L'ECO di Fossato di Vico |
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Fossato di Vico |
Il convegno su "eco compatibilità delle Centrali Eoliche" La nuova legge di liberalizzazione del mercato elettrico ha introdotto lobbligo, di predisporre che il 2% dell energia commercializzata provenga da "fonti rinnovabili non programmabili", cioè sole, vento e piccolo idroelettrico. Questo comporta che nei prossimi anni si dovrà arrivare allinstallazione di circa 4000 MW di rinnovabili, provenienti quasi esclusivamente dalleolico. Tra le principali società impegnate a produrre energia eolica in Italia si distingue Anemon Spa per aver voluto, in collaborazione con lUniversità di Perugia, la nascita del Centro Studi Eolici a Fossato di Vico (Pg) un anno fa, che ha tra i suoi obiettivi principali la didattica e la divulgazione di tutto ciò che concerne le rinnovabili e leolico in particolare. Il suo primo anno di vita è culminato nellorganizzazione, del convegno "Leco-compatibilità delle centrali eoliche nellAppennino umbro- marchigiano", il 22 marzo scorso. Da ormai diversi mesi si assisteva allintensificarsi di un dibattito incentrato sulle opportunità di utilizzo dellenergia eolica in ambito nazionale, vista da taluni come opportunità strategica capace di coniugare la produzione di energia elettrica a emissione zero di inquinanti con la possibilità di uno sviluppo sostenibile ed eco-compatibile, mentre da altri è considerata una minaccia ambientale sia da un punto di vista strettamente paesaggistico sia come fonte di pericolo per la salvaguardia di specie animali e habitat naturali. In un simile scenario, il convegno è nato con il preciso intento di andare oltre le sterili polemiche sinora accavallatesi a distanza, mettendo le varie parti, politiche e tecniche, a dialogare attorno allo stesso tavolo per vedere di giungere a qualcosa di concreto. Obiettivo: far emergere le problematiche relative alle installazioni eoliche in un territorio di particolare pregio e sensibilità ambientale come lAppennino umbro-marchigiano, prendendo in esame prima singolarmente tutti gli aspetti tecnico-scientifici che gravitano attorno allo sviluppo di centrali eoliche (botanico, faunistico, floristico, avifaunistico, geologico, paesaggistico, anemologico e normativo) ponendoli, in un secondo tempo, a confronto tra loro per dare un contributo alla determinazione di quei criteri valutativi necessari per analizzare nello specifico i singoli progetti di impianti eolici. Oltre a numerosi naturalisti, al convegno hanno partecipato esperti di V.I.A.(Valutazione di Impatto Ambientale) ed esponenti del Ministero dellAmbiente, di Legambiente e WWF, lassessore allAmbiente della Regione Marche e il dirigente Servizio Energia della Regione Umbria. Ad eccezione del Comitato Nazionale per la tutela del paesaggio, i presenti sono stati tutti favorevoli, idealmente e con le dovute specifiche, allinstallazione di impianti eolici. Roberto Ottaviani, assessore allAmbiente delle Marche ha sottolineato, come "in un territorio che storicamente rappresenta lidentità culturale dellItalia stessa, la Regione Marche ha inteso compiere una scelta strategica forte verso lutilizzo dellenergia eolica, sacrificando alcune aree montane per linstallazione degli aerogeneratori. Tali installazioni dovranno garantire massima efficienza e dovranno passare attraverso unattenta Valutazione di Impatto Ambientale". Massimo Serafini, responsabile per lEnergia di Legambiente Nazionale, ha provocatoriamente affermato che "come al solito aspettiamo il verificarsi di una qualche catastrofe ambientale prima di correre ai ripari con politiche energetiche nazionali serie e rispettose dellambiente". Jacopo Angelini, consigliere nazionale del WWF, ha ribadito limportanza delleolico, ma ha anche evidenziato lassoluta necessità di studi accurati per la valutazione dei numerosi problemi legati allimpatto ambientale di questa tecnologia. In effetti, è proprio sullavifauna che linstallazione di impianti eolici ha il suo maggiore impatto. Daltra parte, è vero che la presenza di turbine eoliche riduce lhabitat dellaquila, "ma perché non compensare la cosa con la riduzione dei territori di caccia?" ha chiesto provocatoriamente Stefano Travasoni, dirigente della società Anemon Spa, sottolineando che le due turbine eoliche presenti a Fossato di Vico (Cima Mutali) hanno una produzione media annua di 4.500.000 KWh di energia con un inquinamento evitato pari a 2.800.000 ton di anidride carbonica. Infine, anche Luca Benedetti, del Ministero dellAmbiente, ha rimarcato la piena maturità tecnologica raggiunta dalleolico in questi ultimi anni che lo fa risultare di gran lunga la fonte rinnovabile economicamente più competitiva sul mercato. Al termine dei numerosi interventi istituzionali e tecnici, un lungo e nutrito dibattito ha messo in evidenza come sia fondamentale una programmazione e una pianificazione strategica degli impianti eolici, per linstallazione dei quali non serve la determinazione a priori da parte delle pubbliche amministrazioni di dove e come essere costruiti, bensì è molto più efficace stabilire criteri e regole sullutilizzo del territorio in modo che le aziende del settore possano realizzare impianti efficienti in condizioni di minimo impatto. Dal convegno, che dopo un anno di sterili polemiche a distanza si è effettivamente rivelato un momento costruttivo, emergono due considerazioni chiave:
Gli atti del convegno saranno disponibili a breve nel sito www.anemon.it/ciessee.htm - Tel./fax 051495123 Silvia Bassini
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