L'ECO del Serrasanta |
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Attualità |
Risolta la questione della busta pesante La recente notizia dell'Agenzia delle Entrate, comunicata con circolare n. 42 del 14 maggio scorso, in merito alla cosiddetta "busta pesante" e quasi passata inosservata, sopra la testa della maggior parte degli interessati. La decisione di abbandonare il contenzioso tributario da parte dell'Agenzia delle Entrate è invece decisione storica se si pensa che la questione si dibatte con ricorsi e appelli da più di 16 anni. Essa, oltre a portare denari buoni nelle tasche dei contribuenti, sancisce un principio tributario incontestabile; e, in un territorio colpito da ben 3 eventi sismici con incalcolabili danni al patrimonio edilizio, la cosa avrebbe dovuto interessare maggiormente. Perché la decisione rende giustizia e denari anche per gli anni 1997 e 1998, per i quali sappiamo anticipatamente, senza cioè attendere altri tre lustri, che i contribuenti sono nel giusto e hanno diritto di reclamare quanto loro spetta dall'Ufficio impositore. Ora tutto è chiaro. Ora sappiamo che per avere quei benedetti "spiccioli" non dobbiamo imbarcarci in una serie di adempimenti a volte anche costosi. I terremotati hanno finalmente ragione: punto e basta. Non è vero che la decisione non poteva essere che quella che è stata annunciata. Molte commissioni tributarie avevano, via via, dato ragione ai contribuenti Ma, ad esempio, la Commissione Tributaria Centrale, sezione XII, aveva in più decisioni sostenuto la tesi dell'Amministrazione Finanziaria. C'è voluta la caparbieta dei nostri parlamentari dell'Umbria e, in particolare, del sen. Maurizio Ronconi per mettere la parola fine su questa annosa vicenda. Ora tocca alla Direzione delle Entrate Regionale dare applicazione alle istruzioni per il rimborso delle somme non dovute per gli anni 1984, 1985 e 1986. Nella circolare n. 42 non sono previsti i tempi per la restituzione delle somme non dovute ma pagate e da quanto è dato a sapere sembrerebbe che negli ambienti regionali non ci sia grande propensione a impartire le direttive necessarie agli UFFICI periferici che sanno niente di preciso e chiaro sul da farsi dopo aver appreso la notizia dalle agenzie di stampa. La Direzione generale sinora ha fatto orecchie da mercante disconoscendo i bisogni delle popolazioni terremotate che ancora sono alle prese con la ricostruzione, costrette comunque a metter mano al portafoglio per pagare quei costi che rimangono a loro carico. Nello stato di bisogno una manciata di euro, peraltro inaspettata, non guasta. Ma tutto ciò se chi gestisce l'affare capisce l'importanza per le popolazioni del territorio. D'altronde i contribuenti non possono attendere ancora le "grazie" di un burocrate che in fretta dovrebbe anche sistemare il "dovuto" per gli anni 1997, 1998 e 1999 (sino al 30 giugno) senza per questi anni ( quando sarà tempo) pagare e poi richiedere il "non dovuto" "His fretus ( confidando su queste cose )", ci auguriamo che presto tutto si normalizzi. Giancarlo Franchi
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