L'ECO di Fossato di Vico |
|
Fossato di Vico |
IL CONSIGLIO DELEGA IL SINDACO E LA GIUNTA A FARSI PORTAVOCE Fuori dal parco del Monte Cucco di Ottavio Giombetti La delibera 57 del 21.12.01 "Comunicazioni in merito alla proposta regionale sul regolamento del Parco: iniziative a tutela dei cittadini" è partita. A riceverla sono stati il presidente del Parco Emilio Bellucci e la Regione dellUmbria. La volontà è chiara: a queste condizioni il comune di Fossato di Vico non è più disposto a stare nel Parco del Montecucco. Le modifiche della Regione al Regolamento adottato dal Consorzio del Parco dopo la dovuta fase di partecipazione (questa volta anche partecipata) sono state la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso; per lo più un pretesto per dire basta ad una situazione "equivoca" - è definita nella delibera -, che si è generata con la partecipazione del comune di Fossato di Vico al consorzio obbligatorio del Parco del Monte Cucco. Una partecipazione voluta, dopo molti contrasti in fase di partecipazione, per esprimere la volontà di valorizzazione naturalistica del comune, ma che via via ha assunto sempre di più i connotati di una gabbia di vincoli, senza alcun vantaggio, che inibiscono pesantemente potenzialità di sviluppo economico e ne impediscono la crescita delle attività produttive. Tale situazione genera un uso limitato del territorio e delle sue risorse, creando intralci e difficoltà in particolare nella realizzazione della ben avviata area industriale e delle infrastrutture viarie, per le quali Fossato si sta caratterizzando ed imponendo come uno dei più bei fenomeni di sviluppo dellUmbria nelle aree marginali. Queste valutazioni hanno messo daccordo la maggioranza e più timidamente la minoranza che si è astenuta, con una unanimità mai raggiunta finora. E vero che alla seduta non ha partecipato il capogruppo di minoranza, fautore e protagonista della partecipazione di Fossato al Parco, ma questa sua assenza si può anche interpretare come un disimpegno alla discussione. Il teorema del sindaco Monacelli è stato così formulato: se la Regione dellUmbria modifica in senso restrittivo il regolamento, adeguandolo alla normativa nazionale dei parchi e già il regolamento approvato dal Parco non aveva tenuto in considerazione le osservazioni del consiglio comunale, la posizione del comune di Fossato è incompatibile con la partecipazione al Parco. Questo anche se finora la maggioranza di centro-destra non aveva avversato pienamente il Parco, facendo suo il piano dellarea naturale protetta ed il piano economico sociale, pur inserendo proprie proposte. Tuttavia negli ultimi tempi, soprattutto dopo le difficoltà riscontrate nell'insediamento di alcune aziende per motivi di compatibilità ambientale questa posizione è cambiata ed ha dato luogo all'attuale clamorosa iniziativa. In effetti le attività e la tipologia di una zona industriale pongono forti problemi di compatibilità con lo spirito di conservazione e tutela tipico di un'area protetta. Di qui la scelta. Una scelta non operata a toni forzati, perché se è vero che una parte del territorio comunale, che ruota intorno alla zona industriale genera problemi di forte impatto, tutta la zona montana ed agricola del comparto relativo al S.I.C. (sito di interesse comunitario) del Vetorno, in prospettiva potrebbe trarre benefici e sviluppo dallaggregazione al Parco. Comunque una scelta giusta per gli interessi e per lo sviluppo del comune; credo però non definitiva. E Siamo alle solite considerazioni sulla posizione geografica di cerniera del comune di Fossato di Vico; e se è vero che la parte più considerevole è attratta perentoriamente dalla piana gualdese e dal suo sviluppo artigianale ed industriale e dalle pulsioni centrifughe verso le Marche ed il Perugino, laltra parte, pur significativa, ha tutte le caratteristiche del territorio e della cultura delle popolazioni rurali e montane, che ci hanno tramandato la nostra tradizione delle zone interne dellUmbria. Per cui sarebbe bene arrivare ad una mediazione che affrachi il territorio a maggior indice di sviluppo dalle pastoie del Parco e che mitighi i vincoli nella restante parte seppur marginale al nucleo centrale del Parco. Questa posizione è tutta nella storia del Parco del Monte Cucco. Infatti nella prima individuazione territoriale del PUT dell83 larea destinata a Parco si fermava a Sigillo; successivamente con la proposta della Giunta Regionale dell86 veniva ampliata fino al tratto dismesso dellex SS 76, tanto per intenderci al Valico; infine con la legge n. 9/95 veniva incluso anche il centro storico e veniva estesa a tutto il comune larea contigua. E proprio questultima è stata la causa principale del precipitare degli eventi. Inserita nel Parco a seguito di un accordo tra la Regione e le associazioni venatorie per consentire la caccia ai soli residenti, onde risarcirli dal divieto assoluto nellarea Parco, ritenendola innocua e senza effetti, larea contigua ha assunto una veste analoga al Parco, quando successivamente con delibera della Giunta Regionale n. 3827 del 17.06.1997 è stata considerata parte integrante e dunque soggetta a tutti i vincoli dellarea protetta. Queste sono le premesse e le motivazioni reali della presa di posizione del comune di Fossato. Ora si attendono gli sviluppi e gli effetti. Staremo a vedere.
|