L'ECO del Serrasanta |
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RICORDI Rocchetta ... di ieri e di oggi Egregio Direttore, la storia ci insegna che gli insediamenti dei grandi popoli avvenivano proprio in quei territori dove le risorse ambientali e paesaggistiche si imponevano con grande forza. Per gli antichi romani le qualità oligominerali della nostra acqua furono, probabilmente, il motivo determinante per costruire nella città di Taino un complesso termale. Senza andare troppo lontano per esaltare le qualità di questa acqua, arriviamo all'inizio del nostro secolo ed osserviamo insieme il manifesto pubblicitario che una azienda gualdese di acqua minerale, realizzò intorno al 1905. Mi è stato donato da un grande amatore e stimatore di Gualdo Tadino ed ora lo sottopongo anche alla vostra attenzione. Il manifesto, alla prima occhiata, può sembrare senza interesse e démodé, ma un vero gualdese più lo guarda e più scopre come i nostri padri sapevano illustrare e mostrare il prodotto della propria terra, il suo vanto indiscusso e primo di Gualdo Tadino: l'acqua.
La descrizione attenta e studiata, l'eleganza della cornice floreale, l'uso del diverso e tenue inchiostro catturano subito l'attenzione; la scrittura a caratteri grandi permette a tutti di leggere bene le qualità del prodotto che andranno poi ad acquistare; intelligenza e semplicità si sono sposati perfettamente. In questo contesto c'è un'altra nota di altissimo valore: il "ritratto" del nostro, allora, bellissimo Paese o Città come preferite chiamarla. Guardatela attentamente, anche con la lente d'ingrandimento. Vedete come poteva competere con le altre città umbre? Ora, non può farlo più. Non è situata su un'altura, costruita a semicerchio e sovrastata dalla maestosa Rocca Flea? Non vi richiama alla mente qualche altra città umbra come Assisi, Spello, Spoleto, Nocera Umbra? Questo solamente per citarne alcune.
E' vero che tutto si è evoluto, ma come mai gli altri hanno seguito una logica nell'espandersi e noi no? Tanto ci sarebbe da dire in merito, ma andremmo "fuori tema". Questo era lo sponsor di ieri: l'immagine sana e pulita della nostra città. Lo sponsor di oggi mostra una donna seminuda che ci dice che questa acqua fa tare tanta "...pì-pì". Sembra che la città non interessi più, ma forse è meglio così, perché se la gente, invogliata, volesse visitare Gualdo Tadino ed andare a bere direttamente l'acqua della Rocchetta dovremmo mostrare una sorgente che non c'è più, prosciugata ed abbandonata; di fatto, con la scusa dell'evento sismico, non è stato più ripristinato quello stupendo angolo di natura che era "la gola della Rocchetta". Se al sindaco Armando Baldassini si attribuiscono errori nel rimaneggiare la città, gli si deve però altrettanto riconoscere che si vantava e si inorgogliva di possedere quest'acqua così preziosa e speciale. Ricordo che ero ancora bambina, quando da Piazzale della Rocca, via Zoccolanti, via S. Marzio a piedi si recava alla Rocchetta a bere l'acqua che sgorgava dalla nuda roccia e gli dava e ci dava la salute e la vita. Di certo, non avrebbe mai fatto una cosa: la "svendita" della sua acqua. Oggi la fonte non c'è più; al suo posto c'è la Rocchetta s.p.a., che regna sovrana. E' costituita da persone a noi sconosciute, che non hanno fatto e non fanno nulla per Gualdo Tadino. In compenso, però, a noi sono rimaste due "cannelle" brutte, povere ed ancor peggio secche (tanto che qualcuno ci ha sfogato sopra la propria rabbia). Nel periodo estivo o di secca, l'acqua scarseggia e l'assessore di turno ci dice che è tutto normale, raccomandando di essere cauti e parsimoniosi nel consumo, ma le centinaia di TIR che ogni giorno escono dalla Rocchetta s.p.a. ...??? Ma quest'acqua e l'ambiente da cui sgorga non erano patrimonio dei gualdesi prima che di altri? Non era nostro sacrosanto diritto fare una passeggiata per bere la nostra acqua e gustare il bellissimo paesaggio naturale, semplice e forte, dolce ed aspro, refrigerante d'estate, cupo e freddo d'inverno, contorto, complesso e contraddittorio perciò bello ed accattivante? In certi periodi dell'anno soprattutto d'inverno, quando tutto intorno regnava il silenzio, una sola voce era in grado di romperlo e si faceva ascoltare con forza: la caduta, il gorgoglio ed il fragore dell'acqua. "Lei", padrona, era lì fresca, limpida e possente a farti compagnia. Non solo la pace, la frescura ed il verde erano bellissimi, ma avremmo visto di buon occhio perfino la cava dalla quale l'Avv. Ferruccio Righi estraeva la pietra. Anche lui, tutti lo ricordiamo, aveva l'azienda Rocchetta, ma era un gualdese verace, nato, radicato e vissuto con la sua famiglia qui e, se Dio gli avesse dato la possibilità di continuare a vivere, tutto ciò che prendeva dalla natura l'avrebbe restituito alla sua città qualificando il luogo ed incrementando ancora posti di lavoro per tante famiglie. Tutto questo non c'è più. Sembra che anche la natura ci abbia voltato le spalle perché è stata violentata, sradicata e portata altrove. Così insieme all'acqua ci è negato anche di godere il bellissimo paesaggio che Dio ci aveva donato, che i nostri padri avevano valorizzato e che gli amministratori ci hanno "rubato". Invece di potenziare, di rivalutare i beni culturali, sociali e soprattutto ambientali l'Amministrazione li ha spazzati via come il lampione, il pontone di pietra, Piazzale S. Margherita, la Monina, la collina di fronte ai Fiammiferi, ha deturpato Valsorda e Colle Mori. Spazzati via in un solo colpo come fa il vento con un tenero, fragile ed indifeso fiore. Invito tutti a riflettere e non rimanere indifferenti di fronte a questo grave stato di cose. Gli amministratori di prima nella loro semplicità non hanno "svenduto" nulla; quelli di oggi che si dichiarano più bravi, più colti, più evoluti lo hanno fatto!!! E' la notte della ragione! Olga Fioriti
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