L'ECO di Sigillo

 

N. 9 - 5 maggio 2002

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Sigillo


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L'acqua magica a Villa Scirca


Nella storia di Scirca, la trasformazione non è riconducibile al soffio di un indefinito capriccio del tempo, ma, ad una serie di circostanze. Le radici di questa terra sono profonde millenni e le testimonianze che la riguardano sono infinite, il che rende difficile fornire indicazioni esatte, senza correre il rischio di dimenticanze imperdonabili.

Qui, più che altrove ogni epoca ha lasciato la sua traccia, non sempre annullando le precedenti, ma creando anzi, eccezionali esempi di stratificazione storica. Il bisogno di difesa, la posizione strategica, l'uso ed il controllo delle acque, l'organizzazione civile ed ecclesiastica sono alcuni aspetti della laboriosità di questo popolo. La specificità che caratterizza Scirca può essere solo ricercata nelle forme e nei modi particolari in cui, motivazioni di vario genere, hanno agito trasformando l'agglomerato urbano in relazione ai singolari requisiti geomorfologici del luogo: In questo scenario vanno ricercate le motivazioni originarie dell'insediamento. Disposto dalla natura in un assetto imperativo, il luogo si configura più antico, come la "porta di una grande vallata", una porta sicura ed esclusiva perché protetta alle spalle dalla particolare conformazione del Monte Cucco. Proprio qui, inoltre, le acque erano e sono particolarmente abbondanti, la vegetazione ricchissima le montagne e le colline calcaree, pur aspre, consentivano utili adattamenti.

Questo era il luogo delle popolazioni Umbre e la loro datazione è fissata intorno al VII secolo avanti Cristo. Gli Umbri, la più antica "Stirpe italica", occupava queste montagne. L'antichità della fonte che ha accennato al paese degli Umbri è la menzione Pliniana "Gens antiquissima Italiae" (Plinio 1l l-112, Strabone V-2-1O).

Nel 1300, a Scirca sono in attività: "una cartiera, quattro molini per cereali, due molini per olio, una fabbrica di monete di rame (la famosa Zecca di Gubbio), due magli, uno grande ed uno piccolo per la lavorazione del rame", il tutto grazie al fiume Scirca che con la sua enorme portata azionava queste industrie. Ora, un acquedotto, ha convogliato ed imbrigliato queste acque e le ha condotte nell'Augusta città di Perugia dal 1928.

Il Comitato Pro Scirca denunzia: "Nell'Italia dei maghi non poteva mancare anche un'acqua magica; la si può trovare a Villa Scirca, frazione del Comune di Sigillo. Da circa un anno, la popolazione di Scirca soffre d'improvvise ed "inspiegabili" mancanze d'acqua potabile. L'Amministrazione comunale, più volte sollecitata a risolvere il problema, risponde che "tutto funziona", perciò la mancanza d'acqua sarebbe da attribuirsi solo e unicamente ai poteri magici del liquido. Gli abitanti di Villa Scirca sono stufi, e si chiedono: "fino a quando dovremo sopportare una simile incompetenza dell'Amministrazione Comunale"; fino a quando dovremo urlare che essa non capisce di tubi; fino a quando il Sindaco, che godeva della nostra fiducia, sì ostinerà a non prendere seri provvedimenti in prima persona, sopravanzando subalterni inetti; fino a quando avremo ancora ... "l'acqua magica"?. Per dovere è necessario precisare che:" l'acquedotto che convoglia le acque di Scirca a Perugia ha una portata di 110 Litri/secondo. Un fiume d'acqua esce dalla montagna di Scirca e s'invola alla Augusta Città. A distanza di settant'anni sono cambiate molte cose, le borgate, i paesi si sono ingranditi e la necessità d'acqua è sempre più urgente, non è necessario togliere acqua a Perugia, ma, visto che Scirca e Sigillo sono dotati di acquedotti nuovissimi e sono proprietari di questa acqua da millenni, sarebbero sufficienti dieci Litri/secondo in più per risolvere il problema; che non è un problema, ma una richiesta legittima anche dal punto di vista igienico- sanitario.

Comitato Pro Scirca

 

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