L'ECO di Sigillo |
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Quando la mucca ... è pazza di Giuseppe Pellegrini L'allarme "mucca pazza" è tornato di nuovo all'ordine del giorno in Italia, per la scoperta del primo caso sospetto della variante umana del morbo di Creutzfeldt-Jakob, comunemente denominato Bse. Ma l'affare mucca pazza non è soltanto un caso italiano, infatti nuovi casi sono stati individuati nelle ultime settimane in Danimarca, Finlandia e Austria. L'Europarlamento torna a prendere sull'argomento una posizione forte e netta a difesa dei consumatori. Dopo una risoluzione votata a larga maggioranza dagli eurodeputati, ora la commissione potrà sanzionare tutti gli Stati membri che non applicano correttamente la legge. La politica della qualità rappresenta ormai un'istanza ed un'esigenza di grande attualità, alla quale dedicare attenzione costante e garantire adeguata flessibilità, cosi da figurare complemento o elemento, secondo le situazioni, delle scelte di mercato. Tra gli obiettivi fissati dall'Umbria in un documento di programmazione 2002-2004, in materia di politiche della qualità viene individuata una strategia di un arricchimento dei prodotti agroalimentari a marchio, cioè riconosciuti a livello comunitario. I dati ed i risultati ormai visibili in Umbria dovrebbero indurre il consumatore ad orientarsi verso quei prodotti già protetti dal marchio comunitario. Se è vero che il riconoscimento significa l'osservanza di un disciplinare di produzione e la sottomissione ad un sistema di controllo più riconoscibile può facilitare l'identificazione del prodotto e consentire di sfuggire alla esclusiva competizione di prezzo. Di prodotti tipici l'Umbria è ricca, e dopo aver approfittato dell'avvio della normativa di regolamentazione delle denominazioni di origine, il consumatore non sembra aver recepito tale messaggio, che è un messaggio di territorio - tradizione - cultura. Il paniere umbro è tipico e mette a disposizione: "lenticchie - prosciutto - olio - vitellone bianco d'Appennino - capocollo - salame - salsicce - formaggio pecorino - cipolla - fagiolina - farro - patata - sedano - tartufo - zafferano - pane umbro - trota - miele. Sono prodotti scelti con il confronto degli operatori e delle associazioni di categoria, individuati sulla base della estrema caratterizzazione nel caso di produzioni con dimensioni economiche molto contenute. Il nome Umbria, poi, comincia ad avere un significato affermato di ambiente, paesaggio, insieme di luoghi di pregio, spesso abbinati ad un sempre più richiesto modello di qualità di vita. Il sistema garantisce la massima efficienza in termini di attivazione economica di una economia locale. Il prodotto tipico non è solo un prodotto alimentare ma un obiettivo della valorizzazione del luogo di provenienza e di tutela giuridica del riconoscimento comunitario. Diffidate dalle imitazioni !!!
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