Siamo giunti alla fine del lungo cammino attraverso e dentro le
nostre montagne, ed i nostri ricordi, per il quale vi abbiamo guidato per tutto il 2001,
il venticinquesimo anno dalla formazione di un Gruppo Speleologico a Gualdo Tadino.
Insieme abbiamo percorso uno spazio terrestre di poche decine di chilometri ed uno spazio
temporale di un quarto di secolo, molto per un Gruppo che, fra cambiamenti e smarrimenti,
è proiettato nel nuovo millennio con unantica passione, lesplorazione. Anni
non tutti uguali, alcuni indimenticabili, altri incolori, non per una diversa sorte, ma
per diversità di scelte, per un diverso peso di valori come lamicizia, per il
mutare di alcuni orizzonti operativi del Gruppo. Al termine di questa serie
dincontri è giunto il momento di dire grazie, di chiamare per nome uno per uno,
vecchi e nuovi speleologi, che hanno continuato a far vivere unassociazione, a
portare avanti una difficile attività come la speleologia in un paese, Gualdo Tadino, in
cui è già problematico trovarsi e lavorare assieme, in cui le attività culturali non
riescono "ad ingranare", ad uscire dalla cerchia di pochi addetti. Grazie a Pierdomenico,
presidente per il 2001, che per il suo anno si è caricato la responsabilità, anche
penale, di un Gruppo spesso scavezzacollo ed imprevedibile, grazie ad Alessandra,
neoeletta per il 2002, che continuerà la serie dei 26 responsabili e presidenti che si
sono avvicendati alla guida del GSGT: un grazie di cuore a tutti loro. Grazie a Giuseppe, non soltanto amministratore
coatto di piccoli introiti e continue spese, ma spesso solo a tirare avanti il settore
Protezione Civile, grazie a Silvia e Maurizio per il
sito www.gsgt.speleo.it
ed a Roberto, che cura pure innovativi programmi per rilievi topografici,
grazie ad Enzo, ben presente nella squadra di soccorso del CNSAS, grazie
ad Alfredo e Luciano, realizzatori e restauratori
darnesi utilissimi, ad Angela, Simonetta, Orietta,
infaticabili nel nostro stand allestito annualmente in occasione dei raduni speleo
nazionali. Grazie a Valentina, la più giovane, che sopporta questo
branco di vecchi brontoloni, grazie a Sergio e Gino,
sempre presenti, grazie a Tiziana, legale del Gruppo, grazie a Piero
ed Euro, ai quali sono dovute molte pubblicazioni targate GSGT, grazie a Mara,
speleologa irrequieta sempre in giro per i suoi monti, grazie a Serafino
che ce la manda, grazie a Mauro per le fotografie, anche per quelle che
non abbiamo mai visto. Grazie a Vania, che fornisce per il nostro stand
le ceramiche di un giallo incredibilmente bello, grazie ad Andrea, quando
non sta a Pisa, ad Andrea, quando non è reperibile, ad Andrea
e Simone, importanti contatti con il mondo scout, a Maurizio
per i suoi quattromila, ad Arnaldo, settore pirotecnico, ad Emanuele
per la grotta della Miniera, a Roberto detto Cimino, a Roberto
meccanico di pulmini esausti, a Livio per le forre, a Andrea,
Samuele per gli ultimissimi scavi, a Roberto e Gabriele,
nuovi arrivati, a Marcello, Carletto, Maria Orietta, Rodolfo, Danilo, Marco,
Paolo, Renzo, Robertino. Grazie ad Enrico e Monica,
a Massimo e Marzia, Alberto e Paola,
Celestino e Patrizia, Lorenzo ed Anna,
Carlo e Simonetta, Mauro e Natalia,
Mauro e Peppina, Anna Lisa e Alberto,
Gianluigi e Caterina, Fabio ed Anna,
Giuseppe e Tiziana, Pier Giuseppe ed Antonella
ora impegnati nel ben più difficile compito di genitori. Grazie a Vittorio,
che continua a scrivere la storia del GSGT, a Franca ed ai figli (Lucia,
Elettra, Renato) che glielo consentono. Grazie ai soci di un tempo, agli
esploratori della Miniera, di Buco Bucone, del Narciso, del Diàntene, dellAcqua
Passera, di decine di grotte minori e di rami forse insignificanti, grazie a quanti hanno
fatto parte delle squadre di soccorso, ai topografi (da Graziano in poi),
ai paleontologi, ai biospeleologi, agli archeologi, ai ricercatori di vecchie storie e di
antichi nomi. Grazie a tutti quelli, centinaia, che hanno scavato con noi in tanti buchi
assurdi, ai conoscitori del monte che ci hanno accompagnato nei posti più segreti, grazie
ai ragazzi che a decine si sono riversati nel nostro Gruppo ai tempi del terremoto per
dare una mano, montando 83 tende nella prima settimana dopo il 26 settembre 97 e
lavorando ininterrottamente per 86 giorni. Grazie alle madri, padri, mogli, mariti,
fidanzate, figli cui abbiamo restituito puntualmente in ritardo speleologi sporchi e
stanchi. Grazie soprattutto a chi non cè più, a chi sta esplorando gli spazi
infiniti di unaltra vita, a Sauro, fondatore e primo responsabile
del Gruppo, ad Italo, fondatore e responsabile nel 1984, Angelo,
un cuore generoso unitosi a noi nei tempi dei grandi scavi a Buco Bucone, Andrea,
socio per soli tre mesi, quelli difficili del terremoto, grazie al maestro Giovanni,
il primo a sognare con noi di magnifiche grotte inesplorate, grazie a Nando,
lamico che incontravamo in qualche tardo pomeriggio, quando le ombre si allungavano
sui prati dorati dai riflessi dellultimo sole, noi di ritorno da luoghi sperduti,
lui diretto verso possibili poste ad un cinghiale. Grazie ad una città, Gualdo Tadino, in
cui si respira lodore dei monti, in cui si nasce appiccicati a queste rupi, così
belle quando viene sera, in cui si cresce scorrazzando nel fitto dei boschi o sul verde
tappeto dei prati, in cui le nostre iniziative (grotte, arrampicata, trekking, forre,
ambiente, neve) hanno avuto un seguito, in cui gente caparbia tiene in vita un giornale da
14 anni e ci offre pagine per illuminare un mondo senza luce, in cui abbiamo trovato
pazienti lettori che per un anno intero ci hanno seguito per spazi inconsueti e per luoghi
della memoria, forse comprendendo questa nostra passione: ora, quando c'incontreranno
coperti di fango, di sacchi, di stanchezza, ci vorranno un po di bene e ci
regaleranno un sorriso.
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