L'ECO del Serrasanta |
|
Meteo |
CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (31)
Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia Finalmente un marzo pazzarello La tradizione popolare ha da sempre associato al mese di marzo lappellativo di pazzerello, che ci ammonisce sulle bizzarrie meteorologiche di questo mese, a cavallo tra la fine dellinverno e linizio della primavera, quanto mai appropriato in questo fine marzo allinsegna del freddo e della neve. Marzo, mese primaverile o invernale? - La meteorologia indica il terzo mese dellanno interamente compreso nella Primavera, essenzialmente per motivi termici, di ore di illuminazione e di circolazione atmosferica in generale; diversamente lastronomia, che prende in considerazione la posizione del piano dellorbita terrestre intorno al sole e lo considera come mese invernale, fino al giorno dellequinozio. Già questa diversificazione di classificazione tra due scienze illustri, ci deve ammonire sulle caratteristiche di transizione di questo mese, che segna il risveglio della Natura e il ritorno della luce nelle regioni dellestremo nord, dopo il lungo inverno boreale, una vera festa per le popolazioni nordiche. Le stranezze meteorologiche di marzo derivano principalmente dallazione del sole, propulsore di vita per gli organismi vegetali e animali del nostro pianeta, ma anche causa di una particolare attivazione della circolazione atmosferica. Alla fine dellinverno, nel nostro emisfero, possiamo individuare due fasce climatiche ben distinte, dove latmosfera ha delle caratteristiche completamente distinte, una zona a nord della fascia tropicale nel continente africano, dove regna laria calda e laltra a ridosso del circolo polare artico, molto fredda, per la totale assenza dellirradiazione luminosa dallinizio dellautunno. Nel momento in cui il sole inizia la propria azione di riscaldamento anche alle latitudini superiori, le masse daria fredda tendono ad accentuare il loro normale moto ondulatorio, provocando delle eclatanti "colate gelide" verso sud ed innescando dei contrari flussi di aria calda verso nord. In poche parole, allinizio della Primavera, ogni anno, si verificano degli scambi termici, nord-sud, che investono gran parte dellEuropa, maggiormente sensibili sono i paesi del bacino del Mediterraneo, Italia compresa, ed è quindi facile passare dai +30°c di Tunisi, +15°c di Roma, 0°c di Bucarest e -10°c di Reykjavik ... Lirruzione fredda di fine marzo02 - Come un direttore dorchestra impone diligentemente lordine di esecuzione degli strumenti, anche nellatmosfera, cè chi scandisce i tempi (il sole) e chi esegue le varie tonalità o meglio i movimenti delle diverse masse daria (anticicloni e cicloni). A governare la direzione degli scambi termici sopra menzionati, è stato lo spostamento di un cuneo dellAnticiclone delle Azzorre verso la Scandinavia, che ha richiamato correnti fredde e secche dal mare di Barents. Inizialmente si sono avute delle precipitazioni, sottoforma di rovesci di pioggia e di neve anche in pianura, causa lo scontro dellaria fredda con la preesistente aria calda, da giorni presente sulla nostra penisola. Successivamente i freddi venti orientali abbastanza intensi, urtando la catena appenninica e quindi anche i nostri monti, hanno trovato un ostacolo naturale che ha favorito la condensazione del vapore acqueo in nubi (stau), con qualche debole precipitazione a ridosso dei rilievi montuosi, nevosa fino in collina poiché la temperatura in quota aveva raggiunto valori tipicamente invernali (-35°c a circa 5000 metri). Inoltre lirradiazione luminosa, in questo periodo già abbastanza intensa da essere assorbita dal suolo e rilasciata come radiazione infrarossa o termica, ha favorito lo sviluppo di corrente ascensionali relativamente calde, in grado di produrre una nuvolosità cumuliforme e delle corrente discendenti piuttosto fredde, associate a rovesci, che permettevano alla neve di cadere al suolo, anche con valori di temperatura dellaria intorno a +5°/+6°c , un fenomeno questo tipico della Primavera. Una rondine non fa primavera - Ancora nessuna avvistamento (almeno nel momento in cui vi scrivo), di rondini e balestrucci. Non essendo un esperto di avifauna migratoria, non so darvi una spiegazione scientifica al ritardo dei simpatici inquilini dei nostri tetti e delle stalle, credo però di poter avanzare unipotesi climatica plausibile, e cioè individuare il loro ritardo, nella totale assenza delle perturbazioni africane, che nella normalità degli eventi meteorologici, sono generalmente puntuali allinizio della Primavera, associate a quegli scambi termici tra nord e sud del nostro emisfero, di cui abbiamo parlato, ed in grado di attivare dei sistemi nuvolosi dal nord africa verso i nostri mari, con al seguito venti caldi meridionali di scirocco o libeccio, i quali fanno da apri pista a flussi migratori. E dunque probabile che la prima perturbazione africana in transito dalle nostre parti, porterà con se, oltre ad un pò di pioggia, mai come questanno tanto attesa ed i primi temporali, anche le rondini ed il tepore primaverile. Massimiliano Squadroni
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||