Una bella giornata "in montagna per ricordare".
Con questo slogan è stata organizzata, ed intensamente vissuta, una giornata
indimenticabi1e, e che ha visto presenti attorno al professor Carlo Paoletti
diversi ragazzi e ragazze, in qualche caso accompagnati dai genitori. Una giornata vissuta
a contatto con la natura, segnata soprattutto, ma non soltanto, dai ricordi: infatti quei
giovani non erano altri che i componenti della frotta di ragazzini che, negli anni 80 e
90, avevano dai 5-6 anni in su e che d'estate, per due o tre volte alla settimana,
seguivano il prof. Paoletti, che organizzava escursioni per loro e con
loro: lui, docente di educazione fisica in pensione, grande appassionato della montagna,
fondatore e presidente della sezione del Cai, aveva inventato l'estate del Cai per i più
giovani, guidava il vivacissimo gruppo di bambini alla scoperta dei monti: sentieri,
sorgenti, alberi, animali, grotte, panorami, corse sui prati erano gli ingredienti delle
bellissime passeggiate, col professore che giocava come i ragazzini e che raccontava loro
avventure e sentimenti affascinanti, che descriveva le bellezze del paesaggio, la
ricchezza e la generosità della natura e della montagna; il tutto in un clima di allegria
e di gioia autentiche, "seminando" vero amore per la vita e l'ambiente, non
senza esprimere meraviglia e gratitudine verso il Creatore.
Tante le avventure sui monti, sui sentieri;
tante le scoperte, gli insegnamenti impartiti con la testimonianza: non pochi hanno
ricordato episodi, come quello da brivido della cattura di una vipera alla quale il
professore fece aprire la bocca, mostrò il dente velenoso, e poi... lasciò libero il
rettile; la raccolta di fragole, lamponi, more, funghi, che poi venivano consumati al
rifugio con un piatto di spaghetti, pasti sobri, ma tanto saporiti, spesso cucinati dai
genitori di alcuni scatenati membri della truppa.
E' stata una festa gioiosa e nostalgica
attorno al prof. Paoletti, uno stringersi con calore e gratitudine
attorno all'educatore ed al "seminatore" di conoscenze dirette e di amore per la
montagna. Con la certezza che quei "bambini" rispetteranno ed apprezzeranno
anche in futuro i valori veri e quanto la prodiga natura offre a tutti.