L'ECO di Sigillo |
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Sigillo |
Sigillo, reminiscenze di Giuseppe Pellegrini Quando alcuni anni or sono scendevamo dal treno alla stazione di Fossato, era il legno di "Bobetti" che ci attendeva per riportarci, pigramente a casa facendoci dondolare durante gli interminabili sette chilometri che ci separavano. Mentre la strada si snodava in un percorso fatto di scese e salite il nostro sguardo vagava all'intorno, ma poi finiva per appuntarsi sul Monte Cucco sovranamente assiso al di sopra degli alti monti che gli fanno da sostegno e da corona. Superato il Cimitero di Fossato e raggiunto Purello, ove già ci sentivamo come a casa nostra, la Madonna del Prato ci veniva incontro per darci il benvenuto; poi, oltrepassata l'ultima curva, era come se uno scenario si aprisse dì colpo ai nostri occhi e Sigillo ci balzava dinanzi per intero con le sue case allineate, coi suoi comignoli e i suoi campanili, suscitando un'emozione intensa che ci ripagava ad usura del sacrificio e dell'intolleranza del viaggio. Questo, il ricordo d'altri tempi, di quelli della nostra giovinezza lento, graduale, predisponente e forse perciò non meno poetico e suggestivo. Ora le cose sono un pò cambiate, ma rimane la stessa visione panoramica dominata dagli stessi campanili e dagli stessi monti, vecchi amici giganti curvi in un'eterna attesa o sollevati in un'eterna domanda, muti testimoni della nostra vita e di quella dei nostri trapassati. C'è una variante: "il profilarsi delle antenne della TV, che si spingono alte nel cielo e conferiscono la nota del progresso e dell'evoluzione. Già perché è bene non dimenticare che Sigillo è stato tra i primissimi ad istallare la televisione per opera della ditta Bastianelli. Entrando in Paese, non possiamo non soffermarci nel "Pratello" che, da brullo appezzamento, è stato trasformato in elegante ed accogliente giardino con verdi aiuole, piante e riposanti panchine. Al centro una bellissima fontana con doppia vasca, donata dal Sindaco cav. Agostinelli, ravviva il giardino e serve da richiamo per piccoli e grandi. Ma la vita continua a pulsare e a svolgersi nella "Piazza" che, per la sua configurazione e per le particolari cure di sistemazioni ed abbellimento è divenuta l'autentico "salotto nel cuore del Paese". Perfino i gerani!, che le danno una nota di civetteria e di gentilezza. La novità è rappresentata dalle due file di elci, che la munificenza del Comm. Teofilo Mariani ha voluto far mettere a dimora, richiamandosi al motivo ornamentale delle "Balze delle Lecce". Un pò di verde ci voleva. Uscendo dalla Piazza, l'odoroso" Viale del tigli" c'invita alla passeggiata che ha come meta il moderno "Lanificio Fontemaggio", e la nuovissima stazione automobilistica, Esso, l'Albergo Damiani, che apporta al Paese un "nuovo soffio di vita". Questo è Sigillo 1954, avviato, lo speriamo fermamente, verso un avvenire di benessere e di prosperità. (Questa lirica è stata trovata nell'archivio di Mons. Domenico Bartoletti. Mai profezia è stata così veritiera, infatti, Sigillo è proiettata verso "Le Olimpiadi dell'Aria 2005". Non conosciamo l'autore dello scritto, ma, nelle sue parole si coglie l'affetto, l'amore e la mancanza del Paese natale).
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