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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (34)
Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia Aprile senza sorprese Ununica gelata, ma senza troppi problemi: scopriamone la ragione. Vediamo anche perché certi strumenti non potranno essere mai precisi e affidabili Tutto nella media, come non accadeva da tempo. Questo, in sintesi, il commento che si può fare analizzando i dati climatici di aprile. Siamo solamente una frazione di grado sotto le medie per le temperature (poco più di mezzo grado sia per le massime che per le minime), per le precipitazioni (10 mm circa in meno). Ma il dato si può spiegare come errore di misurazione. Che cosè successo? Apologia della bacinellaIl giorno 27 aprile, come forse qualcuno ricorderà, nel primo pomeriggio la zona di Gualdo è stata interessata da un temporale e da una grandinata piuttosto intensa anche se con chicchi molto piccoli. Ebbene, il nostro pluviometro elettronico di Palazzo Mancinelli ha indicato 10 mm di pioggia cumulata; quello di Gualdo centro 13. In realtà entrambe le misurazioni sono probabilmente errate. Nello stesso giorno, infatti, ho proceduto a misurare la pioggia dello scroscio tramite una bacinella con apertura pressappoco uguale al fondo. Il risultato è stato diverso: allincirca 18-20 mm. Che cosa è successo? È facile ipotizzare che buona parte dei chicchi di grandine sia fuoriuscita, rimbalzando, dalla cavità dei pluviometri elettronici, mentre i chicchi che cadevano nella bacinella non rimbalzavano perché si immergevano nellacqua già accumulata. Della serie: non è detto che gli strumenti più moderni, in certe condizioni, risultino più precisi. Questo non significa che correggeremo la quantità totale di pioggia di aprile, perché è bene che le misurazioni vengano effettuate per lungo tempo e con un unico strumento, in modo che, una volta quantificata la percentuale di errore, sia possibile correggere automaticamente tutti i dati. Ciò considerato, anche la pioggia dovrebbe rientrare esattamente nella media, come il tasso di umidità media (66%) - che noi confrontiamo sempre non con la stazione di Gualdo dellUCEA ma con quella di SantEgidio - mentre è ancora anomala la presenza di tre giorni di nebbia. Ma che freddo fa?Il rischio gelate è stato
scampato. Il 6 aprile, infatti, la temperatura era scesa attorno agli 0° lungo il Pian di
Gualdo (a Palazzo Mancinelli - 0,2°C), ma il fenomeno si è manifestato per poco tempo e
in unarea piuttosto limitata - a Gualdo centro, infatti, la temperatura si è
mantenuta attorno ai 2°C - procurando danni minimi alla vegetazione in fiore: solo i
germogli più teneri sono stati bruciati, mentre le piante da frutto non hanno risentito
della gelata. Perché? Quando noi diciamo che, ad esempio, la mattina del 2 gennaio 2002
la temperatura è scesa a - 10,4°C, dobbiamo considerare che questa temperatura si è
raggiunta allinterno di una capannina meteorologica installata ad un altezza di
circa 2 m dal terreno. Se noi avessimo posto la capannina ad unaltezza inferiore
(poniamo a 1 m), la temperatura registrata quella stessa mattina sarebbe stata,
probabilmente, di -12/-13°C. Se avessimo messo la sonda a contatto diretto del terreno
(in questo caso coperto di neve), essa ci avrebbe segnalato - 18/-20°C. Più bassa ancora
sarebbe stata la temperatura dellasfalto o del tetto di una casa. Viceversa, se
avessimo registrato la temperatura dellaria degli strati più lontani dal terreno
(3, 4, 10, 20 metri ...), avremmo notato che essa tendeva progressivamente a salire per
stabilizzarsi (ad una trentina di metri di altezza) attorno ai - 6/-7°C. La mattina del 6 aprile, quindi, la temperatura è scesa lievemente sotto lo zero per unora (fra le sette e le otto del mattino) a 2 metri di altezza; se avessimo lasciato un termometro sul terreno, fra lerba, avremmo visto che segnava 3/-4°C; lasfalto avrebbe avuto una temperatura di circa 6/-7°C. Insomma: una forte gelata solamente a contatto del terreno. Gli alberi da frutto, che hanno i rami dai 2 metri in su, non hanno quindi sofferto. I termometri in autoQuesto fenomeno chiarisce anche un altro fatto. Perché i termometri installati ormai in molte automobili, e che segnalano la temperatura esterna, la mattina segnano temperature troppo basse e il pomeriggio troppo alte? È facile. Poiché il sensore di molte auto è collocato nei pressi dei fanali o dei fendinebbia, in modo da non risentire del calore del motore, esso finisce per trovarsi ad unaltezza di 10-15 cm dallasfalto. Che cosa provoca questo? che di mattina lasfalto raffredda maggiormente laria che si trova a contatto con esso, per cui la temperatura registrata è inferiore a quella che noi percepiamo sul viso camminando normalmente. Di giorno, invece, lasfalto si arroventa, surriscaldando laria che si trova a diretto contatto con esso. Non cercate allora di scoprire quanti gradi in più o in meno segni quel termometro: stando quasi a contatto col terreno è inevitabilmente impreciso, soprattutto quando il cielo è sereno. Quando la giornata è nebbiosa o il cielo coperto, questo termometro sarà sicuramente più attendibile. In ogni caso segnerà unescursione termica sicuramente maggiore del reale. I termometri sul terrazzoStesso discorso per i termometri installati sul terrazzo, specialmente dal 2° piano in su. Poiché ci si trova ad una distanza maggiore dal terreno, di mattina la temperatura registrata sarà superiore a quella esistente a 2 metri di altezza; di giorno, invece, risulterà leggermente inferiore, poiché meno risente del riscaldamento diurno. Lescursione termica, in questo caso, sarà inferiore. Se, quindi, volete registrare la temperatura da soli, ricordatevi di installare il termometro a circa 2 metri di altezza, ovviamente in una zona riparata dal sole, ma non troppo ombrosa, perché anche questo fatto vi darà unescursione termica inferiore al reale. Pierluigi Gioia
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Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
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