L'ECO di Sigillo |
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Sigillo |
I luoghi della memoria di Giuseppe Pellegrini Il bisogno umano di luoghi sacri, resi tali da riti religiosi e reliquie di persone scomparse per alti ideali, per la guerra, per il lavoro, segue immediatamente gli inizi della storia documentata dell'uomo. Nel mondo antico questi Luoghi univano in genere un'ubicazione suggestiva ad una architettura ispirata al senso del divino; attorno ad essi era focalizzata la vita delle comunità. "Dulce et decorum est pro patria mori" (Dolce e decoroso è morire per la Patria)., questa frase famosa è incisa sulle due stele del viale della Rimembranza ed è dedicata all 'eroismo e al sacrificio dei caduti della guerra 1915-18. Ogni cipresso del Viale ricorda un nome, una giovane vita stroncata dalla bufera della guerra, in tutti sono 36. I loro nomi sono ricordati sulla facciata del Palazzo Municipale (monumento dello scultore gualdese Siro Storelli, portato a termine dal sigillano Tullio Damiani). Altro "luogo della memoria" è il monumento ai caduti per la liberazione, sempre dello scultore gualdese Siro Storelli, ubicato nel cimitero di Sant'Anna. Il monumento raccoglie le salme di sei giovani fucilati a Ponte della Pietra presso Perugia. Il Pievano di Sigillo Don Francesco Costanzi, morto il 1952, scrive: "la sera del 27 a Gubbio molti interrogati vennero rilasciati e in condizioni pietose tornarono alle loro famiglie trepidanti. Non tutti tornarono. Cominciò a divulgarsi la voce che la sera del 28 marzo 1944, vari giovani erano stati uccisi e, di questi, sei di Sigillo, dopo sommario processo. L'occupazione inglese si è assicurata dell'uccisione e, fatta l'esumazione dei cadaveri a Ponte della Pietra presso Perugia, si ebbe l'identificazione; e i resti, pietosamente ricomposti, furono riportati a Sigillo e deposti nel civico cimitero, dopo solenni onoranze religiose, il 25 novembre 1944".Tra militari e civili, Sigillo perse 35 persone, vittime della seconda guerra mondiale. Due monumenti ricordano i "caduti sul lavoro", quello vecchio ubicato nella Chiesa del Cimitero è opera di Siro Storelli, gualdese, e quello "nuovo", posto all'entrata del "nuovo cimitero" e opera di Mario Boldrini di Palazzolo di Fossato di Vico. Oggi che i valori religiosi vengono ogni giorno messi in dubbio, i luoghi santi hanno assunto un nuovo genere di importanza, diventando oasi spirituali capaci di dare significato e direzione alle più nobili aspirazioni dell'uomo.
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