L'ECO del Serrasanta

 

N. 1 - 13 gennaio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Solidarietà

 

Vita del Centro Volontariato Sociale


Quasi sempre, alla fine di un anno di lavoro, ho predisposto una piccola relazione da pubblicare su L'ECO per far capire, non solo, quanto lavoro è stato fatto e quanto ancora è da fare, ma soprattutto per ricordare alla comunità l'esistenza del Centro di Volontariato Sociale della Caritas Diocesana. Quest'anno ho deciso di non comportarmi come al solito, spinta da un convegno a cui ho partecipato il primo dicembre. Il titolo era importante: "Oltre l'indifferenza: la cultura della legalità". Anche i due relatori erano importanti, il Dott. Giancarlo Caselli, un magistrato da sempre in prima linea e Don Luigi Ciotti che ha fatto della sua vita un grande esempio di come si possa donare tutto di se': capacità, amore, cultura per migliorare la vita degli altri, lottando non solo contro droga, alcool, crimine organizzato, ma soprattutto contro disagio, discriminazioni, indifferenza. Avevo già avuto occasione di ascoltare Don Luigi e mi ripetevo per l'ennesima volta: "ha molte marce in più, è stato fortunato per questo, ma chissà quanto gli è costato e gli costa fare quello che fa" ricordando a me stessa quante volte anch'io, nel mio piccolo, mi sono sentita scoraggiata e sola. E cosi non ho voglia di fare bilanci, incoraggianti o meno, ma vorrei riportare cose che sono state dette in quel contesto e cose che ho letto nel libro di Don Ciotti "Chi ha paura delle mele marce?" Uno degli argomenti che sempre mi è stato a cuore è il volontariato. Mi sono resa conto spesso che chi non sente prepotente dentro di sé questa esigenza, guarda, chi prova ad impegnarsi per gli altri, in modo strano: ma è giusto che ci siano dei gruppi, delle associazioni, dei singoli individui che si occupano per tutti gli altri, dei problemi di chi è in difficoltà? Non possiamo sempre delegare, la solidarietà non è il modo di fare di pochi. Se facciamo parte di una comunità (e il senso di questo andrebbe fortemente recuperato) dobbiamo sentirci tutti "volontari". E' bello che in casi particolari si facciano gesti straordinari, ma non sarebbero meglio dei gesti normali e continui? Dice Don Ciotti ... "accogliere una persona in difficoltà, assistere un malato, occuparsi del proprio paese, del territorio, della vita sociale, dell'educazione dei giovani significa essere semplicemente cittadini di una società umana. Se continueranno a sussistere da un lato i volontari della solidarietà e dall'altro gli indifferenti del quotidiano, ne usciremo sconfitti tutti ..."

Ho trovato queste parole bellissime. Il mondo sta vivendo momenti terribili di discriminazione e di odio, dobbiamo cambiare, abbandonare la ricerca del benessere e del potere a tutti i costi, rispettare i diritti degli altri e praticare la giustizia. Vi aspettiamo presso il CVS inVia Santarelli n.6, tutti i giorni dalle 9e30 alle 12.

Marisa Garofoli


Articoli correlati:

30-04-2000 - Il perché di una scelta

08-07-2001 - Dal Centro di Volontariato Sociale

 

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario