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Arte e cultura |
LA SCUOLA ELEMENTARE "TITTARELLI" ALLA RIBALTA "Giornalisti" col Beato Angelo di Pierluigi Gioia
La rubrica Il Corriere in classe che il Corriere dell'Umbria dedica, nell'ambito della sua collaborazione con gli istituti scolastici umbri, ha ospitato, a fine gennaio, la scuola elementare "Tittarelli" di Gualdo Tadino. Un reportage - va detto - di piacevole lettura, che fa luce su un personaggio della storia umbra che, ahinoi, le cronache lasciano un pochino in disparte. Ci volevano proprio gli alunni della "Tittarelli" a portarlo agli onori della cronaca. Vi si racconta, innanzitutto, di quella che qualcuno avrebbe potuto chiamare una "uscita didattica" e che invece si è trasformata in una sorta di pellegrinaggio sulle orme del beato Angelo, dalla sede della scuola fino a Casale, suo paese nativo. Qui, camminando sul terreno ancora spruzzato di neve, ed affrontando i rigori di quest'inverno insolitamente rigido, si scorgono i rami miracolosamente fioriti di un biancospino. E, a questo proposito, i giovani artisti hanno raffigurato con alcuni disegni sia il miracolo, che si ripete oramai da 678 anni, sia quella che è forse una delle celebrazioni più suggestive delle celebrazioni del patrono gualdese, specialmente per chi non ha mai vissuto questa festa: la fiaccolata che, la sera della vigilia, porta tanti fedeli a ripercorrere, alla luce di fiaccole, il tragitto percorso dalla salma del beato, traslata dai gualdesi nel lontano 1324. E quest'anno, per raccontarla ai lettori umbri, i ragazzi l'hanno veramente affrontata, da autentici, piccoli reporter: sotto una spruzzata di neve, come nella più classica iconografia del beato Angelo,ed ottenendo come meritato premio, una tazza calda di cioccolata. Ma ai giovani cercatori "di scoop" non è sfuggito un fatto importante: era necessario anche inquadrare la figura dell'eremita gualdese nel suo contesto storico. Ed ecco, allora, un altro articolo in cui si raccontano le vicende della vita di quello che poteva essere "un pastorello generoso" come tanti e che, invece, divenne il personaggio più amato nella Gualdo Tadino del XIV secolo, ma anche oggi, come dimostra il corale attaccamento che la città ancora dimostra, a sette secoli di distanza, a quest'umile, ma grandissimo, "servo di Dio", che elesse come sua dimora una spelonca e vi passò gran parte della sua vita. Grazie, allora, cari ragazzi e bambini, della "Tittarelli" per l'opera di promozione della festa del vostro patrono verso i vostri coetanei, ma anche verso gli adulti, della vostra regione. Siete stati davvero in gamba! Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.
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