L'ECO di Sigillo

 

N. 10 - 19 maggio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Sigillo


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Più del sale a Perugia

di Giuseppe Pellegrini


Il dialetto sigillano ha caratteristiche ben delineate, che lo distinguono nettamente da quelli dei paesi vicini. E non vogliamo riferirci soltanto ai principali dialetti umbro-marchigiani, dei quali avrebbe dovuto subire l'influenza, come il perugino, il folignate, l'eugubino, il gualdese e il fabrianese, ma addirittura a quelli costacciarese e fossatano. Si dice da noi, ed è una verità indiscutibile, che, oltre la salita di "Campo Gianni" e passato il "Ponte della Scirca", già non si parla più come a Sigillo.

La cadenza ha del toscano, con sfumature molto accentuate, ma ben percettibili. Non è infrequente il caso che "un Sigillano di Sigillo" si senta chiedere se è senese. Abbiamo detto, a proposito, del sigillano di Sigillo, giacché non si debbono confondere, nelle loro fiorite espressioni linguistiche, quelli che sono nati e vissuti a Sigillo con quelli che, specialmente nel dopoguerra, sono venuti in Paese, portando nel nostro dialetto termini propri dei loro luoghi di provenienza.

Il sigillano ha la "G" e la "C" dolcissima, la "Z" pure dolce, non raddoppia mai le consonanti né all'inizio né nel corso della parola: "è matto" si dice, e non "è mmatto", come, per esempio in qualche comune limitrofo. Le abbrevia invece, e le snellisce come nelle seguenti frasi, le sole che abbia assimilato dal dialetto perugino: "'nel so, tel dico, '1 fo, 'n ce vengo, 'n ce vo, 'mme ricordo". L'articolo "il" è quasi sempre privato della i, si dice: '1 fatto, 'I cavallo, ecc.; lo stesso si dica per "uno e una:"' n cane, 'n gatto, 'na rama, 'na somara, ecc". Si dice "lue" per lui e "lia" per lei, e "vò" per voi. Solo pochi si fanno chiamare "papà" dai figli: gli altri tutti "babbo".

"Me costi più che il sale a Perugia!!" è un’espressione molto usata dalla nostra gente, e sta ad indicare una spesa salata, ripetuta, e sopra le normali finanze. Spessissimo questa frase viene detta senza sapere il significato vero della frase, o, senza sapere il perché i nostri antenati hanno inserito nel loro uso comune di dire questa frase. Nel 1700 Perugia chiese alla Comunità di Sigillo di contribuire ai restauri del ponte a Valleceppi, perché i Sigillani, dovendo andare a prendere il sale a Perugia, dovevano necessariamente passare per quel ponte. Il contributo chiesto dai perugini era di 60 scudi, che i sigillani non volevano pagare. Da qui si comprende bene la frase proverbiale "costa più del sale a Perugia". Oltre alla spesa del sale, già salata per quei tempi, il trasporto; pensate erano necessari "due giorni di viaggio, andata e ritorno, con un carro trainato dai buoi, inoltre si doveva pagare anche il restauro del Ponte!.

Alla fine i sigillani dovettero cedere in quanto "il sale" era necessario, e purtroppo lo vendeva Perugia.

 

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