L'ECO del Serrasanta

 

N. 4 - 24 febbraio 2002

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La posta

 

La lunga storia di Fonte Gramaccia


Il sottoscritto Eriberto Polidoro si vede costretto ancora una volta, come per la vicenda dei beni dell'Ospedale Calai, a rimettere in fila le cose dall'inizio.

Siamo nel 1990,a pochi mesi dal "golpe" del 9 agosto 1989, che vide parte della D.C. rimettere in sella il PCI, con la conseguenza che da allora il Sindaco, tranne qualche incolore periodo di personaggi in "cerca d'autore", è stato sempre Pinacoli, targato PCI.

Al sottoscritto ed altri consiglieri di opposizione, non sfuggì, nel 1990, che in località Fonte Gramaccia si stava perpretando un attacco sconsiderato all'ambiente, passando il tutto sotto risanamento agrario

Una ditta locale, anziché attenersi alle prescrizioni di questo risanamento agrario, che prescrive la possibilità di asportare breccia fino a m. 4, era arrivata oltre gli 8 metri (il tutto misurato con tanto di fettuccia e foto).

Inoltre successivamente, una volta proceduto al riempimento di quello che era diventata una cava a cielo aperto, affiorarono materiali non certo in linea con le regole di detto risanamento, ma sembrava piuttosto più una discarica di elettrodomestici, materazzi, reti da letto, televisori ecc, forse opera anche di abusivi, vista la scarsità della recinzione.

A quel punto il sottoscritto e solo il sottoscritto, con il coraggio delle proprie azioni, prese carta e penna e con tanto di documentazione fotografica inviò un esposto-denuncia al Ministero dell1Ambiente, alla Procura della Repubblica di Perugia e all'assessorato all'Ambiente della Regione Umbria.

Tutto tacque, anche gli organi di stampa, le associazioni che si richiamano alla tutela dell'ambiente restarono muti ed ancora una volta passai per il solito consigliere di minoranza che alza la polvere.

Alla fine del 1999 e nel febbraio 2000, dietro la sollecitazioni di proprietari dei terreni limitrofi, la stampa dà la notizia "bomba" che i pozzi artesiani di Fonte Gramaccia sono inquinati da sostanze ferrose e forse da altre più pericolose per la salute.

La situazione, già forse compromessa nel 1990, si era nel corso degli anni aggravata con altri "risanamenti" (eufemismo) agrari, forse ben più pericolosi per le modalità e per il materiale riversato nella "cava".

Nel frattempo i proprietari dei terreni di Fonte Gramaccia (zona dell'attuale stabilimento Rocchetta) hanno seguitato per anni a coltivarli, ad irrigare orti a pieno campo, sempre rassicurati, come allora, dagli amministratori comunali che nel frattempo a vario titolo sono stati coinvolti al problema.

E' voce di questi giorni che le autorità giudiziarie, coadiuvate dal Corpo Forestale, siano tornate sul problema e l'inquinamento di Fonte Cramaccia è ritornato di estrema attualità per "avvisi" di cui tutti parlano, ma che sono a tutt'oggi da catalogare tra i "si dice".

Un dato è certo: la zona resta inquinata e questo non fa onore a chi, benché "avvisato", allora non ha fatto nulla (se ben ricordo una semplice ammenda alla ditta che operava), a chi ha permesso tale inquinamento nonostante proclami ad effetto sul rispetto dell'Ambiente, a chi sta rendendo la nostra città un richiamo per giornalisti in cerca di scoop, di cui Gualdo ne farebbe volentieri a meno.

Eriberto Polidoro,

consigliere comunale del Rosone

 


PS - precedenti articoli su Fonte Gramaccia si possono trovare su L'ECO del Serrasanta n. 3 del 13.02.2000, n. 4 del 27.02.2000 e n. 24 del 17-12-2000.

 

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