L'ECO del Serrasanta |
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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (32)
Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia Cronaca di una pioggia annunciata Come riconoscere attraverso segni inconfondibili larrivo di tempo perturbato La perdurante siccità degli ultimi cinque - sei mesi, di cui tutti abbiamo fatto esperienza, è conseguenza diretta dellassenza quasi totale di quellelemento che, sulle regioni italiane, caratterizza più di ogni altro il tempo in autunno e fra la fine dellinverno e linizio della primavera: le perturbazioni atlantiche. In questo articolo, descriveremo quello che solitamente accade sulle nostre zone quando arriva una perturbazione dallOceano, cosa che si verifica in media cento volte ogni anno e che quindi, una volta acquisita una certa esperienza, vi può permettere di prevedere landamento del tempo con una buona precisione solamente osservando alcuni elementi. Punto primo: cielo velatoSe, gradualmente, durante una bella giornata il cielo comincia a velarsi oppure, di notte, attorno alla luna si forma un alone o sono visibili nubi alte e sottili, avremo molto probabilmente tempo in peggioramento nelle successive 36 ore. Come verificare che ciò avvenga? In molte zone dItalia è sufficiente far così: ci si pone con le spalle alla direzione da cui proviene il vento, poi si alza lo sguardo e, avendo come punto di riferimento la cima di un monte o il ramo di un albero, si osserva il moto delle nubi alte e sottili nel cielo. Se queste provengono dalla nostra sinistra, allora vuol dire che una zona di bassa pressione sta avvicinandosi e, quindi, il tempo è in peggioramento. Non se il moto segue altre direzioni. Possiamo verificare questo anche con un barometro: se la pressione si sta abbassando, allora il ciclone si avvicina. Anche a Gualdo Tadino o dintorni, in teoria, loperazione è possibile. Tuttavia, poiché la catena appenninica interferisce ovviamente con il vento, spesso, i venti sciroccali, che annunciano larrivo di una perturbazione atlantic, vengono in parte bloccati e risultano provenire da direzioni apparentemente opposte. Loperazione risulta quindi più efficace se ci si trova non nel fondovalle ma in quota, ad esempio sul Serrasanta. Arriva il fronte caldoLa nuvolosità che noi osserviamo velare il cielo fa parte del cosiddetto "fronte caldo", la prima parte del ciclone atlantico, nella quale aria calda tende a scorrere su aria più fredda, fino a raggiungere quote di 7-8.000 metri, dove appunto si formano i cirri, le nuvolette "a batuffolo" e "a velo". Man mano che il fronte caldo avanza, ad una velocità di 30-40 km/h, la quota delle nubi si abbassa: compaiono delle nubi dette "strati", che si abbassano gradualmente di quota e si addensano, oscurando sempre di più il cielo. Dopo circa 18-24 ore dalla comparsa dei cirri e della velatura, il cielo è quasi completamente coperto da uno strato di nubi bianche: il sole ancora è visibile, ma tende mano mano a scomparire. Il vento, da sud est, ruota gradualmente a sud e, a Gualdo, comincia a farsi sentire. La temperatura aumenta e lumidità anche: se si è in primavera inoltrata, si può avere limpressione di unaria "afosa"e di una cappa lattiginosa che ci avvolga. Dopo circa 36 ore dalla comparsa dei cirri, ecco che ormai il fronte caldo passa. Solitamente un fronte caldo non produce molti fenomeni, al massimo una pioggerella leggera. A Gualdo, solitamente, non appena il fronte è passato, il vento volge a libeccio (sud ovest) e tende a rinforzare, la temperatura si stabilizza e, in pochi minuti, il cielo si fa da bianco grigio: le nubi si addensano a ridosso dellAppennino e si verificano brevi piogge, che bagnano a stento lasfalto e i tetti. Quindi, contrariamente a ciò che avviene sul versante marchigiano, il passaggio del fronte caldo non implica schiarite, ma subito qualche piovasco. Poi, le cose migliorano: il cielo resta nuvoloso, ma il sole fa capolino per qualche ora, e sembra che tutto sia finito lì. Si avvicina il fronte freddoMa non è finita. Dopo qualche ora, le nubi si addensano ancora, i venti rinforzano da sud ovest o, a volte, da ovest e cominciano, specie in estate o in autunno, piovaschi intermittenti, alternati a momentanee schiarite; se laria è particolarmente instabile si possono avere acquazzoni anche di una certa intensità. Poi, allimprovviso, notate che qualcosa sta cambiando: osservando verso la zona compresa fra il monte Cucco e Gubbio, notate che il cielo si fa sempre più scuro. Poi, sempre da quella zona, percepite chiaramente i bagliori di qualche lampo e, di seguito, osservate una sorta di nebbia che copre monti e colline: è un violento scroscio in arrivo. Vuol dire che il fronte freddo è arrivato. Passa il fronte freddo
Contrariamente a quello caldo, che è mite e pigro, il fronte freddo ha un brutto carattere: laria fredda tende a scalzare violentemente quella più calda preesistente, procedendo a 50-70 km/h, sollevandola fino ad alta quota e producendo nubi molto dense (i cumulonembi), spesso temporalesche, specie in estate e nel primo autunno (vedi la bellissima foto di Castellani, Fossato di Vico). Larrivo del fronte freddo è annunciato, anche a Gualdo, da alcuni fenomeni: il vento gira bruscamente a nord ovest (maestrale) e diviene piuttosto violento; la temperatura cala di botto di 5-10°C e, dinverno, possono verificarsi anche nevicate; la pressione sale altrettanto rapidamente e il barometro ha una sorta di "sobbalzo" verso lalto. È questo il momento più rude di una perturbazione: fulmini, vento, a volte grandine e pioggia a catinelle. Il tutto dura poco: da unora fino, al massimo, a due. Poi il cielo schiarisce e lazzurro squarcia le nubi: laria è fresca, frizzante e, soprattutto, molto più secca di quella precedente. Il vento ruota ancora in senso orario prima a nord e poi a nord est. Passata è la tempesta ...Non appena inizia a spirare la tramontana, sul versante umbro si forma una sorta di "scorza" di nubi, a contatto diretto col pendio: sono i venti di caduta provenienti dal versante marchigiano che, infatti, presenta il cielo completamente coperto con qualche residua pioggia, mentre quello umbro - a parte qualche nube a contatto diretto con la catena appenninica - risulta sereno. Il vento, fresco o freddo, accelerato dai valichi appenninici e a causa della caduta dalle cime, si presenta piuttosto violento nella zona di Gualdo. Il tutto non dura molto: già dopo 6-12 ore dal loro inizio, i venti di tramontana gradualmente cessano e, se è notte, le temperature calano notevolmente mentre se è giorno, si verifica un notevole riscaldamento. Ora è una bella giornata: qualche nube si forma lungo il crinale appenninico nel primo pomeriggio ma subito si dissolve. La perturbazione è passata. Fra 12-24 ore si manifesteranno i segni dellarrivo di unaltra ... Pierluigi Gioia
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Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
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