L'ECO del Serrasanta

 

N. 4 - 24 febbraio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Letture

VIAGGIANDO VIAGGIANDO

Amitav Ghosh, "Il Palazzo degli specchi"

ed. Einaudi, Torino, 2001

 


07amitav.jpg (9770 byte)Romanzo storico in cui le vicende individuali si intrecciano con le grandi vicende della storia, dove uomini e guerre convivono, influenzandosi a vicenda.

Il romanzo è ambientato in Birmania, in un periodo che abbraccia un centinaio di anni, dalla fine della monarchia Birmana ed il successivo insediamento dei coloni inglesi, fino a circa un decennio fa, quando grandi cambiamenti investono la Birmania, devastata da guerre civili. Il racconto si apre con il frastuono inquietante dei cannoni inglesi che invadono la pianura birmana per correre, attraverso i mercati e le strette vie della città di Mandalay, fino al palazzo reale. Sono eserciti di soldati indiani, che si sono venduti per pochi soldi e per un fittizio sogno di libertà, al nemico, e che, armati delle più potenti e moderne armi, riescono a ridurre allo stremo, in pochi giorni, i loro stessi fratelli, uno sparuto esercito di birmani, costretti ad una resa frettolosa. Così, mentre una folla di soldati miseri nell'aspetto e nello spirito, invade le magnifiche sale del palazzo, la giovane coppia regale è costretta a fuggire, insieme ad un piccolo gruppo di servi e bambinaie. Tra queste c'è la bellissima Dolly, il cui aspetto straordinario fa innamorare un giovane orfano indiano, un garzone che era presente in strada al momento della fuga dei reali. Dalla loro unione e dalle loro vicende nasce tutto l'intreccio narrativo del romanzo.

Non voglio scoprire ulteriormente la bellezza del libro, che incanta per la magnifica poesia che accompagna le storie di uomini e donne, i loro viaggi attraverso l'India e poi fuori dal continente asiatico, viaggi di fuga e di passione. Poesia nelle descrizioni, a volte drammatiche, dei paesaggi in movimento, di uomini ed animali costretti a fuggire o a muoversi in nome della libertà, quella falsa libertà di cui a volte gli spietati colonizzatori si sono spesso vantati. Autore superbo di "Linee d'ombra", Amitav Ghosh, scrittore indiano che vive ormai stabilmente negli Stati Uniti e che ha scelto la lingua inglese come lingua veicolare d'eccellenza, si è rifiutato di partecipare con questo libro, ad uno dei premi letterari più noti in lingua Inglese, il Commonwealth Prize, che raccoglie autori che scrivono in Inglese, nati o vissuti in quei paesi un tempo facenti parte dell'Impero, ma che esclude allo stesso tempo la letteratura che in quei paesi si scrive usando le lingue locali.

 

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario