L'ECO del Serrasanta

 

N. 4 - 24 febbraio 2002

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Attualità

CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (28)

Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia

Un comitato a favore delle energie alternative

Cosa c'è di più pulito del vento e del sole per produrre energia?


06unac.jpg (6329 byte)Il Comitato - In genere vengono organizzati dei comitati di cittadini per protestare contro qualcosa o qualcuno, per rivendicare i propri diritti nei confronti di abusi ed ingiustizie; singolare è che in questa occasione il comitato sia stato creato a favore e per migliorare l’informazione, in materia di fonti energetiche rinnovabili, l’alternativa ai combustibili fossili.La presentazione del comitato a favore dell’"energia pulita" è avvenuta lo scorso 2 febbraio in una sala del palazzo provinciale a Perugia, promotori dell’iniziativa Remo Granocchia in rappresentanza di una parte dei Verdi, Gianfranco Angeloni (ex presidente di Legambiente Umbria) e l’Ing. Petesse del Comune di Foligno. Sul banco degli imputati i combustibili fossili, responsabili dell’effetto serra e dell’inquinamento urbano.

Direte voi, ma c’era bisogno di un comitato per spiegare alla gente, che il rimedio per rendere l’aria più respirabile, le città meno inquinate e ridurre l’effetto serra, esiste già! Sembra proprio di si. I motivi sono diversi, senza scendere troppo nel particolare, possiamo dire che a livello internazionale gli interessi economici dei gruppi petroliferi sono talmente ben radicati, che ci vorranno ancora molti incontri successivi al protocollo di Kyoto e soprattutto diverse catastrofi climatiche, prima che si faccia marcia indietro sull’oro nero. L’abbattimento delle emissioni dei gas serra e gli investimenti sulle fonti energetiche rinnovabili vanno entrambi al rallentatore.

La situazione - A livello locale, regna la disinformazione e soprattutto manca un concreto piano energetico regionale, che detti le regole e faccia una precisa analisi, di quello che è il fabbisogno energetico e le varie possibilità per soddisfarlo, tra le quali le fonti energetiche non inquinanti.

Le nostre case sono piene di elettrodomestici, le nostre automobili assettate di combustibile, tutti noi viviamo di energia, per produrre calore, illuminare, per spostarci… nessuno di noi però fa caso a quanto inquiniamo. Molto direi, anzi troppo ed è l’uomo stesso la prima vittima: lo smog sta portando ad un incremento delle malattie polmonari, i mutamenti climatici stanno modificando non solo i cicli naturali legati all’atmosfera, ma soprattutto il nostro modo di vivere. Siccità ed eventi meteorologici estremi, non sono più delle ipotesi, ma delle tristi realtà.

La polemica - L’Italia dei cento partiti non poteva non distinguersi anche in questo caso e mentre in Spagna, Olanda, Danimarca e Germania si costruiscono parchi eolici, si inaugurano interi comuni solarizzati, si realizzano villaggi ecologici e la sostenibilità non è solo il pretesto per fare chiacchiere e convegni, ma un saldo principio, su cui impostare lo sviluppo economico di intere regioni, da noi regna l’incertezza, nascono comitati per impedire la diffusione dell’energia eolica e a favore del paesaggio… francamente dal mio punto vista, vedere alcuni ambientalisti, o presunti tali e cittadini, impegnati alla lotta contro centrali a biomasse e generatori eolici, mi sembra alquanto insensato e frutto di strumentalizzazioni. Non possiamo consegnare alle generazioni future una terra piena di discariche e con l’aria densa di idrocarburi!

In genere, le principali motivazioni dei comitati contro la diffusione dell’eolico, sono riassumibili in cinque punti: l’impatto paesaggistico dei generatori, gli sbancamenti e le opere infrastrutturali per realizzazione, l’interferenza per la avifauna, l’inquinamento acustico, i liquidi lubrificanti dei generatori ed infine perché i pali sono brutti a vedersi!

A difesa dell’eolico - Francamente sull’ultimo punto mi viene da sorridere, il giudizio che si dà ad un oggetto dovrebbe essere strettamente pertinente alla sua funzione, è come rifiutare di mangiare una bistecca perché è brutta, semmai dovremmo preoccuparci, che sia certificata la sua provenienza e che all’interno insieme ai grassi e alle proteine non ci siano antibiotici o peggio ancora…

L’impatto paesaggistico è una bella favola, nel senso che se dal dopoguerra ad oggi, per ogni opera pubblica o privata, si fosse fatto ricorso alla valutazioni di impatto ambientale e di tutela del paesaggio, nel vero senso del termine, ora avremmo un paese meraviglioso, in perfetta sintonia con la natura, un paradiso terrestre… invece siamo un paese del sole offuscato dallo smog, del mare inquinato e del cemento!

D’altronde non si può pensare di vivere senza strade, autostrade, ferrovie, dighe, palazzi, cave, centrali elettriche, ripetitori e quant’altro necessario al progresso e al benessere della civiltà. Si può però fare in modo di costruire e modificare l’ambiente in maniera sostenibile, senza cioè erodere il terreno a dismisura, distruggere le foreste, inquinare suolo, aria e acqua.

Prima di dire che un parco eolico può essere impattante per l’ambiente, vi inviterei a vistare una delle tante, troppe, cave che stanno erodendo le nostre montagne, dei segni irreversibili, orribili, a due passi da casa nostra, ma per questo nessuno protesta. A differenza di una cava, un parco eolico può essere reversibile e quando la tecnologia dei generatori odierni sarà obsoleta, si smontano e si rimuovono totalmente, inoltre da non sottovalutare la produzione di energia con zero emissioni inquinanti.

La problematica degli sbancamenti e delle opere infrastrutturali è invece reale, se riferita al nostro contesto morfologico. Un parco eolico, per essere efficiente nella nostra regione, deve necessariamente essere ubicato sui rilievi montuosi, in crinale o in prossimità di esso e l’installazione di un generatore eolico, necessita almeno di una strada di accesso. Per impedire eccessivi sbancamenti sarà sufficiente che nella scelta dei siti, oltre ai parametri di ventosità, si tenga in considerazione la presenza di strade di accesso.

L’inquinamento acustico è una falsità, i generatori di ultima generazione fanno meno rumore del vento stesso e per quanto riguarda l’avifauna, direi che se fossi un uccello mi preoccuperei molto di più di una doppietta o dei campi zeppi di pesticidi e diserbanti… i liquidi lubrificanti potrebbero essere di origine vegetale e non sintetici e quindi scongiurare un inquinamento dovuto a perdite e guasti… molto di meno di quanto può inquinare una sola petroliera nei suoi spostamenti e lavaggi in mare aperto ...

Il mio amore per le montagne e per la natura, mi suggerisce comunque di andarci cauto, l’installazione di parchi eolici non deve divenire una corsa ad Eldorado, ci devono essere dei criteri rigidi di assegnazione e di scelta dei siti e soprattutto dei benefici, per chi, Amministrazioni e cittadini, decidono di rinunciare ad un pezzetto di natura, per avere energia pulita nelle proprie case.

(Nel prossimo articolo capiremo quanto rende in termini energetici e in benefici, anche in termini occupazionali, un parco eolico e scopriremo che esistono molte altre soluzioni energetiche, a basse emissioni di inquinanti).

 

 

Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.

Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.

 

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