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CENTRO PROMOZIONALE DELLA CERAMICA Quaranta aspiranti ceramisti all'opera Dalla collaborazione fra la scuola media "E. Bartoletti" di Costacciaro e la Confartigianato gualdese un corso di ceramica della durata di quattro mesi. Un'esperienza pilota, ma soprattutto indimenticabile (anche per i docenti)
Questo, in sintesi, lesito del primo esempio di collaborazione fra le scuole dellobbligo della fascia appenninica e il Centro Promozionale della Ceramica di Gualdo Tadino, che, da febbraio e fino al prossimo mese di maggio, ha messo e metterà a disposizione i propri istruttori e le proprie attrezzature per far entrare gli alunni della scuola media "Efrem Bartoletti" di Costacciaro nel meraviglioso mondo della ceramica, larte per cui Gualdo Tadino è conosciuta in tutta Italia e in tutto il mondo e che fa indissolubilmente parte della cultura e della tradizione di tutta la fascia appenninica, dalle pendici del Serrasanta fino a quelle dellIngino. Uno sforzo ingente da parte di Claudio Carini e della Confartigianato gualdese, nonché del Centro promozionale gualdese che, dopo le scuole locali, tende a divenire punto di riferimento per la progettazione di attività extracurricolari anche per gli altri istituti scolastici del territorio. Imparare ... con le mani
Il corso vero e proprio è stato preceduto da una lezione introduttiva, durante la quale i ragazzi - divisi in due gruppi di venti elementi ciascuno - hanno fatto conoscenza con la terminologia, con i procedimenti e gli strumenti dellarte ceramica ma soprattutto con la materia prima della ceramica, largilla; il tutto sotto la guida esperta del maestro Fulberto Frillici e di Costantino Pennacchioli. Tutti al lavoroSguardi increduli quelli dei ragazzi: come potrà questa massa grigiastra divenire un biscotto di colore rosso e, poi, un vaso, un piatto smaltato, decorato e addirittura dai riflessi oro e rubino? Incredulità che si è sciolta non appena i ragazzi hanno - come si suol dire - messo le mani in pasta, maneggiando largilla senza laiuto di strumenti e, quindi, con lausilio di quello strumento che, ai loro occhi sbalorditi, è parso più il cilindro di un prestigiatore che un attrezzo di lavoro: il tornio. Il mago del tornio
Enzo Angeli guida al tornio Diego; Roberto assiste
Sotto la guida di uno dei tornianti più esperti di Gualdo Tadino, Enzo Angeli - già "ceramista dellanno" con oltre mezzo secolo di esperienza alle spalle - i ragazzi hanno dapprima osservato a bocca aperta la magia di due mani esperte capaci di plasmare in forme eleganti una semplice massa di argilla e, poi, hanno fatto esperienza diretta delle difficoltà che loperazione richiede. Con qualche aiutino qua e là, con tanti incoraggiamenti e con qualche risultato così così, alla fine ne sono usciti vasi, "casponcini", "bugie", anfore, boccali e persino qualche piatto. Qualche ragazzo è riuscito persino ad apprendere quella che è forse loperazione più difficile per un torniate: la centratura della massa di argilla sul piatto rotante. Una soddisfazione per chi ha imparato, ma soprattutto chi ha insegnato, sempre accompagnando ogni operazione con il racconto di qualche episodio della propria vita di ceramista. Ed Enzo Angeli non si è certo risparmiato nellinsegnare i "trucchi" del mestiere. Qualcuno dei giovani ceramisti, ad esempio, ha molto apprezzato la tecnica per anticare con luso dellaceto la superficie dei vasi prima della cottura. Altri si sono impratichiti delle tecniche di piallatura e rifinitura dei pezzi, già seccati, prima della loro cottura. Pennelli, smalti e cristallina ...
Ma non basta. La creta non va solo modellata e poi cotta: va anche smaltata e poi decorata. Foto di gruppo davanti al tornio. A destra la prof.ssa Concetta MorabitoOperazione, questa, che i ragazzi hanno realizzato su un gran numero di pezzi da loro precedentemente modellati o anche su delle mattonelle già pronte, sotto la guida di Maria .... e di Gianni ... Ne sono usciti animali multicolori, dai gatti ai cani, ai paperi. Ma non solo: grazie alla tecnica dello "spolvero", i ragazzi hanno imparato a trasformare modelli prestampati in tracce sottili di carbone da seguire nella decorazione. E qui, forse, la difficoltà maggiore: quella di far scorrere il pennello con la giusta quantità di colore - diluito al punto giusto - sul manufatto fissato al cavalletto con laiuto della "staggia", utilissima ad evitare i tremolii della linea ma anche estremamente difficile da utilizzare. Anche qui il risultato è stato egregio. "Bravi" ha semplicemente commentato quello che è uno dei più grandi decoratori gualdesi di ceramica, vale a dire il maestro Fulberto Frillici. "Niente male davvero per dei principianti!" Un laboratorio da applausiMerito della pazienza di Maria e Gianni, del sorriso benevolo di Enzo Angeli, sta di fatto che il corso - che non è ancora concluso - sta producendo un grande entusiasmo fra i ragazzi. "E certo" dice Angeli "La ceramica è unarte e larte non va solo studiata ma anche imparata: finché uno non ficca le mani dentro un pane dargilla, si può dire che della ceramica non ha capito nulla". Motivo, questo, che spinge davvero a pensare, in prospettiva, a un centro della ceramica sempre più grande e attivo nel mondo della scuola, capace di essere ancora di più "centro permanente di formazione" di unarte antica che, a Gualdo, ha assunto nel tempo caratteristiche uniche ed irripetibili.
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