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NUOVO OSPEDALE A giugno inizieranno i lavori? Intervista al Dr Marcello Pagliacci, presidente della commissione tecnico-scientifica, per fare il punto sulla costruzione della nuova struttura sanitaria a Branca
Ad oggi qual è la situazione riguardo ai tempi? "Fino ad oggi è stato approvato un progetto di massima che abbiamo già presentato anche a Gualdo Tadino ed una parte del progetto esecutivo. Il tutto è andato al vaglio dellINAIL che è la committente. LINAIL ha incontrato la ditta che dovrà costruire lospedale per concordare la spesa effettiva e le modalità. Una commissione consultiva dellINAIL dovrà effettuare un sopralluogo sul posto, mentre sono stati, già, completati i rilievi geologici da parte della Regione. Quindi sono state tutte espletate le pratiche per linizio dei lavori. La costruzione del nuovo ospedale dovrebbe iniziare nel prossimo mese di giugno".
"No, per ora siamo al progetto strutturale di massima. Ora bisognerà definire come sistemare i locali allinterno: quali spazi dare alla radiologia, quanti alla farmacia e via di seguito". Quando è stato presentato il progetto di massima qualcuno ha detto che forse è troppo piccolo. "E un ospedale di 150 posti letto che va rapportato alla popolazione che inciderà su di esso e che è di 50 mila abitanti. Il Piano Sanitario Nazionale e Regionale stabiliscono dei parametri fissi per il numero di posti rispetto agli abitanti. Questo numero è di 3,5 per mille. Se facciamo i conti noi siamo nei limiti di questi parametri. Anzi, bisognerebbe dire che oggi si tende a dare il 3 per mille. Rispetto a questo, poi, bisogna aggiungere che questo ospedale ci sarà perché ormai è stato deciso che ci sia per mille ragioni. Ma rispetto al quadro generale probabilmente è una spesa che lassessorato regionale, se avesse potuto, lavrebbe evitata perché gli ospedali in Umbria continuano ad essere sempre troppi". A livello di servizi questo nuovo ospedale sarà esaustivo rispetto alle esigenze del territorio? "Dovrebbe essere esaustivo. Tieni presente che Gubbio attualmente è un ospedale di emergenza e come tale dovrebbe garantire tutto. Gualdo aggiungerà invece quella che è la parte migliore dei servizi ospedalieri, che è lattività specialistica, con lemodinamica e tutto il resto. Insieme queste due strutture, una volta fuse, dovrebbero garantire tutto quanto potrà servire agli abitanti di questo territorio. E difficile, però, prevedere il quadro della sanità da qui a quattro anni. Bisognerà vedere che cosa sarà venuto fuori di nuovo, quali saranno le conquiste della scienza. Levoluzione della tecnologia è talmente rapida che non possiamo prevedere oggi se dovremo aggiornarci con lacquisto di attrezzature che nel frattempo saranno venute fuori, o se sarà necessario indirizzarci verso specializzazioni che oggi sono considerate delite e magari fra tre o quattro anni diventeranno attività di massa. Ti faccio un esempio. Nelle occlusioni coronariche, quando si chiude un vaso del cuore, inizialmente si moriva, poi si andava dal cardiochirurgo, adesso si fa langioplastica. Prima langioplastica si faceva con il palloncino, adesso si mette una gabbiettina che si chiama stent che tiene aperto il vaso, poi addirittura queste gabbiettine sono medicate, cioè hanno un farmaco che garantisce che il vaso rimanga aperto per anni. Probabilmente fra qualche tempo sarà ulteriormente migliorata per cui potremo intervenire su questi vasi senza creare alcun trauma importante al paziente". I tempi: in passato per costruire nuovi ospedali sono stati necessari anni ed anni. Non cè il rischio di ripetere quelle brutte esperienze? "La gente si chiede come mai lospedale di Città di Castello ha impiegato 18 anni, come mai lospedale di Foligno fatichi così tanto a vedere la luce. La spiegazione è nei finanziamenti. Per questi ospedali i soldi erano statali, regionali e delle aziende, e quindi arrivavano con il contagocce. Le ditte costruttrici procedevano di pari passo insieme ai finanziamenti. Quindi se i finanziamenti non cerano, come è accaduto spesso, o tardavano, cerano continui rinvii che favorivano, tra laltro il lievitare dei prezzi. A questi vanno poi aggiunti gli errori tecnici. Nel nostro caso questo non avverrà perché lINAIL ha già congelato in Banca i soldi necessari e addirittura sollecita linizio dei lavori. Quindi qualunque ditta avrà tutto linteresse a completare i lavori il prima possibile perché incasserà subito i soldi. Nel contratto è previsto che la consegna dovrà avvenire entro e non oltre i tre anni. Cè, però, da aggiungere che per riempirlo di quelle che saranno le tecnologie ci vorrà del tempo. Quindi è opportuno che si cominci già da adesso a sapere che cosa ci si metterà dentro in modo tale che la realizzazione della struttura muraria e le procedure per dotare lospedale delle apparecchiature necessarie procedano di pari passo. Perché se per metterci in moto per dotare lospedale delle apparecchiature necessarie aspettiamo che ci consegnino la struttura perderemmo minimo altri tre anni. Si dovranno rinnovare tutte le tecnologie perché quelle attualmente in dotazione agli ospedali saranno completamente superate. Si ipotizza una spesa di circa 30 miliardi di vecchie lire che dovranno coprirli la Regione, lAsl n° 1 ed i comuni". Non ci saranno problemi per il reperimento di questa somma? "Credo di no, perché sia lAsl n° 1 che lAsl n° 3 hanno ancora dei beni da alienare. Gubbio potrà vendere la struttura ospedaliera, Gualdo potrà alienare altri beni. Ho dei dubbi che si possa alienare lospedale Calai perché si tratta di una donazione". Di tutti i servizi che abbiamo adesso cosa rimarrà nella città di Gualdo? "E difficile rispondere, ciò sarà il frutto delle scelte dei direttori generali e dei sindaci. Teoricamente a Gualdo, di tutto ciò che attiene alla sanità, non dovrebbe rimanere niente. Rimarrà naturalmente lattività del distretto con le prenotazioni". LAnaca rimarrà? "LAnaca potrebbe avere un bel ruolo, perché potrebbe continuare ad alimentare il flusso di cardiopatici iperacuti che vengono da fuori in modo che possano trovare nel nuovo ospedale lassistenza necessaria allinizio che richiede sicuramente una struttura ed un ambiente ospedaliero. E per questo spero che si riesca ad ottenere nel nuovo Piano Sanitario Regionale lassegnazione dei posti letto per la riabilitazione cardiologica. LAnaca potrebbe, inoltre, continuare a spingere perché a Gualdo rimanga invece lattività di riabilitazione per la gran parte dei cardiopatici stabilizzati che non hanno necessità di interventi per fatti acuti". Il Centro di riabilitazione potrebbe quindi rimanere a Gualdo? "E una ipotesi sulla quale io, come presidente dellAnaca cercherò di lavorare".
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| La commissione
tecnico-scientifica
La commissione
tecnico-scientifica è stata istituita con un atto della giunta regionale nel luglio del
2001. Ha il compito di monitorare dallA alla Z tutto il percorso della costruzione
del nuovo ospedale. Oltre a seguire il percorso della costruzione della struttura
immobiliare, la commissione si dovrà interessare delle problematiche inerenti la
dotazione tecnologica, i servizi e tutto ciò che riguarda lattività ospedaliera
del nuovo nosocomio.
Il coordinatore della commissione è il Dr Marcello Pagliacci. Gli altri componenti sono il Dr Albo, il Dr Pantaleoni, la Dr.ssa Fecchi, il Dr Bettelli, la Dr.ssa Rosignoli, il Dr Micheletti, il Dr Di Salvo ed il Dr Romagnoli.
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