L'ECO del Serrasanta

 

N. 10 - 19 maggio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Così va il mondo

 

Politica e santità

La figura e l'insegnamento di Luigi Sturzo


Sembrerà impossibile questo connubio di parole, ma è doveroso dire qualche cosa in merito, dopo che il 10 dicembre, il Vicario Generale di Roma Cardinale Camillo Ruini ha firmato un editto per l'introduzione della Causa di Canonizzazione di Don Sturzo, causa "nobile" e opportuna definita dal Postulatore Mons. Luigi Giuliani.

Penso che in questo giornale che si è definito: "Quindicinale culturale e sociale" mi sia concesso dire qualche cosa in merito, specie per i giovani che non hanno approfondito la conoscenza storica di questo Sacerdote sotto il profilo non solo di uomo politico, ma soprattutto sociale. Dal dopo guerra (1945) ad oggi, si è sempre fatta politica di parte, ognuno per tirare acqua al proprio mulino a danno dei cittadini che compongono lo Stato, mancanza quindi di onestà politica. Purtroppo molti giovani, dediti alla Politica, hanno seguito questo andazzo senza approfondire con lo studio il sociale. Oggi, dopo lo sfascio di tutti i partiti che nel dopoguerra hanno legiferato per il proprio tornaconto (quanti scandali!) a danno della Nazione, finalmente ad opera del C.I.S.S. (Centro Internazionale Studi di Luigi Sturzo) con la sua associazione culturale indipendente senza alcun legame con partiti politici, si propone di approfondire e divulgare la conoscenza organica della dottrina sociale cristiana, fondamentale punto di riferimento per una buona questione della società civile. Pertanto l'invito rivolto ai giovani che vogliono intraprendere attività politica, è quello di integrare la loro cultura con l'approfondimento dei principi etico politici, filosofici, sociologici ed economici elaborati da Luigi Sturzo. Dottrina sociale della Chiesa e popolarismo sturziano rappresentano per un prezioso patrimonio culturale, perché l'Italia possa riprendere la strada dello sviluppo morale, sociale ed economico. Non si può fare la politica a lume di naso. Occorrono conferenze, dibattiti, seminari, gruppi di studio e di ricerca con particolari riferimenti ai temi economici e sociali.

Quando nel l946, Luigi Sturzo tornò in Italia dopo un lungo esilio, si dichiarò capo di un partito disciolto (Partito Popolare) e di non avere alcuna intenzione di fare politica attiva in un altro partito (DC) e quando nel 1952 fu nominato senatore a vita, si iscrisse al gruppo misto del Senato. Era l'anno in cui iniziava ad emergere nella DC la corrente favorevole all'apertura a sinistra, ma egli si dichiarò sempre contrario a tale apertura. Ricordiamo a proposito un suo eloquente articolo del 13 giugno 1958 "L'equivoco centro sinistra" Eccone alcuni passi: "I democratici cristiani che si chiamano di sinistra, che si orientano a sinistra e desiderano la collaborazione delle sinistre, fanno anzitutto una scelta di valore, sia per il campo economico che per quello etico, politico e giuridico, piena di conseguenze (...) E' vero che De Gasperi usò l'infelice frase " la DC è un partito di centro che marcia verso sinistra"; "infelice e contraddittoria" perché se la marcia verso sinistra fosse stata compiuta, avrebbe cessato di essere partito di centro. Quello della " marcia verso sinistra" fu uno slogan "sbagliato". Era un invito all’interventismo statale in campo economico, unico mezzo con cui i partiti di sinistra intendevano risolvere i problemi di classe; così facendo Sturzo asseriva che la dottrina sociale cristiana, basata sulla collaborazione delle classi e lo spirito di fraternità passava al secondo posto. La teoria del centro, che va verso sinistra, indicava che il politico cristiano cercava aiuto in Marx. In questo modo si scalzava la libera iniziativa e prendeva campo lo statalismo. Così facendo, nel 1963 l'avvenire dell'Italia fu vincolato "ad un sempre più opprimente statalismo. Ma Sturzo prima di morire (8 agosto 1959) profetizzò che, così proseguendo, sarebbe stata "la frantumazione della DC". A distanza di anni abbiamo assistito alla fine non solo della DC, ma anche degli altri partiti. Perché? Perché si è combattuta una guerra contro la libera iniziativa, una guerra anticapitalistica, guerra contro i principi cristiani da Lui propugnati. Alla luce della battaglia perduta da Luigi Sturzo (l'apertura a sinistra c'è stata) e della battaglia vinta per 30 anni dallo statalismo voluto dai governi di centro sinistra, dai sindacati e dal P.C.I. ancora oggi è incredibile che i DC di sinistra abbiano deciso di fare resuscitare il Partito Popolare che il suo fondatore riteneva "disciolto" e quindi non resuscitabile. La sua confluenza nel partito unico della Margherita decreta la definitiva sconfitta della DC di sinistra. Oggi a distanza di anni dalla sua morte i suoi insegnamenti dovrebbero guidare i politici ad un uso corretto del potere politico al servizio della verità e dei più deboli. Il Sacerdote siciliano ci ha insegnato che non esiste la separazione dei poteri politici da quelli morali. Non esistono i primi senza i secondi.

CIVIS

 

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