L'ECO del Serrasanta |
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Ambiente |
IL CONVEGNO DI RIFONDAZIONE "Aiutiamo gli enti locali a difendersi" Di fronte ad un attacco sempre più massiccio delle multinazionali per impossessarsi delle risorse in maniera indiscriminata, la mobilitazione dell'opinione pubblica costituisce un indispensabile supporto alla difesa degli enti locali Primo punto: brava Rifondazione. Liniziativa
di organizzare un dibattito
sui problemi ambientali (venerdì 3 maggio presso la sala consiliare) è
stata elogiata da tutti i convenuti:
Si è molto discusso sull'energia eolica
"Cè bisogno di questi appuntamenti - ha detto Massimiliano Presciutti, della CGIL - E importante che la politica si riavvicini ai problemi della gente". Peccato che la presenza della gente non sia stata adeguata al tema dibattuto. Erano, per esempio, assenti anche tutti gli amministratori e consiglieri comunali non appartenenti a Rifondazione. Peccato, anche se, comunque, il dibattito cè stato ugualmente ed è stato molto interessante. Secondo punto: i problemi ci sono e molti vengono da lontano. "Negli anni passati - ha accusato Gianluca Graciolini - cè stato un saccheggio urbanistico della città difficile da ricomporre. Una operazione che deve essere tentata nella redazione definitiva del Piano Regolatore". "Una operazione - ha spiegato lassessore Lucia Cappelletti - che stiamo tentando di fare per ricreare una unità del territorio e proporre un indirizzo anche a livello ambientale". "Problemi? - ha precisato lassessore Bruno Filippetti - Oggi stiamo tentando di risolverne alcuni importanti come il recupero di certe cave, come quella della Madonnuccia, un piano per la raccolta differenziata dei rifiuti, il recupero delle colline come quella dei Salesiani. Non dimentichiamoci, però, che i danni più gravi ed irrecuperabili sono stati commessi in epoca remota, come negli anni 60 quando fu consentita la coltivazione di una cava che ha per sempre danneggiato la gola della Rocchetta". Terzo punto: le nuove emergenze e la lotta per laccaparramento delle nuove risorse. Tutti si sono dichiarati favorevoli ad un parco eolico per sfruttare la risorsa del vento che sui nostri monti non manca. Cè, però, un distinguo. Ladesione deve essere condizionata a dei vantaggi per la comunità: "Non dobbiamo lasciare mano libera alliniziativa indiscriminata dei privati - ha spiegato Angelo Gaudenzi - Ci deve essere, invece, una comunità di intenti tra il pubblico ed il privato". Così, come, non deve essere lasciato al libero mercato il problema dellelettromagnetismo (ci sono aziende che offrono anche 30 milioni di lire annue a chi accetta di ospitare sul proprio tetto unantenna per telefonini). Occorre un piano anche per tenere sotto controllo le onde elettromagnetiche: "Occorre una pianificazione pubblica come quadro generale entro cui indirizzare le iniziative private" ha specificato lassessore provinciale allambiente Katia Mariani. "Ambiente - ha aggiunto Massimiliano Presciutti - che non deve essere circoscritto ai problemi della montagna, delle colline o delle cave. Cè unemergenza anche dentro le famiglie, dentro le fabbriche con lo smaltimento dei rifiuti. Di progetti ne abbiamo visti tanti. Purtroppo non li abbiamo visti realizzati. Ed allora cerchiamo di farli meno ambiziosi e più facilmente realizzabili e concretizziamoli, non lasciamoli sulla carta". Quarto punto: il quadro generale. E il responsabile nazionale per lambiente di Rifondazione Comunista Roberto Musacchio a trarre le conclusioni. E lo fa inserendo i problemi locali in un quadro di riferimento globale. Ed il quadro non è confortante perché avverte un attacco selvaggio allaccaparramento delle risorse da parte delle multinazionali, favorite dalla legge Bersani, che non fa altro che proseguire un percorso avviato da una legge del precedente governo di centrosinistra: "In Italia - ricorda Musacchio - sono state presentate ben 650 domande per linstallazione di nuove centrali elettriche. 120 sono già state accettate ed autorizzate. Centrali che per lItalia sono superflue perché la produzione di energia elettrica nel nostro paese è già superiore al fabbisogno. Con le nuove centrali avremo un surplus di produzione elettrica di 70.000 MW. Chi ci guadagnerà saranno soltanto le multinazionali. I poteri locali poco potranno di fronte a questo assalto perché saranno imbrigliati dalla legge nazionale. Va organizzata, quindi, lautodifesa, perché con la privatizzazione selvaggia delle risorse laggressione è spaventosa. Ed allora è fondamentale la mobilitazione della gente. Sarà la popolazione a dover sostenere i governi locali nella difesa del territorio".
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| La carenza di acqua
"Manca lacqua? E colpa dei comuni che non fanno le ricerche". E lopinione di Giancarlo Franchi: "E inutile prendersela con le aziende che imbottigliano - ha spiegato lex presidente della Pro Tadino - Le aziende fanno il loro mestiere: fanno le ricerche e chiedono la concessione. I comuni possono fare altrettanto. Però devono investire nella ricerca perché con il tempo le falde acquifere si abbassano, si spostano e se non si fanno ricerche la carenza di acqua sarà sempre più grave".
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Il problema dei
platani
Sono stati piantati in epoca in cui ancora le case non cerano. Oggi hanno raggiunto una dimensione enorme. Sono diventati più alti delle case creando problemi enormi: scarsità di luce per le abitazioni, nessuna possibilità per i raggi solari di penetrare e riscaldare le abitazioni, proliferare di animaletti che infastidiscono gli abitanti che non possono tenere le finestre aperte e non possono godere il piacere di sostare sui terrazzi. Sono i platani di via XXIV maggio a creare tutti questi problemi fatti presente, al convegno di Rifondazione, da Mario Bellucci. Che fare? Cè la possibilità di guarirli (il proliferare di animaletti dipende da una malattia) e bisogna abbatterli? Oltretutto il diametro del fusto è ormai tale che occupa tutta la superficie del marciapiede. "Cera un problema analogo a Roma - ha spiegato Roberto Musacchio - E intervenuta una ditta specializzata che è riuscita a guarire i platani. Forse vale la pena contattarla per avere qualche indicazione".
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