L'ECO del Serrasanta |
|
Territorio |
COMUNITA' MONTANA Insorge la minoranza E' guerra sulla riforma dello Statuto Con un comunicato stampa il Gruppo Consiliare "Casa delle Libertà" presso il Consiglio della Comunità Montana, prende posizione sulle ultime vicende dell'Ente spiegando i motivi della mancata segnalazione di suoi nominativi per la composizione della 1° e 2° Commissione permanente "giustificata e motivata sulla base dei clamorosi, irresponsabili e gravissimi atti compiuti dalla maggioranza e dal Presidente dell'Ente, i quali intendono procedere alla riforma dello Statuto della Comunità Montana a colpi di maggioranza, istituendo e nominando una Commissione Speciale per tale fine, senza tenere in alcun conto il parere dell'opposizione, e provocando in tal modo uno storico e gravissimo caso di conflitto e rottura istituzionale mai verificatosi". Il comunicato prosegue puntualizzando che il nuovo statuto "è stato in buona parte già discusso ed approvato nella 1° Commissione permanente, a ciò deputata a norma dello Statuto e dei regolamenti, e che tale riforma non è purtroppo giunta a conclusione ed approvazione definitiva per esclusiva responsabilità delle forze di maggioranza che hanno di fatto impedito da un anno a questa parte, ovvero dalle elezioni amministrative del Comune di Gubbio, maggio 2001, il lavoro della 1° Commissione permanente, facendo venir meno, in ogni convocazione, il numero legale. Siamo fermamente convinti che la riforma dello Statuto Comunitario è passaggio di estrema importanza per la ridefinizione della Comunità Montana e quindi per lo sviluppo del Comprensorio dell'Alto Chiascio, e che non si possa procedere ai cambiamento delle "Regole del gioco" imponendo esclusivamente arroganza e prepotenza della maggioranza. ciò non è mai avvenuto in precedenza e non dovrà accadere ora". Il comunicato prosegue in termini fortemente polemici prosegue esprimendo "preoccupazione e perplessità questo inizio di mandato del neo Presidente dell'Ente, il quale da subito, come volevasi dimostrare, ha palesato la propria arroganza e prepotenza politica, sia negli atti vitali per la Comunità Montana, come questo eclatante caso dimostra, sia nella gestione politico - amministrativa dei Consiglio raggirando in continuazione i più elementari principi e regolamenti di funzionamento ad esclusivo vantaggio della maggioranza, nonché grande preoccupazione per il futuro vista la mancanza totale di programmi e proposte serie e credibili di sviluppo del comprensorio" e dichiarandosi "disposto a concordare insieme alla maggioranza che governa l'Ente il cammino istituzionale necessario alla riforma dello Statuto".
|