L'ECO del Serrasanta

 

N. 9 - 5 maggio 2002

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La posta


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Una nota della CGIL


Egregio Direttore,

le scrivo per chiederle cortesemente di pubblicare questa mia nota in merito all'articolo apparso sul giornale da Lei diretto dal locale coordinamento del club di Forza Italia a proposito dell'omicidio barbaro omicidio del prof. Marco Biagi. Le affermazioni contenute nell'articolo sono a mio avviso di una gravità estrema e dimostrano ancora una volta quale sia la concezione che questi signori hanno della democrazia. Innanzi tutto ritengo vergognosa la speculazione politica che Forza Italia in particolare, ma il centro destra tutto, stanno portando avanti sulle spalle di una persona uccisa così barbaramente da un commando di terroristi. Ma la cosa più grave riguarda le affermazioni di alcuni ministri e sottosegretari e dello stesso presidente del Consiglio nelle ore e nei giorni successivi al tragico evento. In rapida successione sono state rilasciate dichiarazioni deliranti nelle quali si è fatto specifico riferimento a presunte connivenze fra il terrorismo e il sindacato, non solo si sono paragonate le pistole alle manifestazioni di piazza, i girotondi e tutte le espressioni di democratico e pacifico dissenso che in queste settimane si sono via via succedute. Questo io credo che sarebbe già bastato per far si che non si aggiungessero nuove ed insensate parole, ma purtroppo constato che la falsa propaganda, di cui peraltro Berlusconi è da tutti riconosciuto come leader indiscusso, prevale nelle azioni di coloro che accusano gli altri di creare il cosiddetto clima d'odio. Vorrei pacatamente, ma fermamente, ricordare a questi signori alcune cose che leggendo ciò che scrivono, dimostrano di non avere a mente:

  • Il sindacato, e la sinistra, hanno pagato col sangue, negli anni, la loro ferma e netta contrapposizione al terrorismo, basti pensare alle feroci esecuzioni di Guido Rossa e Massimo D'Antona nonché alle altre vittime dalla storia degli anni di piombo in avanti.

  • La vita democratica di un paese normale si sostanzia nella libera e pacifica espressione delle proprie idee, come ha più volte richiamato in questi giorni anche il Presidente della Repubblica Ciampi. Chi ha paura delle grandi e pacifiche manifestazioni di piazza ed anzi racconta bugie grossolane per screditarle non può dirsi democratico se non a senso unico.

  • Chi sostiene che il sindacato e la sinistra siano gli attori ed interpreti del clima d'odio e delle scellerate azioni dei terroristi, non solo offende milioni di persone, ma mistifica la realtà ad uso propagandistico.

Pertanto, Egregio Direttore, mi permetto umilmente di dire che forse abbiamo passato il segno, non è più possibile assistere a questo penoso spettacolo. Il sindacato continuerà la propria democratica battaglia per la difesa dei diritti e delle tutele di tutti i lavoratori e per l'allargamento degli stessi a coloro che oggi non li hanno, ma non potrà mai accettare lezioni di democrazia. La funzione del sindacato è quella di contrattare e di trovare accordi, ma quando gli spazi vengono volutamente ristretti per mostrare i muscoli non ci si può di certo aspettare un supino e tranquillo consenso.

Per questo pur condannando fermamente il terrorismo, non ci esimeremo mai dallo svolgere il nostro ruolo che in una società civile e democratica è quello di rappresentare le esigenze individuali e collettive della gente che lavora, anche se questo sicuramente non piace a chi oggi ci vorrebbe omologati al potere, acritici e silenti, Le assicuro che così non sarà.

Il Segretario Generale

Massimiliano Presciutti

 

 

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