L'ECO del Serrasanta

 

N. 7 - 7 aprile 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Opinioni

 

Ricordo di Daniele Mancini


09dmancini.jpg (13549 byte)Un amico che muore può rubarti il futuro ma non può portarti via il passato, anzi, te lo esalta, te lo fa lievitare e, casomai, ti fa riemergere il rammarico per quelle cose non vissute, per quelle rinviate ...

Di Daniele Mancini ti può restare solo un’immagine di vita, di allegria, di momenti importanti, di momenti mai sprecati a criticare il prossimo.

Ecco perché quando penso a lui non riesco ad essere triste, posso solo rammaricarmi del futuro che, come dicevo in apertura, mi ha (ci ha) rubato.

Daniele era un dinamico, un vulcano di idee tutte originali; una capacità ti anticipare le mode davvero unica. Quel "Miserabile sound" creato nei primi anni Settanta per Radio Tadino teneva incollate alla radio famiglie intere nell’ora dei Tg delle Tredici, nell’ora in cui trasmissioni miliardarie hanno la possibilità di catturare l’ascolto. Ma a volte sono le idee migliori a vincere, e Daniele era capace di realizzare questo. Quel "Miserabile sound" era una trasmissione che ancora oggi (ho riascoltato degli spezzoni insieme a lui circa una anno fa quando era cosciente dell’avanzare inesorabile della sua malattia) riuscirebbe a suscitarti sonore risate per battute mai volgari ma piene di umorismo e satira. Una mente pulita. Così come era pulito ed unico nella sua professione di architetto: aveva creato originalissime discoteche in vari angoli della Penisola; bar unici come quello in stile Roma antica in una delle principali vie di Esch-sur-Alzette. Le ultime cose che presto potremo apprezzare di lui sono il recupero della Torre civica in piazza del Soprammuro e il futuro parco della Rocca Flea (dove, tra l’altro, ha dovuto subire tagli inspiegabili della Soprintendenza che hanno compromesso non poco l’originalità del suo intervento che era stato concepito nel pieno rispetto dell’area storico-artistica a cui doveva dare risalto).

Di lui mi piace però tornare a ricordare la sua creatività nei mass media. In Tv, a Rete7, aveva inventato "Supersera" che anticipava di molto il Drive In delle reti Mediaset e le geg serali di Renzo Arbore. Più di una volta ci chiedemmo come fosse possibile che nostre invenzioni e frasi uniche passassero poi sulle reti nazionali ... Era la rete di "spionaggio" presso le tv locali a far grandi personaggi e tv nazionali. Inoltre Daniele, che ha lavorato anche alla realizzazione del Museo Ferrari, non si è mai arricchito perché il suo fine era quello della realizzazione della sua idea, il compenso era l’ultima cosa che trattava.

Vicino a Cinquanta aveva anche preso la decisione di sposarsi. La scelta, seppur tardiva, lo aveva esaltato; non gli faceva rimpiangere il tempo dello scapolotto. E il merito era certamente di chi gli aveva messo l’anello al dito. Sabrina, una giovane moglie di cui era innamoratissimo e alla quale non ha fatto pesare neanche per un minuto la sua malattia. E la sofferenza nascosta di entrambi ne faceva due persone uniche, due amici da frequentare con gioia senza che ti lasciassero spazio per pensare ad un destino che li stava segnando profondamente.

Ma poche righe di un giornale non possono assumersi il compito di esplicare tutti i sentimenti verso un amico che ci ha lasciati soli. E’così tanto il positivo che ci ha lasciato che non riusciamo neanche a piangere. Ciò che Daniele era sbiadisce la negatività dell’evento drammatico. E non so neanche se il sentimento di un amico possa riuscire a far comprendere che la perdita di Daniele non grava solo sulla moglie, sulla sorella, sui nipoti, ma sulla nostra collettività che spesso non si accorge di un ingegno che non alza mai i toni per dimostrare la sua presenza, quando non le sue capacità.

Simbolicamente Un Amico

 

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