L'ECO del Serrasanta

 

N. 3 - 10 febbraio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Sanità

OSPEDALE

I tempi del trasbordo alla ASL n. 1


Gualdo Tadino non entrerà a far parte della Asl n° 1 in tempi immediati. L'anno in corso verrà utilizzato per predisporre il passaggio nel 2003. Ciò è quanto si è deciso in un incontro tra l'assessore regionale Maurizio Rosi, il sindaco Rolando Pinacoli ed i direttori generali delle Asl n° 1 e n° 3 Enrico Alessandro e Luigi Macchitella. A dirigere le operazioni del trasbordo saranno i due direttori generali assicurando che il tutto venga fatto in maniera graduale e con la garanzia che quanto oggi ottenuto rimanga anche dopo il trasferimento.

Dall'incontro è emerso un documento che costituirà un progetto di lavoro comune dei due direttori.

Nel documento si legge che si ritiene utile produrre una serie di azioni integrate per rendere più efficienti i servizi ai cittadini dell'Alto Chiascio evitando di duplicare una serie di attività che potrebbero risultare troppo costose e contraddittorie rispetto alla prospettiva della costruzione dell'ospedale unico a Branca.

Le integrazioni da ricercare immediatamente sono in anestesia, pediatria, cardiologia, area materno-infantile. Mentre vanno mantenute e potenziate presso l'ospedale di Gualdo le attività di ortopedia, oncologia, otorino, oculistica.

Per la cardiologia, viste le specifiche attività svolte dai due servizi, è già possibile utilizzare il personale, compreso il dirigente di struttura complessa (primario) e integrare le prestazioni dell'attuale laboratorio di emodinamica e riabilitazione funzionante a Gualdo Tadino con l'attività dell'Utic di Gubbio.

Per l'emodialisi l'attivazione del servizio di Gualdo Tadino apre la strada ad una proficua collaborazione tra i due presidi in quanto i pazienti di Gualdo e della fascia appenninica, che attualmente utilizzano il servizio di Gubbio, potranno afferire a quello gualdese, riducendo il carico di lavoro presso il nosocomio eugubino.

Per l'area chirurgica-anestesiologica il progetto è più complesso. Si ipotizza uno spostamento di attività chirurgica da Gubbio presso le sale operatorie di Gualdo, attualmente sottoutilizzate. Per l'area materno-infantile una proposta è quella di potenziare il punto nascita nell'ospedale di Gubbio mediante l'integrazione tra le professionalità ostetriche, ginecologiche e pediatriche presenti nei due ospedali e con la garanzia della specializzazione del centro regionale di ricerca della fibrosi cistica di Gualdo che verrà trasferito presso il nuovo ospedale.

Un'ultima questione riguarda la casa di riposo. L'assessore Rosi ha garantito che al momento dell'apertura del nuovo ospedale a Gualdo, la casa di riposo rimarrà RSA con un pronto soccorso.

 

 

Intanto chiude il centralino

di Antonio Campioni


E' stato detto che Gualdo Tadino rientrerà nell'Asl n. 1, insieme con Gubbio solo con l'inizio del 2003. Nel corso di un recente incontro ad alto livello con l'assessore Rosi, i due sindaci e due direttori generali è stato stilato un documento che riguarda i due Ospedali in vista dell'unificazione. E' evidente che questa lenta e prudente impostazione politico-sanitaria non paga per la città di Gualdo Tadino. Dopo l'asta, scelta avventata, con la conseguente vendita dei beni del Calai, c'è un altro problema negativo che penalizzerebbe i fruitori dei servizi ospedalieri. E' nota la proposta di chiudere il centralino del nosocomio Calai e l'attivazione, al suo posto, del "Cal Center" con unica sede a Foligno e a servizio dell'intera Asl. Tale provvedimento, se attuato, creerebbe molti problemi alla popolazione gualdese e, in particolare, agli anziani poiché di fatto verrebbe impedito di comunicare con il personale e con i servizi interni. Bisogna aggiungere due aspetti non secondari: questa attuazione provocherebbe grossa incertezza e disagio al personale del centralino; il Calai con il cambio dell'Asl , resterebbe isolato perché Città di Castello e Gubbio mantengono il loro centralino con gli operatori. Per questo è necessario che l'amministrazione comunale e tutte le forze politiche gualdesi reagiscano a questa indecente decisione. E' sempre più evidente che l'Asl n.3 non vuole più investire in questo territorio e nelle sue strutture.

In questo momento l'Ospedale di Gualdo Tadino è in buona salute e non va impoverito con scelte inopportune. Aspettare due anni per l'unificazione è rischioso, occorre accelerare tempi e modi per dare ai nostri cittadini servizi seri ed efficienti e spetta al sindaco lavorare su queste coordinate.

 

 

I Democratici e l'ospedale


A proposito dei problemi riguardanti il nostro ospedale, i Democratici nel riaffermare la scelta dell'ospedale unico, hanno elaborato un documento nel quale s'invita l'ASL n° 1 "a fare in modo che il passaggio sia caratterizzato da certezze assolute per l'Ospedale Calai e per i servizi esistenti sul territorio" ed inoltre si ravvisa la necessità che "con il cambio di ASL si dovrà lavorare per una attività di programmazione per una sempre più stretta integrazione tra i due ospedali, che individui,da subito, possibili linee di sviluppo e potenziamento di singoli reparti e di servizi territoriali utili a tutto il comprensorio".

A proposito della vendita dei beni del Calai i Democratici, pur riconoscendo la legittimità dell'atto, ne contestano l'opportunità politico-amministrativa in quanto il Comune di Gualdo Tadino, unico comune della ASL, direttamente o indirettamente attraverso la Fondazione, si è assunto oneri finanziari consistenti per mantenere operativi i servizi ospedalieri e per potenziarli.

Ed a proposito della vendita dei beni aggiungono "siccome la legge e l'opportunità impongono di reinvestire sul territorio gualdese quanto sarà ricavato, se andrà in porto la vendita dei beni (la partita è di circa 700.000 Euro, pari ad oltre 1.300.000.000 lire), di istituire un osservatorio per verificare quanti, quali e con quali tempi saranno realizzati gli investimenti sul nostro territorio che l'ASL 3 dovrà fare".

 

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