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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (33)
Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia Ma quanta pioggia manca? Abbiamo calcolato quanta pioggia in meno è caduta sulle nostre zone in questi soli primi quattro mesi del 2002, con risultati veramente strabilianti Tutti hanno constatato, anche senza misurazioni, che linizio del 2002 è stato - come del resto anche la fine dello scorso anno - meno piovoso del normale. Mesi come gennaio e marzo sono stati quasi del tutto privi di precipitazioni e, a parte aprile, anche febbraio è risultato più secco della norma. Ma di quanto? Possiamo farci unidea precisa di quello che è il deficit nelle precipitazioni di questanno. Per riuscire a rispondere a questa domanda senza approssimazioni, abbiamo costruito una tabella che invitiamo a leggere. Nella colonna "a" trovate indicati i primi 4 messi di questanno; nella colonna "b" le decadi, cioè i periodi di 10 giorni in cui i climatologi suddividono i mesi; nella colonna "c" trovate indicata la quantità di precipitazioni (in mm) che, secondo i dati della stazione meteorologica dellUCEA di Gualdo Tadino, cadono in media in città; nella colonna "d", invece, si trovano i dati relativi al 2002 delle nostre stazioni meteorologiche di Gualdo Tadino centro e Palazzo Mancinelli, di cui è stata fatta una media; nella colonna "e", invece, sempre secondo le medie dellUCEA, la quantità mensile di pioggia che dovrebbe cadere a Gualdo; nella "f" la media delle quantità di pioggia effettivamente cadute nelle nostre stazioni di Gualdo centro e Palazzo Mancinelli; nella colonna "g", infine, il deficit di precipitazioni, cioè la risposta alla nostra domanda iniziale ("Quanta pioggia manca?"). A bene osservare, cè da restare quanto meno perplessi: fra gennaio ed aprile - quindi in soli quattro mesi - mancano allappello quasi 200 mm di pioggia (per la precisione 197.5), vale a dire quasi 20 cm o, se preferite, 200 litri per ogni metro quadrato di terreno. Se consideriamo il comune di Gualdo allincirca esteso 100 km2 e calcoliamo 200 litri in meno per ogni m2, possiamo arrivare ad un risultato sbalorditivo: in tutto il territorio di Gualdo, sono caduti 20 miliardi di litri in meno di pioggia, cioè 20 milioni di metri cubi, vale a dire la quantità dacqua che sarebbe necessaria per alimentare il fiume Po per 5 ore e mezza. È tanto? È davvero tanto! Se a questo aggiungete che: 1) il mese di ottobre 2001 è stato il più arido che si ricordi a memoria duomo 2) che il mese di dicembre è risultato più arido della media di circa il 40% 3) che le riserve idriche create dallaccumulo di neve in montagna sono state, questinverno, praticamente nulle, ne consegue che le falde che alimentano le nostre sorgenti avranno a disposizione circa il 30-35% in meno di acqua, se il regime delle precipitazioni non conoscerà entro lestate un cospicuo aumento. Del resto, in un recente incontro svoltosi a Perugia, il climatologo Antonio Navarra - che è forse il maggiore esperto italiano di questioni climatiche e di effetto serra - ha detto che lallarme di una cospicua diminuzione delle precipitazioni nellarea del Mediterraneo non è assolutamente uninvenzione dei mass media. Il rischio cè e se non è proprio quello di una progressiva desertificazione - che riguarda solamente le estreme regioni meridionali dellItalia - è sicuramente quello di un drastico mutamento dei regimi pluviometrici che sta, a sua volta, a significare: necessità di cambiare coltivazioni, diversità di flora e fauna, cambiamento deciso delle abitudini di vita. Riflettete solamente un attimo su che cosa potrebbe significar per Gualdo Tadino passare dai suoi 1.200 mm di pioggia allanno ai 300-400 mm: oggi a Gualdo piove più che a Londra e in gran parte della Gran Bretagna e lambiente montano è conseguenza di questa condizione di elevata piovosità. Se passassimo a 300-400 mm annui, che è la quantità di pioggia che cade a Tunisi, ci dovremo dimenticare dei boschi, dei ruscelli, dellacqua corrente a disposizione 24 ore al giorno e 365 giorni lanno e di molte altre abitudini, compreso lorto o il giardino. Neppure i nostri pozzi ci darebbero più tutta lacqua che a tuttoggi, nonostante la siccità, ancora ci regalano. Questanno sarà forse solamente uneccezione, come anche in passato è successo. Ci auguriamo solamente che serva per farci riflettere sulle conseguenze dellimpatto umano sul nostro pianeta. Pierluigi Gioia
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Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
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