L'ECO del Serrasanta

 

N. 8 - 21 aprile 2002

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Gualdesità

 

Il giornale


In 14 anni di presenza sul territorio, pur con tutti i limiti che siamo i primi a riconoscere, questo giornale si è dato una connotazione chiara: organo di informazione aperto a tutti, ma libero da condizionamenti; una scelta che ci ha fruttato in più occasioni riconoscimenti di serietà ed obbiettività.

Allo scopo di garantire equilibrio fra diverse ideologie abbiamo costituito una redazione con collaboratori di diversa estrazione culturale e politica, senza chiedere tessere o atti di abiura a nessuno, ed abbiamo aperto i nostri spazi a tutti. Ciò nonostante, siamo periodicamente sotto esame per i numeri di pagina, i titoli degli articoli, il numero delle foto concesse a tizio o a caio, per le nostre scelte editoriali, che sarebbero contro questo o in favore di quello, per i nostri "buchi" che non sempre ci consentono di arrivare ovunque.

In altre parole si tenta di interferire con una condotta del giornale che per 14 anni ci ha consentito di crescere nel rispetto e nella considerazione, senza essere strumenti di parte, a dispetto di coloro che ci considerano tali; di parte è chi ha bisogno di inquadrarsi in una parte politica per sentirsi qualcuno, non chi sceglie di essere libero come abbiamo fatto noi. Se avessimo scelto una strada diversa non ci sarebbero mancati forse sostegni e protezioni che non abbiamo, ma questa è stata ed è la nostra forza, anche se non tutti lo capiscono, fino a dileggiare più o meno urbanamente questo nostro essere fuori dal gregge.

Ciascuno dei lettori può liberamente giudicarci come vuole, con le nostre manchevolezze, le nostre limitazioni, ma il giornale è questo, con queste caratteristiche e queste prerogative; per questo nostro modo di essere non dobbiamo spiegazioni a nessuno ed è inutile che ci si continui a tirare per la giacca. Per chi ha da dire o ridire c’è una pagina a disposizione: si scriva e ci si firmi; compatibilmente con lo spazio non c’è problema a riportare le opinioni di tutti.

Ciascuno il giornale è libero di leggerlo, di comperarlo, di abbonarsi o no; nessuno può pretendere di strumentalizzarlo o trasformarlo in un campo di battaglia fra opposte fazioni, comitati di affare e gruppi di potere, di chiedere allontanamento di collaboratori sgraditi o imposizione di altri.

Quanto ai partiti ... per favore non tentate di trasformarci in attacchini o diffusori di logorroici documenti politici; lasciateci parlare dei fatti: delle opinioni di parte i cittadini ne hanno piene le tasche.

La Direzione

 

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