L'ECO del Serrasanta

 

N. 1 - 13 gennaio 2002

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Gualdesità

LA POSTA

A proposito di cartelle pazze


Riceviamo dal dott. Graziano Marinelli una vibrata nota di protesta per il fatto che nel riquadro "Tempo di ICI", pubblicato nel n. 24 il 16.12.2001, sono state impropriamente definite "cartelle pazze" gli avvisi di accertamento in questi giorni inviati ai contribuenti gualdesi. La puntualizzazione ci è, comunque, apparsa quanto meno inopportuna quando quotidianamente la stampa nazionale in genere usa questo termine entrato nella terminologia corrente. Nel nostro Paese, in cui si può morire anche di tasse, lanciare l'avvertimento di controllare prima di pagare, a quanto scrive il dott. Marinelli, è quasi reato. Cosa si dovrebbe dire al signor Marrazzo che nella trasmissione "Mi manda Rai Tre" ha affrontato lo stesso problema parlando di tali "cartelle pazze"? Anche lui, giornalista d'avanguardia e senza peli sulla lingua, ha azzardato considerazioni psichiatriche su atti tributari? Gli atti tributari, di certo non sono pazzi, ma i contribuenti chiamati a difendersi, in qualche caso, perdono saviezza quando gli Uffici (siano essi dello Stato, della Regione, della Provincia o del Comune) richiedono pagamenti già effettuati; tartassare i defunti; conteggiare tasse per cespiti mai posseduti o venduti da 15/20 anni, perseguitare con minacce di recupero di quanto non dovuto... non è forse pazzesco? Questo vuol dire fisco equo, moderno, capace? Senza poi considerare che, con il terremoto, documenti e ricevute risalenti a 7- 8 anni fa sono stati messi un po' alla rinfusa e dappertutto; le "autonome sistemazioni" hanno contribuito a che il disordine di queste carte, che gli Uffici reclamano, sia considerevole se non totale, tanto che non sono facilmente reperibili.

Il dott. Marinelli elenca una serie di strumenti, di eventualità e di possibilità per annullare la pretesa indebita vantata degli Uffici, noti al contribuente che viene, comunque, obbligato a code, perdite di tempo varie e a spese che si potrebbero evitare. Con un Catasto che, da innumerevoli lustri, fa acqua da tutte le parti si può pretendere che gli atti siano giusti per tutti i contribuenti? Anche il Catasto, a volte, è pazzo, o meglio non registra con fedeltà le varie attribuzioni delle rendite per motivi che non sta a noi verificare.

Il dott. Marinelli non pensi che il nostro giornale abbia voluto screditare l'Ufficio che dirige; ma un invito vogliamo lanciare al Funzionario che si sente tirato per la giacca ad ogni notizia che pubblichiamo sui tributi comunali: stabiliamo un colloquio con i contribuenti prima di dare la stura agli avvisi, agli accertamenti e così via. Si risolverebbero con reciproca soddisfazione tutti i problemi.

Il direttore

Giancarlo Franchi

 

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