Ambiente |
La penuria di acqua
Il
centro storico di Gualdo Tadino già soffre per la scarsità d'acqua che all'improvviso
scompare dai rubinetti per poi tornare con un filo sottile dopo una decina di ore. Tutte
le famiglie del centro subiscono questo disservizio la cui colpa non è direttamente
dall'amministrazione comunale, ma che non può lasciare tutte le famiglie senza acqua. E'
meglio allora comunicare e pensare ai turni che sono impopolari, ma in queste circostanze
i più opportuni e giusti. Ma l'amministrazione cerca di guadagnar tempo e di portare alle
lunghe questa scelta. La domanda che viene spontanea è: l'acqua nelle sorgenti c'è o
manca? Indubbiamente la siccità sta provocando guai enormi ed è una delle cause
fondamentali della penuria delle acque. Ma ci sono anche altre cause: ci sono i tanti
cantieri che utilizzano il prezioso liquido a iosa e ci sono molte villette che hanno
prati verdi (vezzo inglese con clima molto piovoso) che consumano molta acqua, c'è stato
l'inverno con poca neve sui monti. Solo per citare alcuni casi. Da qui la necessità di
adottare misure idonee a contenere l'uso quotidiano dell'acqua potabile poiché lo spreco
deriva dalla concezione sbagliata, di ritenere l'acqua una risorsa inesauribile. Si pensa
all'adozione di tariffe stagionali (estive nella siccità) differenziate con lettura di
contatori da ripetere all'inizio e fine estate e proporre incentivi a tutti, specie alle
aziende che riutilizzano l'acqua, scoraggiando nel periodo critico, ogni tentazione di
irrigazione con acqua potabile.
Le conseguenze della prolungata scarsità di
pioggia si misurano a vista d'occhio dallo stato dei fiumi. Occorrono interventi sugli
acquedotti (e nei conservoni) per ridurre la dispersione idrica e provvedere affinché la
tante famiglie del centro storico, specialmente nei piani alti, vengano realmente servite
tantopiù che pagano le bollette come chi l'acqua ce l'ha sempre.
Antonio Campioni
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