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CALCIO C2 Il punto di Roberto Casaglia Ai giocatori nessuno ormai chiedeva più di raggiungere mete che sapevano di miraggio. Ma di chiudere con dignità il campionato questo sì. La sconfitta umiliante con il Sassuolo ha messo in evidenza definitivamente quanto questo gruppo sia privo di amor proprio, di passione per il mestiere che svolge, la quale dovrebbe animare qualsiasi lavoratore, tanto più chi ha la fortuna, grazie a madre natura, di fare per professione una cosa che per tantissime persone comuni è divertimento. Dirigenti e allenatori per molti mesi lhanno menata coi valori di cui era in possesso questa squadra. Illusi. Anche Giorgini, che ha sempre difeso a spada tratta i suoi, ha dovuto fare i conti con la dura realtà, piombando in sala stampa infuriato con i giocatori come non mai. Forse, anzi sicuramente, avevano ragione quei tifosi che, al termine della partita persa con il Mantova, avevano messo in guardia il tecnico proprio da questo punto di vista, gridandogli: "Attenzione mister, questi faranno saltare anche lei". Nel dopopartita di sabato scorso qualcuno si era lamentato anche dellimpostazione data dal tecnico alla squadra. Pur non condividendo appieno alcune scelte di Giorgini (a nostro avviso per dare più peso allattacco Chisena poteva essere schierato dallinizio, magari sostituendolo nella ripresa, al posto di un Memè parso del tutto spaesato in quel ruolo, così come lo stesso fluidificante avrebbe potuto rilevare Vecchiato, che non ha mai spinto sulla fascia in quanto ciò non rientra nelle sue caratteristiche) siamo allo stesso tempo convinti che la musica non sarebbe cambiata poiché la tattica nulla centra con limpegno e lo spirito con cui si affronta una partita. Certo è che prima si conclude questo campionato e meglio è, altrimenti ogni incontro è uno spot controproducente per il calcio a Gualdo. Se la società è intenzionata a proseguire (perché ancora nulla si sa delle dimissioni annunciate da Angelo Barberini alcune settimane fa), dopo aver fatto piazza pulita è indispensabile a questo punto ripartire da zero, magari con poche ambizioni, ma con gente che abbia davvero il piacere di giocare al calcio. Solo così si può ricostruire un ambiente appassionato e coinvolgente. Altrimenti, proseguendo di questi passi, a Gualdo Tadino sarà come giocare a porte chiuse.
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