L'ECO del Serrasanta

 

N. 5 - 10 marzo 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Letture

PAGINE DI STORIA GUALDESE

La Congregazione del Corpo di Cristo

di Piero Vergari


Dibattito e polemiche più o meno recenti della vita pubblica a Gualdo Tadino si incentrano su questioni che possono apparire anacronistiche al grande pubblico: Confraternita della Trinità e proprietà della chiesa di San Francesco.

È l'ultima espressione dello stretto legame fra "sacro e profano" che ha segnato attraverso la storia la realtà di Gualdo Tadino, città nella quale il Guerrieri ha documentato l'esistenza di ben 122 chiese e varie Confraternite e che in passato è stata anche centro vivo di spiritualità: ne diamo documentazione con un articolo di Piero Vergari sulla congregazione monastica del Corpo di Cristo, costituita a Gualdo Tadino nel XIII secolo.

L'origine della solennità del Corpus Domini si deve ricercare nel nuovo e intenso orientamento dei teologi e della pietà popolare, verso l’Eucarestia nel sec. XII, in reazione alle dottrine di Berengario di Tours, circa la presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucarestia.

La festa del Corpus Domini fu istituita, dopo a1terne vicende nella diocesi di Liegi in Belgio nel 1247. Urbano IV, arcidiacono di Liegi, impressionato dal miracolo di Bolsena, il cui corporale, macchiato di sangue, fu portato processionalmente in Orvieto il 19 giugno 1264, estese la festa a tutta la Chiesa con la Bolla "Transiturus" dell'8 settembre, fissandola al giovedì dopo l'ottava di Pentecoste.

In questo clima di fervore per l’Eucaristia per onorarla con preghiere proprie, nel 1264 S. Tommaso d'Aquino, ha composto l'ufficiatura di una profondità teologica e devozionale ammirabile e, dopo qualche anno, per diffondere tra il popolo la devozione alla Santissima Eucarestia, è sorta in Gualdo Tadino la Congregazione monastica benedettina del Corpo di Cristo. Istitutore della nuova congregazione fu il venerabile Andrea di Paolo, della famiglia dei marchesi di Tor d’Andrea nel territorio di Assisi che, secondo quanto ha tramandato la tradizione, da sacerdote diocesano si fece monaco benedettino nell’Abbazia di San Benedetto di Gualdo Tadino e con alcuni compagni, lasciato il monastero, fondò fuori delle mura della città la Congregazione del Corpo di Cristo, seguendo la regola di S. Benedetto, come aveva fatto fino allora.

Nel 1328 il beato Alessandro Vincioli (1327-1363), vescovo di Nocera, cui fin dal sec, X apparteneva anche Gualdo Tadino, dopo che l’antica diocesi di Tadino era scomparsa, approvò la nuova Congregazione che ebbe conferma pontificia dal papa Gregorio XI con breve dato in Anagni il 5 luglio 1377. La Congregazione del Corpo di Cristo ebbe vita per quasi trecento anni e si diffuse nell’Umbria e nelle Marche con una ventina di monasteri, i cui monaci officiavano oltre 30 chiese. In Foligno c’è stata anche una comunità femminile di clausura, nel monastero di Santa Maria di Betlem che era guidata e viveva la stessa spiritualità dei monaci del Corpo di Cristo.

I monaci erano chiamati Corpocristiani, monaci bianchi del Santissimo Sacramento, fratelli dell’ufficio del Santissimo Sacramento. Vestivano un abito bianco con larghi e lunghi cappucci e di loro è restata qualche raffigurazione nelle pitture quattrocentesche nella chiesa abbaziale di Santa Maria in Campis presso Foligno. Nelle loro chiese, festeggiavano solennemente la feste del Corpus Domini e tutta l’ottava; avevano il privilegio di portare il Santissimo Sacramento nelle processioni e curavano con particolare devozione gli altari dove si conservava l’Eucarestia, stimolavano i fedeli a ricevere l’Eucarestia con frequenza, pubblicavano spesso le indulgenze di Urbano V e Martino V che riguardavano l’Eucarestia e nelle loro chiese avevano una speciale cappella dove custodivano il Santissimo Sacramento, promovevano inoltre la costituzione tra i laici delle Confraternite del Santissimo Sacramento per diffondere il culto verso l’Eucarestia. Lo stemma della Congregazione era un calice sormontato da un ostia sorretto da due angeli adoranti; un bel esemplare di questo, di grandi dimensioni, si trova ancora nella cappella sinistra, vicino al presbiterio nella chiesa di Santa Maria in Campis a Foligno e un altro nella stessa chiesa, su un architrave della porta che conduce in sacrestia.

La sede dell’abate generale agli inizi era nel monastero del Corpo di Cristo in Gualdo, ma poi a causa delle guerre, rovinato l’edificio la sede fu trasferita in Foligno, nel monastero di Santa Maria in Campis nel 1393, poiché venti anni prima la suddetta chiesa con le attigue abitazioni, era stata data ai monaci del Corpo di Cristo con grande solennità alla presenza del vescovo di Foligno e dei signori del luogo, la potente famiglia Trinci al completo. I monaci del Corpo di Cristo hanno avuto quattro monasteri nella diocesi di Nocera, sei in quella di Camerino, tre nella diocesi di Perugia, quattro in quella di Todi, uno nella diocesi di Gubbio e tre in quella di Foligno.

Nella metà del 500 per più motivi, i monaci erano ridotti di numero e i pontefici decretarono la fusione con una Congregazione benedettina più consistente e si pensò alla Congregazione Olivetana. Per mezzo del cardinale protettore, sia dei Corpocristiani che degli Olivetani il cardinale Antonio Carafa, Gregorio XIII in data 1° marzo 1582 emanava la bolla di fusione delle due Congregazioni, restando abate a vita di S. Maria in Campis l'ultimo generale dei monaci del Corpo di Cristo Giovanni Battista Vallati da Foligno e il 24 aprile dello stesso anno 1582, Pio Nuti da Siena prendeva possesso della Congregazione e dei monasteri del Corpo di Cristo aggregandoli alla sua Congregazione. Fu posta anche la clausola che in S. Maria in Campis dovesse essere abate sempre un monaco della Congregazione del Corpo di Cristo, un diritto estintosi con la morte dell'ultimo monaco che fu Tommaso di Bastiano di Sterpete da Foligno, che morì nel 1640.

Non sono state trovate ancora copie delle costituzioni che erano osservate dai monaci del Corpo di Cristo, resta di loro un vivo ricordo negli stupendi affreschi che ornano la chiesa di S. Maria in Campis, opera di Nicolò Alunno, il famoso pittore folignate di cui si conservano i grandiosi polittici di Gualdo Tadino e di Nocera Umbra, di Pierantonio Mesastris di Foligno e altri pittori di scuola umbra. In Gualdo Tadino invece si conserva una preziosa pala di altare di Sano di Pietro (1406-1481) senese che era nel monastero dei monaci del Corpo di Cristo dedicato ai santi Gervasio e Protasio in Capo d'Acqua. Dipinta nel 1474, rappresenta l'incoronazione della Vergine Maria circondata da angeli mentre la guardano due figure di santi, che la tradizione antica diceva il venerabile Andrea di Paolo fondatore della Congregazione del Corpo di Cristo e il beato Angelo da Gualdo, mentre la critica recente vede nei due santi S. Girolamo e il beato Giovanni Colombini da Siena fondatore dei Gesuiti.

 

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