L'ECO di Fossato di Vico

 

N. 11 - 9 giugno 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Fossato di Vico


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PARTECIPAZIONE GIOVANILE ED ENTUSIASMO ALLA VII EDIZIONE DELLA FESTA DEGLI STATUTI

Che la festa non diventi un kitsch

di Ottavio Giombetti


E' giunta alla settima edizione la Festa degli Statuti di Fossato di Vico, una delle tante manifestazioni di folklore e storia medioevale che sono state recentemente riscoperte da studiosi e storici locali, così frequenti in Umbria, come i suoi castelli e campanili. Fossato celebra con orgoglio la sua identità, la sua autonomia, il suo status di libero comune e la sua gente, soprattutto i giovani, risponde con entusiasmo e partecipazione. L'identificazione con la storia ed il territorio è uno dei punti sensibili della popolazione e questo scatena spesso una passione sociale, che altrimenti rimarrebbe compressa.

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La Festa è comunque un grande momento per mettere in mostra le attrattive migliori del paese: gli angoli suggestivi, i profumi della cucina tipica e "casereccia" delle donne fossatane, i vicoli, le cantine a volta scavate nella roccia, gli affreschi dei conventi e delle chiese e quest'anno anche l'antiquarium, una bella iniziativa che indica la strada per il passaggio ad un'offerta di qualità. Uno sforzo che sta riuscendo quantitativamente e qualitativamente è la sfilata in costume e la riscoperta dei mestieri e prodotti tradizionali, alimentati dal piacere di vestirsi ed essere protagonisti. Ma c'è ancora molto da lavorare per migliorare e per proporre una festa che sia veicolo di attrazione turistica e di rivitalizzazione del Centro Storico, soprattutto nella scenografia e nelle infrastrutture. Intanto oggi è possibile godere di quello che si è riusciti a mettere in piedi con il volontariato e con l'abnegazione del comitato organizzatore. E' bene che la crescita avvenga, se deve avvenire, programmata ed anche contenuta, migliorando di volta in volta un aspetto, poche cose, ma fatte bene, piuttosto che iniziative che trasudano dilettantismo e precariato. Questi determinano un risultato scarno ed insoddisfacente e destano un senso di sciatteria nella gente di fuori. Per esempio la scenografia delle cerimonie storiche deve essere più curata soprattutto negli ambientamenti; nella rappresentazione dei vecchi mestieri e dei prodotti tipici, nonché nella cucina vanno valorizzati i prodotti ed i piatti locali (ho visto molta roba comperata al discount); l'organizzazione delle cose da proporre va programmata ed allestita più accuratamente (per esempio via Roma e la Porta Nova davano la sensazione di vuoto organizzativo, non contribuendo affatto al clima di festa).

Ma in particolare va curata l'immagine. Ho visto circolare un opuscolo molto sciatto ed anche poco rigoroso. Per esempio ho notato certe forzature fra Porte-Chiese-Santi senza un nesso logico, soltanto per scimmiottare altre esperienze. E c'è il solito richiamo ai servizi. Per tre giorni il centro storico è stato chiuso al traffico, anche per i residenti, perché vi è una sola strada d'accesso. Almeno si asfalti l'alternativa della strada della Pineta, che versa in condizioni disagiate per buche e dossi.

Ho notato che nelle ore di punta le macchine si erano posizionate ai bordi della provinciale 241, determinando lunghe file in direzione della Stazione-Palazzolo e Borgo. Molti se ne sono andati, inibiti dalla confusione del traffico in prossimità della "Croce", nonostante la buona volontà dei vigili e dovendo posteggiare la macchina troppo lontano. Se si vogliono organizzare manifestazioni di massa in un ambiente ristretto come il centro storico bisogna trovare a ridosso spazi e soluzioni per i parcheggi, altrimenti tutto è inutile.

 

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