L'ECO del Serrasanta |
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Opinioni |
AMERICANISMO E ANTIAMERICANISMO La guerra sola igiene del mondo? di Gianni Gubbiotti In merito alle vicende di questi giorni il 95-enne mio ex comandante colonnello Aldo Iacuzzi, mi scrive che, pur accettando la inevitabilità dell'intervento armato, continua ad essere antiamericano e a rifiutare quel modello di vita teso solo al guadagno, da conseguire comprando, plagiando o sottomettendo paesi ricchi di cultura, storia e valori che mancano al Nuovo Mondo. Un amico scrittore, giornalista e filoamericano, mi ha spinto a passare al giornale la mia risposta: Carissimo sempre giovane "vecio alpino", durante l'estate sono stato invitato dal gruppo scout: qualcuno aveva letto il mio "Sogno di sabbia" e voleva sapere come ci si stacca dalla famiglia a diciassette anni per andare a combattere, dato che loro non riescono a lasciare le comodità di casa e sono contro la guerra. Ho risposto di essere d'accordo sul secondo punto, proprio per aver visto in prima linea, schegge e pallottole entrare nella pelle: ma la guerra purtroppo esiste fin dai tempi di Caino e, quando arriva, devi avere il coraggio di intervenire dalla parte che ti sembra giusta, purché sia un ideale e non un calcolo a guidare la tua scelta. Il capogruppo ha approvato spiegando che il loro sogno é di cambiare o almeno di migliorare il mondo, ma questo non succede se, invece di impegnarti, resti a guardare nella speranza che lo facciano gli altri. Qualcuno addirittura ha apprezzato come sono vissuto, lavorando senza pensare solo al guadagno, viaggiando molto ecc.; mi ha sorpreso, pensavo che i ragazzi non osservassero gli ''anziani'' e che il loro modello fosse chi si è distinto per i soldi, per la carriera politica o simili. Per cui evviva i giovani, specialmente quelli che ti dicono bravo ...E' un gruppo gradevole, intelligente, pulito, con dentro anche ragazze carine; ci si sta bene, leggono Siddharta, portano in tasca "Se saprai" di Kipling, ed apprezzano S. Exupéry, tanto che, quando sono venuti a casa mia, gli ho fatto leggere la preghiera di S .Tommaso Moro, decapitato da Enrico VIII nel 1535. Alcuni sono nella estrema sinistra ed è giusto sia così, a quella età puoi stare solo agli estremi, se ti barcameni al centro sei già vecchio. Come sempre mi diverto a scherzarci sopra con la abusata battuta inglese: "se a venti anni non sei comunista sei senza cuore, se a trenta anni continui sei senza cervello" ... E, poiché condivido una buona parte dei concetti sulle religioni che Odifreddi espone nel suo libro "Il Vangelo secondo la scienza", dopo aver chiarito di essere piuttosto miscredente spiego di preferire il Cristo, che invita a donare, a Marx che incita a togliere quello che gli altri hanno accumulato più o meno bene. Mi è piaciuto anche lo scout che presentatomi nei locali della ex colonia elioterapica; ha fatto l'obiettore con rara coerenza, impegnandosi nei servizi sociali sull'altipiano etiopico. Mi elenca gli errori dell'America e le colonizzazioni che generano il terrorismo, è contro l'intervento armato, ma non suggerisce alternative.Ho ribattuto che quando viene acceso un incendio la prima cosa da fare è spegnerlo, neutralizzando chi ha iniziato e chi continua a buttarci benzina: se necessario anche con la guerra che già comincia a dare risultati, giustificandola con " tempo di uccidere, tempo di sanare" dell'Ecclesiaste. Eliminato il pericolo, si deve riesaminare a fondo perché è scoppiato, le ragioni dei disperati che lo alimentano, i problemi palestinesi, le tante colpe del sistema americano e nostro, anche nei paesi privi di petrolio e minerali vari, dove continuano ad ammazzarsi o a morire di fame, ignorati con disgustosa indifferenza da tutti noi troppo ricchi.Salvo a condividere l'opinione di Marinetti "la guerra, sola igiene del mondo", riportata al titolo con punto interrogativo, o quella del giornalista Massimo Fini nel suo "Elogio della guerra" dove scrive che avremmo avuto meno morti se si fossero lasciati i Kossovari scannarsi in santa pace fra loro. E salvo ancora a ragionare sulla fine che fanno i soldi in Algeria, paese che conosco tanto bene da non capire la sua presenza tra i poveri del G.8: hanno il mare pescoso con coste splendide, una fascia mediterranea fertile lasciata dai francesi ricca come i giardini siciliani (alla faccia del Corano ripiantano i vigneti), l'altopiano a grano, la catena dell'Atlante ricca di legname e minerali ed il deserto che sprizza petrolio. In aggiunta si sparano con il Marocco fingendosi a favore della indipendenza del Sahara spagnolo, mentre in realtà è per i fosfati. Chi comanda ed amministra è incapace o ruba? Ritengo offensivo per l'intelligenza dei suoi simpatizzanti il discorso fatto durante la marcia della pace da Bertinotti: "possiamo bombardare la Sicilia per combattere i mafiosi?"; non mi risulta che abbiamo chiuso i confini dell'isola per impedire alla polizia di entrare a catturarli le rare volte che ci si riesce. Come è offensivo che la parte opposta ci propini scuse per il ritardo dell'energia alternativa: se non acquistiamo petrolio, come possiamo vendere agli emiri frigoriferi, automobili e quanto di consumistico produciamo? Ci pagherebbero con la sabbia o con le prostitute, già abbondantemente esportate? Se potessi ripartirei a fianco dell'America, volontario e non pagato come ai vecchi tempi, perché detesto il terrorismo, le imboscate senza divisa, l'uccisione dei civili (da parte di morammazzati definiti impropriamente kamikaze (quelli erano gente d'onore che combatteva in divisa contro altra gente ben armata) e mi infastidisce una possibile distruzione del nostro patrimonio monumentale o magari del Vaticano, sia per le opere d'arte che contiene, sia per questo Papa eccezionale. Partirei, alla fin fine anche per il mio interesse, perché sono un ex guerrafondaio che ama la pace, sperando che questa volta l'Italia vada avanti con coerenza, che la fregata in appoggio al corpo di spedizione non sia un voltafaccia, ma una nave e che i soldati si comportino da uomini e non disertino come blatera Agnoletto; in caso contrario invece che i volontari avrebbero dovuto fare i sacrestani in qualche chiesetta di campagna, poiché le cattedrali possono subire attacchi terroristici. Non sono filoamericano, filoinglese o filofrancese (ci siamo anche sparati), né filoarabo (nei quattro anni vissuti in Nord Africa i maomettani hanno trasformato da antirazzista in razzista il ragazzino che ero allora). Mi piace molto l'analisi di Oriana Fallaci sul Corriere, anche se ritengo sproporzionata la crociata contro l'Islam: ammazzarne oltre un miliardo sarebbe eccessivo ...
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