L'ECO del Serrasanta

 

N. 7 - 7 aprile 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Meteo

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (31)

Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia

Finalmente un marzo pazzarello


La tradizione popolare ha da sempre associato al mese di marzo l’appellativo di pazzerello, che ci ammonisce sulle bizzarrie meteorologiche di questo mese, a cavallo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quanto mai appropriato in questo fine marzo all’insegna del freddo e della neve.

Marzo, mese primaverile o invernale? - La meteorologia indica il terzo mese dell’anno interamente compreso nella Primavera, essenzialmente per motivi termici, di ore di illuminazione e di circolazione atmosferica in generale; diversamente l’astronomia, che prende in considerazione la posizione del piano dell’orbita terrestre intorno al sole e lo considera come mese invernale, fino al giorno dell’equinozio. Già questa diversificazione di classificazione tra due scienze illustri, ci deve ammonire sulle caratteristiche di transizione di questo mese, che segna il risveglio della Natura e il ritorno della luce nelle regioni dell’estremo nord, dopo il lungo inverno boreale, una vera festa per le popolazioni nordiche.

Le stranezze meteorologiche di marzo derivano principalmente dall’azione del sole, propulsore di vita per gli organismi vegetali e animali del nostro pianeta, ma anche causa di una particolare attivazione della circolazione atmosferica. Alla fine dell’inverno, nel nostro emisfero, possiamo individuare due fasce climatiche ben distinte, dove l’atmosfera ha delle caratteristiche completamente distinte, una zona a nord della fascia tropicale nel continente africano, dove regna l’aria calda e l’altra a ridosso del circolo polare artico, molto fredda, per la totale assenza dell’irradiazione luminosa dall’inizio dell’autunno. Nel momento in cui il sole inizia la propria azione di riscaldamento anche alle latitudini superiori, le masse d’aria fredda tendono ad accentuare il loro normale moto ondulatorio, provocando delle eclatanti "colate gelide" verso sud ed innescando dei contrari flussi di aria calda verso nord. In poche parole, all’inizio della Primavera, ogni anno, si verificano degli scambi termici, nord-sud, che investono gran parte dell’Europa, maggiormente sensibili sono i paesi del bacino del Mediterraneo, Italia compresa, ed è quindi facile passare dai +30°c di Tunisi, +15°c di Roma, 0°c di Bucarest e -10°c di Reykjavik ...

L’irruzione fredda di fine marzo’02 - Come un direttore d’orchestra impone diligentemente l’ordine di esecuzione degli strumenti, anche nell’atmosfera, c’è chi scandisce i tempi (il sole) e chi esegue le varie tonalità o meglio i movimenti delle diverse masse d’aria (anticicloni e cicloni).

A governare la direzione degli scambi termici sopra menzionati, è stato lo spostamento di un cuneo dell’Anticiclone delle Azzorre verso la Scandinavia, che ha richiamato correnti fredde e secche dal mare di Barents. Inizialmente si sono avute delle precipitazioni, sottoforma di rovesci di pioggia e di neve anche in pianura, causa lo scontro dell’aria fredda con la preesistente aria calda, da giorni presente sulla nostra penisola. Successivamente i freddi venti orientali abbastanza intensi, urtando la catena appenninica e quindi anche i nostri monti, hanno trovato un ostacolo naturale che ha favorito la condensazione del vapore acqueo in nubi (stau), con qualche debole precipitazione a ridosso dei rilievi montuosi, nevosa fino in collina poiché la temperatura in quota aveva raggiunto valori tipicamente invernali (-35°c a circa 5000 metri). Inoltre l’irradiazione luminosa, in questo periodo già abbastanza intensa da essere assorbita dal suolo e rilasciata come radiazione infrarossa o termica, ha favorito lo sviluppo di corrente ascensionali relativamente calde, in grado di produrre una nuvolosità cumuliforme e delle corrente discendenti piuttosto fredde, associate a rovesci, che permettevano alla neve di cadere al suolo, anche con valori di temperatura dell’aria intorno a +5°/+6°c , un fenomeno questo tipico della Primavera.

Una rondine non fa primavera - Ancora nessuna avvistamento (almeno nel momento in cui vi scrivo), di rondini e balestrucci. Non essendo un esperto di avifauna migratoria, non so darvi una spiegazione scientifica al ritardo dei simpatici inquilini dei nostri tetti e delle stalle, credo però di poter avanzare un’ipotesi climatica plausibile, e cioè individuare il loro ritardo, nella totale assenza delle perturbazioni africane, che nella normalità degli eventi meteorologici, sono generalmente puntuali all’inizio della Primavera, associate a quegli scambi termici tra nord e sud del nostro emisfero, di cui abbiamo parlato, ed in grado di attivare dei sistemi nuvolosi dal nord africa verso i nostri mari, con al seguito venti caldi meridionali di scirocco o libeccio, i quali fanno da apri pista a flussi migratori. E’ dunque probabile che la prima perturbazione africana in transito dalle nostre parti, porterà con se, oltre ad un pò di pioggia, mai come quest’anno tanto attesa ed i primi temporali, anche le rondini ed il tepore primaverile.

Massimiliano Squadroni


Rilevamenti marzo 02

Gualdo centro

Palazzo Mancinelli

Media

(1971-1988)

temp. max (°C)

22.8

21.1

---

temp. min. (°C)

1.5

-0.2

---

media max I decade (°C)

18,0

16.1

10.1

media max II decade (°C)

19,1

17.3

11.5

media max III decade (°C)

14,1

13.8

13.4

media max mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

16,7

(+5.1)

15.7

(+4.1)

11.6

media min I decade (°C)

6.9

5.8

2.1

media min II decade (°C)

7.2

5.5

3.8

media min III decade (°C)

4.0

3.2

4.7

media min. mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

5.8

(+2.3)

4.8

(+1.3)

3.5

temp. media (°C)

(differenza rispetto alla norma)

11.3

(+3.8)

10.2

(+2.7)

7.5

giorni di gelo (media <0°C)

0

0

nd

giorni di pioggia

5

5

14

giorni di neve

1

1

nd

pioggia cumulata (mm)

(differenza rispetto alla norma)

9.2

(-87.7)

11

(-85,9)

96,9

max pioggia /24h

4.6 (23/3)

4 (23/3)

nd

temporali

1

1

nd

pressione atm. media (hPa)

nd

1014,5

nd

grandinate

1

1

nd

giorni con nebbia

0

3

nd

umidità relativa media

57%

56%

nd

velocità max. vento (km/h)

nd

116

nd

direzione prevalente

sw/ne

sw/ne

nd

in sintesi: temperature ben al di sopra della norma, specie per ciò che riguarda le massime; umidità relativa e soprattutto precipitazioni ben al di sotto della norma: neppure a luglio piove così poco!

 

 

Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.

Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.

 

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