L'ECO del Serrasanta

 

N. 10 - 19 maggio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Meteo

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (34)

Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia

Aprile senza sorprese

Un’unica gelata, ma senza troppi problemi: scopriamone la ragione. Vediamo anche perché certi strumenti non potranno essere mai precisi e affidabili


Tutto nella media, come non accadeva da tempo. Questo, in sintesi, il commento che si può fare analizzando i dati climatici di aprile. Siamo solamente una frazione di grado sotto le medie per le temperature (poco più di mezzo grado sia per le massime che per le minime), per le precipitazioni (10 mm circa in meno). Ma il dato si può spiegare come errore di misurazione. Che cos’è successo?

Apologia della bacinella

Il giorno 27 aprile, come forse qualcuno ricorderà, nel primo pomeriggio la zona di Gualdo è stata interessata da un temporale e da una grandinata piuttosto intensa anche se con chicchi molto piccoli. Ebbene, il nostro pluviometro elettronico di Palazzo Mancinelli ha indicato 10 mm di pioggia cumulata; quello di Gualdo centro 13. In realtà entrambe le misurazioni sono probabilmente errate. Nello stesso giorno, infatti, ho proceduto a misurare la pioggia dello scroscio tramite una bacinella con apertura pressappoco uguale al fondo. Il risultato è stato diverso: all’incirca 18-20 mm. Che cosa è successo? È facile ipotizzare che buona parte dei chicchi di grandine sia fuoriuscita, rimbalzando, dalla cavità dei pluviometri elettronici, mentre i chicchi che cadevano nella bacinella non rimbalzavano perché si immergevano nell’acqua già accumulata. Della serie: non è detto che gli strumenti più moderni, in certe condizioni, risultino più precisi. Questo non significa che correggeremo la quantità totale di pioggia di aprile, perché è bene che le misurazioni vengano effettuate per lungo tempo e con un unico strumento, in modo che, una volta quantificata la percentuale di errore, sia possibile correggere automaticamente tutti i dati. Ciò considerato, anche la pioggia dovrebbe rientrare esattamente nella media, come il tasso di umidità media (66%) - che noi confrontiamo sempre non con la stazione di Gualdo dell’UCEA ma con quella di Sant’Egidio - mentre è ancora anomala la presenza di tre giorni di nebbia.

Ma che freddo fa?

Il rischio gelate è stato scampato. Il 6 aprile, infatti, la temperatura era scesa attorno agli 0° lungo il Pian di Gualdo (a Palazzo Mancinelli - 0,2°C), ma il fenomeno si è manifestato per poco tempo e in un’area piuttosto limitata - a Gualdo centro, infatti, la temperatura si è mantenuta attorno ai 2°C - procurando danni minimi alla vegetazione in fiore: solo i germogli più teneri sono stati bruciati, mentre le piante da frutto non hanno risentito della gelata. Perché? Quando noi diciamo che, ad esempio, la mattina del 2 gennaio 2002 la temperatura è scesa a - 10,4°C, dobbiamo considerare che questa temperatura si è raggiunta all’interno di una capannina meteorologica installata ad un altezza di circa 2 m dal terreno. Se noi avessimo posto la capannina ad un’altezza inferiore (poniamo a 1 m), la temperatura registrata quella stessa mattina sarebbe stata, probabilmente, di -12/-13°C. Se avessimo messo la sonda a contatto diretto del terreno (in questo caso coperto di neve), essa ci avrebbe segnalato - 18/-20°C. Più bassa ancora sarebbe stata la temperatura dell’asfalto o del tetto di una casa. Viceversa, se avessimo registrato la temperatura dell’aria degli strati più lontani dal terreno (3, 4, 10, 20 metri ...), avremmo notato che essa tendeva progressivamente a salire per stabilizzarsi (ad una trentina di metri di altezza) attorno ai - 6/-7°C. 06aprile.jpg (21941 byte)Perché, tutto questo? Perché la fonte del freddo, come del caldo, è il terreno che di giorno assorbe la radiazione solare e, pur restituendola allo spazio sotto forma di radiazione infrarossa, riceve più calore di quanto non ne emetta e quindi si riscalda. Nelle notti serene, invece, il terreno emette radiazione infrarossa verso lo spazio e si raffredda: così, l’aria a diretto contatto con esso gli cede il suo calore e si raffredda a sua volta; l’aria sovrastante cede a sua volta il calore a quella sottostante e si raffredda. E via dicendo (vedi disegno). L’effetto è ovviamente più attenuato mano a mano che ci si allontana da terra e cessa del tutto a qualche decina di metri di altezza, dove poi la temperatura dell’aria ricomincia a discendere con la quota.

La mattina del 6 aprile, quindi, la temperatura è scesa lievemente sotto lo zero per un’ora (fra le sette e le otto del mattino) a 2 metri di altezza; se avessimo lasciato un termometro sul terreno, fra l’erba, avremmo visto che segnava – 3/-4°C; l’asfalto avrebbe avuto una temperatura di circa – 6/-7°C. Insomma: una forte gelata solamente a contatto del terreno. Gli alberi da frutto, che hanno i rami dai 2 metri in su, non hanno quindi sofferto.

I termometri in auto

Questo fenomeno chiarisce anche un altro fatto. Perché i termometri installati ormai in molte automobili, e che segnalano la temperatura esterna, la mattina segnano temperature troppo basse e il pomeriggio troppo alte? È facile. Poiché il sensore di molte auto è collocato nei pressi dei fanali o dei fendinebbia, in modo da non risentire del calore del motore, esso finisce per trovarsi ad un’altezza di 10-15 cm dall’asfalto. Che cosa provoca questo? che di mattina l’asfalto raffredda maggiormente l’aria che si trova a contatto con esso, per cui la temperatura registrata è inferiore a quella che noi percepiamo sul viso camminando normalmente. Di giorno, invece, l’asfalto si arroventa, surriscaldando l’aria che si trova a diretto contatto con esso. Non cercate allora di scoprire quanti gradi in più o in meno segni quel termometro: stando quasi a contatto col terreno è inevitabilmente impreciso, soprattutto quando il cielo è sereno. Quando la giornata è nebbiosa o il cielo coperto, questo termometro sarà sicuramente più attendibile. In ogni caso segnerà un’escursione termica sicuramente maggiore del reale.

I termometri sul terrazzo

Stesso discorso per i termometri installati sul terrazzo, specialmente dal 2° piano in su. Poiché ci si trova ad una distanza maggiore dal terreno, di mattina la temperatura registrata sarà superiore a quella esistente a 2 metri di altezza; di giorno, invece, risulterà leggermente inferiore, poiché meno risente del riscaldamento diurno. L’escursione termica, in questo caso, sarà inferiore. Se, quindi, volete registrare la temperatura da soli, ricordatevi di installare il termometro a circa 2 metri di altezza, ovviamente in una zona riparata dal sole, ma non troppo ombrosa, perché anche questo fatto vi darà un’escursione termica inferiore al reale.

Pierluigi Gioia

Rilevamenti aprile 02

Palazzo Mancinelli

Media (1971-1988)

temp. max (°C)

21.6

---

temp. min. (°C)

-0.2

---

media max I decade (°C)

14.9

15.4

media max II decade (°C)

15.8

16.4

media max III decade (°C)

18.0

17.5

media max mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

16.2

(-0.3)

16.5

media min I decade (°C)

5.0

6.4

media min II decade (°C)

6.5

6.7

media min III decade (°C)

6.6

7.8

media min. mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

6.0

(-0.9)

6.9

temp. media (°C)

(differenza rispetto alla norma)

11.1

(-0.6)

11.7

giorni di gelo (media <0°C)

0

---

giorni di pioggia

15

10

giorni di neve

0

---

pioggia cumulata (mm)

(differenza rispetto alla norma)

100

(-10.7)

110.7

max pioggia (mm/24h)

23 (9/04)

---

temporali

4

---

pressione atm. media (hPa)

1010,9

---

grandinate

1

---

giorni con nebbia

4

---

umidità relativa media (%)

66

---

velocità max. vento (km/h)

73,6

---

direzione prevalente

NE

---

* I dati della nostra stazione di Gualdo centro non sono momentaneamente disponibili per problemi tecnici: ce ne scusiamo con i lettori

 

Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.

Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.

 

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