L'ECO Sport

 

N. 3 - 10 febbraio 2002

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Sport

CALCIO C2

Il punto

 

di Roberto Casaglia

 


Resurrezione o fuoco di paglia? Il Gualdo quest'anno ha illuso molte volte tutti, quindi la netta vittoria sul Faenza va presa con le classiche molle. Il successo era necessario come non mai, trovandosi i biancorossi in piena crisi di identità dopo le tre sconfitte subite nelle prime quattro gare del girone di ritorno. E non a caso Giorgini, al termine dell'incontro con i modesti romagnoli, era visibilmente soddisfatto, perché questi tre punti sono arrivati al momento giusto per restituire morale ad una squadra molto abbacchiata. Soprattutto sono ritornati al gol Balducci (al suo primo centro stagionale) e Innocenti, iniezioni di fiducia a due giocatori che potrebbero rivelarsi determinanti per il prosieguo del cammino dei biancorossi.

Adesso bisogna dare continuità ai risultati e la doppia difficile trasferta a Trento e Mestre saprà dirci se questa squadra può ancora coltivare delle seppur remote ambizioni o dovrà rimanere a galleggiare nell'anonimato della classifica. Giorgini, comunque, sta cominciando a inculcare il proprio credo ai suoi uomini. Domenica scorsa si è visto qualche cambiamento, come Spagnolli giocare largo sulla sinistra e fare addirittura l'esterno di centrocampo nello schieramento difensivo, e un Balducci restituito al suo ruolo preferito di trequartista a ridosso delle punte, lasciato libero di inventare senza essere costretto continuamente a compiti di marcatura. Inoltre abbiamo riscoperto il Bellagamba della Coppa Italia. Questo ragazzo era stato tenuto da Donati per lungo tempo in naftalina. Giorgini gli ha ridato fiducia e l'ex centrocampista della Vigor Senigallia lo ha ripagato con due assist illuminanti in occasione del terzo e quarto gol.

L'ultimo pensiero è d'obbligo per Zoran Luzi. Il capitano ha lasciato Gualdo dopo undici indimenticabili anni che lo hanno visto protagonista in 301 partite e lo ha fatto nel suo stile: in silenzio. Forse sulla sua decisione di andare al Giulianova hanno pesato anche alcuni aspetti esterni al terreno di gioco, come alcune voci di corridoio che lo consideravano uno degli artefici del licenziamento di Donati. Zoran è un ragazzo sensibile e questo, dopo tutto quello che ha dato al Gualdo, probabilmente non è riuscito a mandarlo giù. Rimarrà poi anche il fatto che il capitano non ha ricevuto nessun riconoscimento per le sue 300 presenze in biancorosso, traguardo mai raggiunto da nessuno in passato, che lo collocano di diritto negli annali del calcio gualdese. Certo, il clima era alquanto avvelenato, ma la storia non si può cancellare per un paio di partite storte.

 

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