L'ECO del Serrasanta

 

N. 4 - 24 febbraio 2002

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Amministrazione

TERREMOTO FASCIA E

Chi decide chi?

Situazione di stallo per le centinaia di domande presentate in Comune

di Riccardo Serroni


Circa 500 pratiche accumulate negli uffici-terremoto del comune di Gualdo Tadino ed altre centinaia negli uffici dei comuni di Nocera Umbra, Assisi, Foligno ... immobilizzate da una situazione di stallo. Sono le domande per il contributo del terremoto delle fasce prioritarie e, f, f0, f1 ed f2 presentate in base all'ordinanza dell'ottobre scorso entro il 16 gennaio. I progetti relativi dovranno essere presentati entro la metà di maggio. L'ordinanza prevede il finanziamento dei danni significativi riconosciuti secondo alcuni parametri: il 30% delle lesioni sui maschi murari, concentrate anche su un unico piano, lesioni superiori a 3mm sui solai, ecc. Contrariamente alla legge 61 e 31, che riguardavano edifici con ordinanze di sgombero, l'ammissibilità o meno al contributo non è, quindi, segnata, da uno spartiacque ben preciso. Entra in gioco anche una certa soggettività di giudizio. Per questo la Regione ha previsto che i proprietari interessati potevano presentare ai comuni di appartenenza una documentazione (rilevazione fotografica, un rilievo dello stato attuale con l'indicazione dei danni subiti dall'edificio ed una scheda tecnica di accompagnamento) per chiedere una verifica preventiva del danno segnalato. I comuni dovrebbero, poi, effettuare i sopralluoghi e dare una risposta di ammissibilità o meno al contributo entro la metà di questo mese. Risposta che, però, sembra non siano in grado di dare per due ordini di motivi: non hanno una struttura adeguata per effettuare le centinaia di rilievi e non intendono assumersi la responsabilità del giudizio. Responsabilità che vorrebbero demandare ai tecnici progettisti, i quali, però, rispondono picche:

"Perché - dicono - dovremmo essere noi ad esprimere una valutazione soggettiva magari correndo il rischio di essere accusati di dichiarazioni false nel caso in cui gli organi istituzionali non riconoscessero poi la significatività del danno da noi accertato; se, poi, presentassimo un progetto non riconosciuto ammissibile, chi pagherebbe il progetto? Sarebbe il cittadino che avrebbe così un danno doppio: sarebbe costretto a pagare il progetto per un contributo che non arriverà mai. Inoltre - dicono ancora - perché dovremmo essere noi a prenderci certe responsabilità quando la legge specifica in modo inequivocabile che sono i comuni a dover fare i sopralluoghi o comunque dare una risposta in base alle documentazioni presentate?"

Un incontro dei tecnici ed amministratori dei comuni interessati con la Commissione Tecnico Scientifica della Regione, avvenuto a Terni, non ha sciolto il dilemma ed ha lasciato le cose come stanno. Ed i cittadini sono in ansia perché stando così le cose non saranno mai in grado di presentare i progetti entro la data stabilita, con il rischio di perdere anche la possibilità di avere il contributo al quale potrebbero aver diritto.


Riccardo Serroni può essere contattato all'indirizzo E-mail riccardoserroni@protadino.it.

 

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