L'ECO del Serrasanta

 

N. 4 - 24 febbraio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Letture

 

Il valore culturale dell'Aula del Consiglio comunale


La riapertura al pubblico dell’aula consiliare del Palazzo Comunale, dopo i recenti lavori di restauro seguiti al terremoto, ha restituito alla pubblica fruibilità una struttura di innegabile valore culturale. L’eliminazione del pesante drappeggio collocato a suo tempo dal tappezziere Testa di Foligno, testimone attraverso gli anni di tante vicende non sempre riferite e riferibili, è possibile apprezzare in tutta la sua luminosità la serie pittorica con cui è stata affrescata la volta dell’aula stessa, nell’ormai lontano 1908 dal pittore eugubino Clodoviro Menichetti, e che può essere considerata a ragione un autentico condensato della storia cittadina e porta ad un’alta considerazione nei confronti della classe politica che commissionò l’opera al pittore e di chi ne fu ispiratore e ideatore.

Astenendoci da valutazione di carattere estetico del complesso decorativo, ci limitiamo a farne una dettagliata illustrazione di carattere descrittivo dei molti soggetti che la caratterizzano.

La parte centrale della volta, da cui cala il lampadario, è occupata dallo stemma del Comune, alla sinistra da una riproduzione del laboratorio del pittore Matteo da Gualdo, mentre sulla parte opposta si può ammirare una composizione fantastica della Battaglia di Tagina, sullo sfondo della gola della Rocchetta. I lati piccoli della calotta sono occupati invece da due figure allegoriche ispirate una alla ricchezza dell’agricoltura e l’altra alla produzione della ceramica.

In circolo, lungo i lati e alla base della volta, sono collocati dieci medaglioni con la riproduzione delle immagini di altrettanti concittadini illustri e legati alla storia della città.

Andrea di Pietro, di Gionta dei Bensi, dottore in legge vissuto nel XIV secolo, vescovo di Sion (Svizzera) e cittadino onorario di Perugia, vescovo-diplomatico che ebbe rapporti per conto dello Stato Pontificio con il re Tvarko di Bosnia e con il re Sigismondo di Ungheria nelle delicatissime posizioni che essi occupavano nel periodo delle guerre dell’Europa cristiana contro i Turchi.

Francesco Tromba, insieme al fratello Gerolamo, antesignano dell’arte tipografica, singolare figura di poeta e stampatore, vissuto nel XV secolo, ed autore di vari poemi cavallereschi (Trabisonda, Rinaldo Furioso, La Dagha de Orlando Innamorato), antecedenti o coevi alle più note opere dell’Ariosto, del Pulci e del Tasso.

Matteo di Pietro di ser Bernardo, pittore del XV secolo conosciuto come Matteo da Gualdo, le cui opere oltre ad essere disseminate in tutte le chiese del territorio, hanno raggiunto anche i musei di Boston e di Baltimora (USA).

Giandiletto Durante, insigne giurista vissuto nel XV secolo ed autore dell’importante trattato "Cautela Gualdense".

Castore Durante, figlio del precedente e vissuto nel XVI secolo, protomedico di Sisto V e dello Stato Pontificio, medico, naturalista ed autore di numerosi trattati fra cui l’Herbario novo ed il Tesoro della sanità.

Monina da Gualdo, pseudonimo di Francesco Biagioli, un produttore di maiolica che ha operato a Gualdo Tadino fra il XVI ed il XVII secolo, contribuendo all’affermazione della ceramica gualdese.

Nicolò Morone, insigne giurista del XVI secolo che ricoprì vari incarichi nello Stato Pontificio e autore del trattato De fide, Tregua et pace.

Porfirio Feliciani, vissuto nel XVI secolo; uomo di eccezionale ingegno e di cultura versatile, segretario dello Stato Pontificio, autore di un ricco epistolario di 9000 pagine attinenti in massima parte al suo alto incarico.

Francesco Calai, figura di primo piano nel periodo napoleonico che nel 1811 fra i fondatori del primo circolo massonico di Perugia, esecutore di importanti incarichi per conto del Comune.

Roberto Calai, Vescovo, figlio del precedente, autore di grandi iniziative filantropiche a favore della città, come la fondazione dell’Istituto Salesiano e l’Ospedale che reca il suo nome.

 

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