano supportare la misurazione. Che cosè successo? La particolare conformazione delle montagne della zona, con i due valichi di Valmare e di Fossato, influisce spesso sulla traiettoria delle cellule temporalesche e non è la prima volta che, mentre a Gualdo città diluvia, alla periferia settentrionale della città non cade nemmeno una goccia dacqua. Per mostrarvi come lorografia (cioè la conformazione delle montagne) possano influire non poco sulla circolazione atmosferica, osservate la carta meteorologica al suolo relativa alla situazione dello scorso 21 aprile. Una depressione centrata pressappoco sulle isole Eolie (che abbiamo indicato con la lettera B) attira aria dalle zone circostanti: se osservate le frecce, che indicano i venti al suolo, notate come laria sinvortichi in senso antiorario attorno al minimo, come sempre accade nel nostro emisfero. Attenzione: osservate le freccettine che indicano il vento e noterete come, in prossimità della freccia nera (in corrispondenza dei monti Sibillini), il vento venga deviato verso il mare e, fra Marche e Abruzzo, prosegua da nord ovest verso sud est. Perché? Gli Appennini fanno da barriera e laria non può passare che in piccola parte, mentre viene in gran parte deviata dalla sua traiettoria (che è nord est-sud ovest). Il risultato? A sinistra della freccia nera, sul versante umbro, si crea una depressione sottovento che provoca moti ascendenti e innesca cellule temporalesche. In effetti, lo scorso 21 aprile sono caduti 15 mm di pioggia in un unico scroscio pomeridiano. Il modello matematico locale aveva, in effetti, previsto linfluenza dellAppennino.Se osservate, del resto, la situazione dei venti sullAustria o sui Balcani e la confrontate con quella del Mediterraneo fra la Sardegna e la Costa Azzurra, noterete come sulla terra emersa lorografia influisca non poco sulla direzione e la velocità del vento, mentre sul mare - ovviamente - il vento risulta mediamente più veloce e regolare.
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Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
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