L'ECO del Serrasanta

 

N. 9 - 5 maggio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Gualdo Tadino

 

La vicenda della Confraternita


06confraternita.jpg (14969 byte)Si va verso una riconciliazione tra la "vecchia" Confraternita della SS Trinità e le autorità ecclesiastiche? L'interrogativo è ancora obbligato; ma i segnali intravisti sono positivi. Molti hanno salutato con simpatia la scelta fatta dai circa 50 soci della "vecchia" Confraternita in occasione dell'ultima processione del Venerdì Santo quando, come deliberato nell'assemblea svoltasi ai primi di marzo, si sono inseriti in processione, con la tunica rossa ed il crocefisso, dietro alla statua dell’Addolorata, mentre i membri della "nuova" Confraternita (una ventina) portavano la statua del Cristo morto. E tutto è filato liscio.

L'anno scorso, invece, le cose andarono diversamente: alla vecchia Confraternita era stato vietato di partecipare in "divisa" e loro obbedirono; un altro appuntamento mancato fu quello della festa dell'Ascensione, quando chiesa e rifugio furono aperti, ma non ci furono celebrazioni, non senza disappunto per i fedeli. Analoga storia si ebbe per la festa del Corpus Domini. Adesso si vedrà quello che succederà quest'anno: i soci della vecchia Confraternita (che hanno eletto priori Gastone Amoni e Fulberto Vecchietti) apriranno come al solito chiesa e rifugio: ma saranno celebrate le messe? Oppure le chiavi verranno consegnate al priore della "nuova" Confraternita, Sergio Pesciaoli?

Il contenzioso tra la vecchia Confraternita e la Curia è nato dal fatto che i membri dell'antico sodalizio non hanno accettato alcuni punti dello Statuto proposto dall'autorità ecclesiastica, quello della Cei. Di qui la decisione ecclesiastica di ricostituire la Confraternita (quella cosiddetta "nuova"). Vari problemi restano aperti: i membri della "vecchia" confraternita confluiranno in quella "nuova"? I beni di proprietà (circa 5 ettari di terreni a Cerqueto e nella montagna, la sacrestia della Chiesa di S. Francesco, la chiesetta ed il rifugio di Serrasanta) da chi verranno amministrati? Ci si augura che prima possibile vengano trovate soluzioni sulle questioni aperte e che ci sia "un solo ovile".

Dell’esigenza di chiudere questo anacronistico confronto si sono fatti portavoce nei giorni scorsi i responsabili del gruppi scout con una nota indirizzata alle autorità religiose; di seguito riportiamo un altro accorato appello di una lettrice 72-enne, dalla quale traspare un’accorata sofferenza per il protrarsi della vicenda:

"Affido a L'ECO del Serrasanta queste mie righe e mi scuso se qualche parola sarà in gualdese. Giunta all’età di 72 anni, mai avrei pensato di vedere la Confraternita della SS Trinità divisa. Io che fin da bambina andavo con mio padre a vestire il Signore nella Chiesa di Santa Margherita, perché quella era la casa del Salvatore custodito dalle suore fino ai primi del 900 mai, avrei voluto vedere quello che ho visto la sera del Venerdì Santo. Mai, avrei pensato, di dire a mio nipote queste parole: nipote caro nonna Cecilia non potrà dire a te di indossare la veste rossa e prendere il posto di tuo nonno Francesco, e sai il perché, tuo nonno era Priore della Confraternita della SS. Trinità, la vera l’unica Confraternita, tramandataci da padre in figlio fino ai nostri giorni.

Ricorda l’uomo nella sua vita fa tanti compromessi sia a voce, sia scritti, ma uno solo è il compromesso con il Signore, la Fede. Non nel contenuto di un foglio firmato, ma nel nome della fede, chi ci ha preceduto, ha portato il Salvatore per le strade di Gualdo; nel nome della fede camminando per la strada dei Santi, sono saliti al Monte Serrasanta nella chiesa della SS. Trinità per distribuire alla gente di Gualdo il pane, benedetto dai sacerdoti che celebravano la messa.

Il giorno della Ascensione tu potrai con un colpo di spugna cancellare questo ? Nonna tua non può farlo. Mi rivolgo a tutti. Aprite i vostri cuori la SS. Trinità illumini le vostre menti, parli alle vostre coscienze, e uniti in pace portate il Signore per le strade di Gualdo, uniti e in pace distribuite il pane benedetto come fecero i nostri padri. A chi è stato conferito un potere io dico: si rispetti la memoria di quei morti, si rispettino le loro ultime volontà, i loro sacrifici. Altrimenti (così non fosse) non li vedremo camminare per la strada dei Santi, portare il Salvatore per le vie di Gualdo, non udiremo le loro voci ridire: - nipote, figlio, indossa la veste, prendi il mio posto.

Volete che si giunga a questo?

Cecilia Becchetti

pronipote del Priore Luigi Petrozzi,

nipote del Priore Enrico Petrozzi,

nipote del Priore Luigi Petrozzi,

figlia del Priore Francesco Becchetti,

sorella del Priore Feliciano Becchetti".

 

 

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