L'ECO di Sigillo

 

N. 24 - 16 dicembre 2001

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Sigillo

 

La festa dei minatori

di Giuseppe Pellegrini


Raramente avviene durante l'anno di assistere a una manifestazione di fede e di entusiasmo, come in occasione della festa di Santa Barbara. Ciò dimostra quanto radicata sia, verso questa Santa, la devozione dei minatori e degli operai che sono una massa considerevole nel nostro Paese. La festa ha avuto origine dall'iniziativa e dalla generosità dei valorosi minatori agli inizi del secolo al traforo del Sempione, al seguito delle Imprese concittadine Fantozzi e Agostinelli. Col passare degli anni si è andata sempre più affermando, divenendo festa di uomini e di giovani, festa di minatori, che per tale ricorrenza tornano al Paese, mentre i più lontani partecipano spiritualmente e inviano contributi per la buona riuscita della solennità.

Preceduta da un Triduo predicato dal Parroco Don Luciano Eutizi, che ha colto l'occasione per rivolgere tre fervide esortazioni al popolo, in preparazione della solenne ricorrenza:" il ricordo dei minatori sigillani caduti in tutto il mondo - La preghiera come punto d'incontro - Il lavoro nella vita quotidiana". La cara Patrona dei minatori ha visto, come sempre, intorno al suo simulacro accalcarsi gli operai e i minatori, che l'hanno invocata a protezione nella loro dura e pericolosa fatica. La festa è culminata in una riuscitissima processione, che è stata una apoteosi e un trionfo per la Santa protettrice, il corteo - processionale si è snodato per le vie del paese per raggiungere la piccola Chiesa della Sportella, costruita sul "sasso delle Rocchette". La Chiesa è stata eretta nell'960, per volontà e contributo dei minatori e del popolo sigillano, la costruzione è di stile alpino, con pietre a faccia a vista e fu benedetta da Mons. Giuseppe Pronti allora Vescovo di Nocera e Gualdo Tadino, il 26 luglio 1960. Nel 1995 è stata restaurata con il contributo di tutto il popolo sigillano. La Ringhiera in ferro che protegge la piccola rampa di accesso è stata donata dalla "Fermeccanica Morettini Spinetta Marengo (AL)", lavoratori sigillani che si sono trasferiti a Spinetta, mentre la "Ceramica devozionale con l'effige della Santa Patrona è stata fatta in Sigillo da Bruno Fumanti nel 1993".

Ai nostri Minatori e a tutti i Lavoratori sigillani, di cui conosciamo le sofferenze, le lotte per la vita, le speranze, l'attaccamento al dovere, il coraggio e l'onestà, vada la nostra sincera simpatia e l'augurio che la Santa, pregata e invocata come sorella che vuole e può aiutare, esaudisca le loro preghiere e li liberi sempre da ogni pericolo dell'anima e del corpo.

Una lode vivissima alla popolazione sigillana e a quanti hanno collaborato per la riuscita della festa, specialmente alle famiglie, Calzuola e Lepri.

 

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