L'ECO del Serrasanta

 

N. 1 - 13 gennaio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Gualdesità

 

Cave ... ultime novità

di Antonio Campioni


Parlare di cave estrattive significa toccare vari e grossi interessi di ordine economico, ambientale e sociale. I gestori non vogliono che si parli di loro, vogliono silenzio e mani completamente libere. Se toccati su questo problema alzano la loro voce e minacciano di adire le vie legali. Ma, in tempi in cui è stato acquisito il concetto di bene collettivo, una cava è solo provvisoriamente "proprietà" di chi la gestisce, perché essa è anche proprietà della comunità in cui è preminente l'interesse collettivo alla conservazione dell'ambiente. Nel territorio di Gualdo Tadino 10 cave vanno alla chiusura con la " bonifica" ma spesso questa avviene per terrazzamento cioè con un vecchio modo di prolungarne lo sfruttamento. Basta osservare queste cave per capire subito il trucco. Non basta vigilare se poi non si interviene con severità per far cessare il massacro ambientale come è avvenuto per il Colle dei Mori. La stessa Regione, che in questo settore ha competenza e l'ultima parola, non recepisce mai le istanze della gente. Chissà perché? In quest'ultimo tempo, mentre ci si aspettava una netta presa di posizione in merito a Colle dei Mori, per la quale le associazioni ambientali e la Sopraintendenza ne chiedevano la chiusura, si scopre che è sorta una Spa composta da tre dirigenti cerquetani che sembra l'abbiano preso in affitto. L'assessore all'ambiente ha sollecitato la Regione perché si decida a intervenire ma anche la Regione fa le orecchie da mercante.

Il presidente della Spa sostiene di essere proprietario del terreno dove sorge la cava in questione e d'essere proprietario dell'ultima cava a sinistra salendo da San Facondino fino al colle. Nello stesso tempo chiede di concordare con l'Amministrazione Comunale un sito dove escavare il materiale chiudendo e bonificando tutte le sue cave e sembra che il sito possa essere trovato nelle zone del Pian di quaglie (a qualche centinaio di metri di distanza). Lo scempio della zona quindi continua.

 

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