L'ECO del Serrasanta |
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Meteorologia |
CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (27)
Rubrica meteorologica a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia Un gennaio schizofrenico Dallanalisi dei dati relativi al mese di gennaio, possiamo fare delle interessantissime osservazioni. La prima è che, dal punto di vista termico, il mese è apparso nettamente diviso in due parti: i primi venti giorni decisamente freddi, mentre gli ultimi dieci decisamente miti. Se analizziamo i dati della tabella a sinistra, possiamo, anzi, dire che si è trattato di un gennaio praticamente schizofrenico, con tre distinte personalità. Nella prima decade, almeno per ciò che riguarda Palazzo Mancinelli - dove ovviamente le temperature minime sono più basse - i dati sono pari alle medie di gennaio di una città come Bolzano (-5 di minima e + 6 di massima); la seconda decade ha le sembianze di Novara (-4 di minima e +6 di massima), mentre lultima è quasi sui livelli di Roma (+3, +11). Insomma: si è decisamente cambiato dabito. Se non fosse stato per lultima decade, che ha tirato su le medie, questo gennaio sarebbe stato il più freddo da almeno un secolo: penso che memoria duomo non ricordi a Gualdo ben 20 giorni di fila con gelate e temperature minime ben sotto lo zero. In effetti, contro i 4,3°C della norma, questo mese è stato solo di poco più freddo (3,0°C). Anche lo scorso dicembre lo ha battuto coi suoi 2,8°C, meritandosi tutti gli asterischi della statistica. Decisamente notevole anche la differenza di temperatura minima fra Gualdo centro e il sottostante piano: ben 3°C in media. Come a dire: uninversione termica da brivido! Se cè, invece, un aspetto davvero memorabile e, forse, drammatico, questo è sicuramente un altro: la siccità. Gennaio è stato un mese arido, con soli 8,5 mm di pioggia cumulata, contro gli oltre 90 della norma. In due parole: una siccità più che estiva, visto che neppure in estate piove così poco. E ce ne possiamo ben accorgere solo osservando i campi di grano già precocemente ingialliti senza neppure svilupparsi. In altri tempi, tre o quattro secoli fa, sarebbe stata una catastrofe, con carestie, fame, epidemie e milioni di morti. Oggi, ce la caveremo solamente con un netto tracollo del settore agricolo, ma le conseguenze a livello ambientale potrebbero essere gravi: le piogge abbondanti e torrenziali che sicuramente inonderanno lItalia a febbraio serviranno a poco o a nulla e il disavanzo nellalimentazione delle falde potrebbe creare problemi di penuria dacqua persino a Gualdo, tradizionalmente ricchissima di sorgenti. Tale siccità a gennaio, infatti, arriva dopo un autunno stranamente poco piovoso e lautunno è la stagione più piovosa a Gualdo Tadino. Ricordiamo il mese di ottobre 2001, in cui non sono caduti che modesti 16 mm di pioggia. Praticamente nulla. Ad aggravare la siccità, ha contribuito anche lumidità atmosferica, decisamente sotto la media, a causa dei venti secchi e freddi della steppa russa. Non possiamo dire che inverni così secchi siano uneccezione, visto che gli ultimi venti anni hanno spesso visto, anche se mai in modo così persistente, vaste zone di alta pressione stazionare a lungo sullItalia o sullEuropa nord occidentale, con conseguente blocco delle piovose perturbazioni atlantiche. Anzi, pare che con il riscaldamento globale, causato dalleffetto serra, questa diverrà la norma. Se così fosse, lintero equilibro idrogeologico del nostro paese sarebbe tanto sconvolto da provocare mutamenti neppure immaginabili. Auguriamoci davvero che non sia così. P.G.
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Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
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