L'ECO del Serrasanta

 

N. 6 - 24 marzo 2002

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La posta

 

Massimilano Barberini a Olga


Cara Olga, permetti che ti dia del tu; posso capire le tue esternazioni riguardo alla Rocchetta s.p.a., al centro storico, al paesaggio, ma secondo me i motivi delle tue critiche vanno ricercati in un ambito più vasto. Ricordare la figura di un Armando Baldassini, dell'operato di un'amministrazione comunale, può rischiare di creare il classico capro espiatorio, l'etichetta o il manifesto su cui affiggere gli errori di una realtà cittadina. Una cittadina in quanto tale è prima di tutto composta dai suoi abitanti che in base ad ideologie, cultura, abitudini, indirizzano le proprie preferenze elettorali. Gli stessi amministratori, operando delle scelte, giuste o sbagliate che siano, lasciano il giudizio delle stesse alla cabina elettorale. Se questa gli ridarà la maggioranza, significa che le scelte sono state azzeccate e al successivo mandato continuerà, logicamente e giustamente, ad operare in quella direzione.

Mi sembra che il discorso non faccia una piega. Quindi, più che un'amministrazione, un sindaco, chi bisogna incolpare per fatti, da alcuni ritenuti inconcepibili e intollerabili, se non la maggioranza della popolazione? Se tu analizzi attentamente le varie edizioni dell'Eco, ti accorgerai che a scrivere articoli anche scomodi sono sempre quei quattro o cinque, te compresa, che rischiano di diventare i diversi se non i rompiscatole della situazione.

La stessa cosa si verifica quando si organizzano assemblee, con tanto di invito alle tante associazioni gualdesi, per andare contro interessi privati che mettono a rischio il bene pubblico, sottolineo pubblico (es. cave). A sbattersi sono sempre quei tre o quattro "cretini".

Se a Gubbio il campanilismo sfiora il fanatismo, qui, al contrario, vige la legge del più furbo e prepotente, del "ma chi se ne frega", del "e perché io?", della contestazione codarda e vigliacca, della superficialità più totale. Tu te la prendi con la Rocchetta s.p.a., ma perché forse hanno trovato i polli giusti? Noi gualdesi siamo talmente ipocriti che per tre giorni riviviamo da medievali, o meglio rinascimentali, poi per il resto dei 362 in pieno centro storico collochiamo serrande e serrandine e ce ne fottiamo, come abbiamo sempre fatto, della nostra Storia.

Massimiliano Barberini

 

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