L'ECO del Serrasanta

 

N. 11 - 9 giugno 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Attualità

 

Il ritorno dei vandali


Sul giornalino del Comune è evidenziato che la popolazione è cresciuta anche in conseguenza della tranquillità del territorio. Il superamento dei 15.000 abitanti sembrerebbe conseguenza delle scelte di quanti stabiliscono la residenza nella nostra Città, che raccoglie, di fatto, etnie che non avremmo mai pensato di ospitare e gente che proviene dalla maggior parte delle regioni italiane. Tutto questo non fa una piega e conferma che la nostra Città non è razzista ed è capace di convivere in pace con chiunque e dovunque.

Le cronache degli ultimi giorni, però, dovrebbero far riflettere perché l'aumento della popolazione sembra correlato all'escalation di atti di vandalismo con quotidianità impressionante. Il cantiere edile presso la chiesa di Santo Marzio è stato visitato da vandali che hanno distrutto attrezzature e devastato il container di servizi, e hanno sfondata la porta della chiesuola. Il giorno dopo il raid dei vandali si perpetrava al rifugio San Guido con la forzatura della porta del locale bar, spoglio di qualsiasi genere di merce in quanto non in attività. Il Comune, pochi giorni addietro, aveva riattato il vano dell'ascensore che dagli Orti Mavarelli porta al centro cittadino. L'opera dei grafomani, che con pennarelli indelebili e con gli accendini avevano imbrattato le pareti esterne dell'ascensore, era stata annullata con collocazione di pannelli nuovi di zecca: non è passato un giorno che i vandali hanno imbrattato le pareti dell'ascensore e, addirittura, divelto i pannelli nuovi della porta d'entrata. Ai giardini pubblici la situazione non è più confortante. Panchine divelte, giochi per bambini disastrati, rifiuti di ogni genere lasciati dovunque: di notte quest'area viene considerata spazio ove è permesso di fare ciò che più aggrada a questi insolenti cittadini che non hanno alcun rispetto del patrimonio pubblico e non hanno remore ad imbrattare il monumento ai Caduti collocato in questa area.

L'elenco degli atti di vandalismo sarebbe ancora più lungo, ma vogliamo limitarci a questi tre fatti che inficiano i valori di godimento, di tranquillità, di civiltà che poco tempo addietro facevano del nostro territorio un'isola felice. Lo spirito di malvagia distruzione che anima questi individui forse è legato al fatto che per noia essi trovano divertimento nel distruggere e per questo sono vandali a tutti gli effetti. E come tali vanno individuati e perseguiti. Il fenomeno è grave, inquietante. Un problema da risolvere alla svelta se non vogliamo che dilaghi a macchia d'olio; se è nostro desiderio vivere una vita tranquilla; se è nostra convinzione che le cose non possono ancora perdurare.

Il territorio va controllato. Più di notte che di giorno. E le pubbliche strutture debbono essere garanzia per i cittadini che hanno diritto a sogni tranquilli e non essere costretti, al loro risveglio, a sapere di fatti vandalici di tale portata. Una volta si diceva: "Chi rompe paga e i cocci sono i suoi". Mettiamo in atto tale proverbio per non trovarci sempre con più cocci ché a pagare saremo sempre noi, quei cittadini che hanno perduto oltretutto tranquillità. Che di notte hanno timore di fare per strada cattivi incontri. Che non vorrebbero pensare ad organizzarsi in "proprio", come si usava fare in antico.

Giancarlo Franchi

 

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