L'ECO del Serrasanta

 

N. 9 - 5 maggio 2002

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Un primo aprile post datato?


La notizia si era diffusa nella mattinata di giovedì 25 aprile, sussurrata di orecchio in orecchio tra quanti hanno preso parte al corteo in ricordo della liberazione. E’ stata poi resa ufficiale nel pomeriggio di venerdì 26, all’apertura dei lavori del consiglio comunale già convocato in precedenza per altri punti, con uno stringato comunicato letto dal sindaco Pinacoli: "E’ pervenuta una busta anonima contenente un proiettile calibro 9 all’indirizzo della moglie dell’assessore Angelo Scassellati. L’assessore, che è stato ed è impegnatissimo nella fase della ricostruzione, non solo non si è ritenuto né si ritiene intimidito, ma è decisamente tranquillo considerando la trasparenza del suo operato. Questa mattina è stata presentata denuncia contro anonimi presso la Stazione dei Carabinieri, ai quali è stato indicato di indagare all’interno dei confini comunali da dove la busta è stata spedita, pur essendo evidente che i responsabili di questa vicenda sono decisamente estranei alla tradizione di laboriosità ed onestà che caratterizza la comunità gualdese".

E’ seguita una breve dichiarazione dell’assessore Scassellati: "E’ una iniziativa di pessimo gusto- ha detto- che a mio avviso lascia il tempo che trova e non ha intaccato la serenità della mia famiglia. Il consiglio non deve dargli più importanza di quella che ha". E per sua esplicita richiesta non c’è stato dibattito.

Si chiude così, sul piano politico, questa vicenda. Ora indagano i carabinieri per cercare di risalire all’autore di questa bravata.

In città, ovviamente, non si parla d’altro. Anche se fosse uno scherzo non è di quelli che possono essere accettati a cuor leggero, dire che è di cattivo gusto sarebbe anche poco. Che sia qualcosa d’altro non vogliamo assolutamente crederlo. Ipotizzare che nella nostra città si cominci ad instaurare un clima di intimidazioni di carattere mafioso non vogliamo nemmeno lontanamente pensarlo. Anche se, ovviamente, nulla può essere escluso a priori.

Ci auguriamo che le forze dell’ordine riescano a venire a capo del giallo perché lo spedizioniere anonimo sappia che, a Gualdo Tadino, un gesto simile non lo accettiamo nemmeno come burla del primo aprile.

 

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