L'ECO del Serrasanta |
|
Emigrazione |
Cresce il Museo dell'emigrazione Nostra intervista con Catia Monacelli, responsabile del centro di raccolta e catalogazione dati del nascituro museo gualdese, il primo esempio in Italia a cura di Pierluigi Gioia Il Museo dellemigrazione di Gualdo Tadino, che sta per aprire i battenti al pubblico, è una realtà che cresce - e non di poco - ancor prima di nascere, per linteresse di molti che, in molte zone del mondo, hanno inviato e continuano ad inviare materiale di ogni genere che poi verrà catalogato e collocato nei vari percorsi mussali allinterno del Palazzo del Podestà. Per sapere come evolve la situazione, ne abbiamo parlato con la dott.ssa Catia Monacelli che è responsabile del centro raccolta e catalogazioni dati del futuro Museo.
Catia Monacelli (tra Efrem Rovinalti (a sin.) e Christian Felici (a destra) in un recente incontro a Louvière, in Belgio Grazie ai contatti diretti avuti con le associazioni Arulef ed Umbri nel mondo e con gli emigranti di origine umbra che risiedono in Francia, Lussemburgo, Belgio e Stati Uniti, abbiamo ricevuto una gran quantità di materiale estremamente interessante: le famose valigie di cartone con le quali molti partirono da casa, passaporti, lettere, diari, libri, utensili e macchinari vari riguardanti il lavoro nelle miniere: questi ultimi occuperanno unintera sezione del nostro museo. Gran quantità? in che senso ... Nel senso che, per scaricare parte del materiale, è stato necessario persino luso di un TIR, che ci ha recapitato oggetti voluminosi e pesanti, come i macchinari delle miniere. Si può dire, allora, che lappello del Museo dellemigrazione ha avuto successo ... Sì, anche al di là delle nostre
aspettative ... e di questo dobbiamo ringraziare un gran numero di persone. Anche se si
rischia sempre di lasciar fuori qualcuno, vorrei nominare comunque tutti questi nostri
benefattori. La "catapulta" degli anni '40 giunta a Gualdo con il TIR E poi Efrem Rovinalti, che è responsabile dellArbed - una società multinazionale della Lorena - che ci ha fatto recapitare una gran quantità di materiale riguardante le miniere: una "catapulta", una motrice degli anni quaranta, con tanto di vagone e rotaie. E poi vorrei ringraziare lamministrazione comunale di Audun-Le-Tiche, e in particolare il vicesindaco Christian Felici, che ci ha procurato due carrelli da miniera; Bill Gollworthy, sindaco della città di West Pittston, in Pennsylvania, anchegli di origine italiana da parte di madre, e che a settembre dovrebbe essere di nuovo a Gualdo; e anche Sergio Angelici, presidente dellArulef del Belgio e la signora Nadia Buttini. Ci sono stati degli emigranti che hanno inviato, per iniziativa personale, del materiale? Sì, ed anche a loro vorrei rivolgere i miei più sinceri ringraziamenti. Mi auguro, anzi, che siano loro a consegnarci la maggior parte di queste testimonianze di grande valore. Fra loro ci sono anche abbonati a L'ECO del Serrasanta o qualcuno che abbia letto lappello da lei rivolto dalle nostre pagine? A essere sinceri, no. O almeno non ancora. E la cosa mi risulta strana, perché gli abbonati de L'ECO del Serrasanta sono davvero sparsi in tutto il mondo. Mi piacerebbe, dunque, rivolgere ancora un altro appello: chiunque fosse in possesso di materiale di qualunque tipo che possa documentare la vita degli emigranti italiani allestero, in qualunque stato, può mettersi in contatto con noi: linidirizzo è Catia Monacelli, Palazzina ex Inam, piazzale dei Girdini 06023 Gualdo Tadino. Il telefono è: +39 075 9142455 oppure +39 347 7541791. Per chi usa Internet, le-mail è: info@emigrazione.it e il nostro siti web è www.emigrazione.it. Cè del materiale curioso, interessante anche non relativo alle miniere?
Una locandina pubblicitaria de "L'Adunata dei refrattari", il settimanale anarchico cui collaborava Vanzetti Fra i collaboratori cera anche un certo Bartolomeo Vanzetti, che forse molti ricorderanno come sfortunato protagonista, insieme a Nicola Sacco, di un clamoroso errore giudiziario: accusati senza effettive prove dellomicidio di due uomini durante una rapina, i due emigranti italiani furono giustiziati sulla sedia elettrica. Ci fu unondata di sdegno in tutto il mondo, perché apparve chiaro che si trattava unicamente delle vittime di pregiudizi politici - erano anarchici - e razziali - erano italiani. Fu rifiutata persino la richiesta di riaprire il caso e la loro riabilitazione completa si ebbe solo nel 1977, quando il governatore Michael Dukakis riconobbe i macroscopici errori del processo. Ma quando potrà essere visibile tutto questo materiale nel Museo? Il progetto finalizzato alla dislocazione del materiale nei vari ambienti e alla creazione dei vari "percorsi" di visita è già stato preparato; se tutto andrà come ci aspettiamo, entro la fine di questanno, probabilmente attorno a Natale, riusciremo ad attivare il Museo. Probabilmente sarà il primo esempio di un museo dellemigrazione in Italia, visto che difficilmente altre istituzioni del genere, che oggi sono in allestimento in varie città italiane, potranno essere aperte al pubblico prima di un paio di anni. Altre iniziative del Museo dellemigrazione? Allinizio di giugno un convegno finalizzato a confrontare tutte le esperienze di "musei dellemigrazione" in Italia; in questoccasione verranno confrontate le metodologie di ricerca e catalogazione dei materiali di numerosissimi istituti di ricerca. Il convegno avrà luogo il 7 e l8 giugno prossimi, ma di questo dovremo sicuramente riparlare.
|